2013 contro 2014: ecco come è andata

Partiamo subito dai dati totali. Nel 2013, secondo il Cinetel nei cinema italiani si sono venduti 97.288.094 biglietti e incassati 617.981.556 euro. Nel 2014, questi numeri sono scesi a 91.302.046 ingressi e 573.937.030 euro, con una flessione quindi di 5,9 milioni di biglietti (-6,1%) e di 44 milioni di euro (-7,1%).

bossOra, sarebbe semplice notare che Sole a catinelle con Checco Zalone aveva fatto segnare 8 milioni di presenze e 51.845.978 euro di incasso. Basta aggiungere quei dati e siamo a posto, giusto? Sì e no. E’ sicuramente vero che la mancanza del Checco nazionale ha rappresentato il peggiore problema dell’annata, per cui si poteva fin dall’inizio pronosticare una flessione nel 2014. Ma sarebbe sbagliato, a livello logico e statistico, sommare semplicemente i dati di Sole a catinelle e sentirci più tranquilli.

Va infatti sottolineato che, di fronte a un film così forte, la concorrenza di commedie di quel periodo era stata ovviamente debole, visto che pochi volevano scontrarsi con quel fenomeno. Infatti, tra fine ottobre e fine novembre 2013, erano usciti nel 2013 Fuga di cervelli (5,1M), Stai lontana da me (4 milioni) e L’ultima ruota del carro (1,9 milioni) per quanto riguarda le commedie importanti, per un totale di 11 milioni di euro. Nello stesso periodo del 2014, ci sono stati Confusi e felici (3,8M), Andiamo a quel paese (7,9M), La scuola più bella del mondo (5,9M), Scusate se esisto (5,4M) e Ogni maledetto Natale (2,1M), per un totale di 25,1M. Possiamo dire quindi che l’assenza di Zalone ha lasciato spazio a una maggiore presenza di commedie, che rispetto ai loro rivali ‘normali’ (e non marziani come Checco) hanno ottenuto 14 milioni in più.

Non sarebbe però neanche corretto fare semplicemente la differenza tra i 51 milioni di Zalone e questi 14 milioni in più dalle commedie rivali dello stesso periodo, perché è chiarissimo che far uscire una commedia forte a settimana (come avvenuto già a inizio ottobre) abbia portato questi titoli a cannibalizzarsi a vicenda e a ottenere quindi meno del previsto (con l’eccezione di Ficarra e Picone). Basti pensare a Confusi e felici, che ha aperto nel primo weekend con lo stesso dato del precedente film di Bruno, ma ha chiuso con circa due milioni in meno. Tutto questo lungo discorso per dire che non solo un campione di incassi come Zalone porta tanti soldi, ma con la sua forza permette sia di incentivare la voglia di andare al cinema tout court (non a caso sia Fuga di cervelli che Stai lontana da me sono state due ottime sorprese) sia una programmazione dei film più razionale e meno autolesionistica. Insomma, normalmente si dovrebbe preferire un’industria più regolare e con meno fenomeni straordinari, ma in realtà i filmoni campioni d’incasso (vedi anche la Francia di Quasi amici e Non sposate le mie figlie! o la Spagna di Ocho apellidos vascos) servono maledettamente e hanno influssi che vanno oltre il loro semplice risultato. Se poi imparassimo anche a non continuare a farci del male da soli (spiegatemi voi perché due commedie potenzialmente forti come Il nome del figlio e Sei mai stata sulla luna? usciranno entrambe il 22 gennaio), sarebbe meraviglioso.

L’altro motivo di flessione quest’anno va cercata nel periodo estivo o meglio tra i mesi di maggio (37,2 milioni nel 2014 contro i 47,1 milioni di un anno prima) e giugno (23,8 milioni contro i 36,5 milioni del 2013). Ci sono stati dei problemi episodici (ovvio che la differenza di incassi tra La grande bellezza e Le meraviglie, per parlare solo di film andati in concorso a Cannes, si è fatta sentire), ma l’ostacolo principale sono stati i mondiali di calcio. Personalmente, ritengo che ci sarebbe stato spazio per un blockbuster tra Maleficent (uscito a inizio giugno) e Transformers 4 (metà luglio), visto che in quel mese e mezzo non è arrivato niente di forte. Comunque sia, non c’è dubbio che questa scelta, oltre ad aver intasato l’autunno di film, ha anche creato una certa disabitudine del pubblico ad andare al cinema, che abbiamo pagato anche a settembre (37,1 milioni di euro contro i 41 di settembre 2013). Insomma, al di là dei film in sé (che sono sempre fondamentali), si conferma che una stagione più lunga sarebbe utile a tutti, blockbuster americani e film italiani.

Sempre a proposito di film forti, nel 2013 erano 10 i titoli che hanno superato i 10 milioni di incasso, nel 2014 solo 7. Ma parliamo  del cinema italiano. Nel 2013, aveva fatto segnare 29,3 milioni di presenze e 183,9 milioni di euro, con una quota di mercato del 29,76/30,21% (a seconda che si prendano in considerazione gli incassi o le presenze). Nel 2014, siamo scesi a 24,7 milioni di ingressi e a 152,8 milioni di euro, con quote di mercato del 26,64/27,12%.

E’ quindi venuto a mancare non solo il risultato delle commedie (e quindi soprattutto di Zalone), ma anche quello del cinema d’autore, di cui avevo già parlato qui. Faccio però notare che nelle riviste di settore abbiamo letto del successo spagnolo (ottenuto grazie al fenomeno Ocho apellidos vascos, che ha fatto segnare 9,5 milioni di spettatori da solo), che quest’anno è arrivato a una quota record del 25,5%. E dovremmo urlare al dramma per il nostro Paese, che passa dal 30 al 27%, mentre nel 2012 eravamo al 25%? Direi proprio di no. Vediamo invece i primi 30 incassi italiani del 2014 (il primo numero a sinistra indica la posizione assoluta in classifica):

 

2    UN BOSS IN SALOTTO    € 12.311.441

5    IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO       € 10.783.932

7    SOTTO UNA BUONA STELLA    € 10.312.789

12    TUTTA COLPA DI FREUD      € 7.928.490

13    ANDIAMO A QUEL PAESE     € 7.913.066

21    IL GIOVANE FAVOLOSO    € 6.207.109

25    LA SCUOLA PIU’ BELLA DEL MONDO    € 5.926.509

26    IL CAPITALE UMANO     € 5.750.650

28    SCUSATE SE ESISTO!     € 5.399.642

35    UN NATALE STUPEFACENTE      € 4.996.032

39    ALLACCIATE LE CINTURE      € 4.655.340

43    SMETTO QUANDO VOGLIO        € 4.033.569

45    CONFUSI E FELICI       € 3.851.141

46    E FUORI NEVICA!       € 3.843.485

50    MA TU DI CHE SEGNO 6?       € 3.647.116

54    IL RAGAZZO INVISIBILE     € 3.479.008

62    UNA DONNA PER AMICA   € 3.010.540

63    AMICI COME NOI    € 2.945.618

76    IL MIO AMICO NANUK (MIDNIGHT SUN)    € 2.195.237

77    FRATELLI UNICI    ITA       € 2.184.219

81    OGNI MALEDETTO NATALE    ITA       € 2.098.834

85    SAPORE DI TE    ITA       € 1.913.801

86    SOAP OPERA    ITA       € 1.898.656

87    COLPI DI FORTUNA    ITA     € 1.873.727

89    WINX CLUB – IL MISTERO DEGLI ABISSI      € 1.813.800

90    UN MATRIMONIO DA FAVOLA     € 1.803.552

94    UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE      € 1.725.053

95    TUTTO MOLTO BELLO       € 1.649.476

97    LA GENTE CHE STA BENE     € 1.571.873

108    LA SEDIA DELLA FELICITA’     € 1.475.413

Possiamo trovare 24 commedie, un cartone animato comico, un film avventuroso per famiglie (Nanuk), una pellicola supereroistica e tre prodotti d’autore (di cui due di registi già impegnati in commedie, soprattutto Virzì, che quest’anno per la prima volta affrontava un prodotto completamente drammatico). Che lo squilibrio di generi sia enorme è inutile dirlo, ma conviene concentrarci sul pubblico (e sui suoi gusti) più che sui produttori, visto che la quota di film comici prodotti ogni anno è di circa il 30-35%, ben inferiore a quella dei film di maggiore incasso di questo genere. Insomma, c’è bisogno di successi più variegati e in questo senso il risultato non straordinario de Il ragazzo invisibile è un brutto segnale.

Riassumendo, è stato un anno positivo? Ovviamente no. E’ stato un anno drammatico? Neanche, anche se molti scriveranno che è stato un massacro (tira sempre di più urlare all’apocalisse che cercare di capire meglio le cause di una flessione). Anzi, viste le difficoltà oggettive (come detto, mancanza di Zalone, troppe commedie nello stesso periodo, stagione corta in cui per 2-3 mesi è uscito poco, crisi del cinema d’autore), il calo è accettabile. Diciamo che il 2015 sarà un anno impegnativo, in cui si potrebbe recuperare il terreno perduto, ma anche scivolare più indietro. Per ora, i primi dati di Siani e Eastwood sono molto confortanti. Ma servirebbero scelte importanti e di rottura (non dico coraggiose, perché non c’è nulla di coraggioso nel provare a invertire la rotta). Vedremo che succede…


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