Gli affitti di Marco Müller

Francamente, non mi aspettavo di dover parlare di scaldabagni nella mia attività, ma il Festival di Roma (e il mondo dei mass media) riserva sempre delle sorprese. Oggi sul Fatto quotidiano Malcom Pagani (che già a marzo aveva parlato di un’operazione di Marco Müller poi smentita) dedica un lungo articolo al festival di Roma, parlando dei suoi problemi economici e sostiene che sarà l’ultima edizione del direttore, tanto da scrivere della sua “scontata abdicazione”. Una delle prove (e la sua futura destinazione) sarebbe contenuta in questo estratto:

“Ha già disdetto il contratto d’affitto del suo appartamento in città (Roma, ndr) ed emigrerà presumibilmente in direzione Locarno (dove i nuovi palazzi del cinema, magnifici, li costruiscono davvero e senza incontrare l’amianto) forse già dal prossimo novembre”.

Per quanto riguarda Locarno, Müller è al momento consulente per il futuro Palacinema di Locarno. Considerando gli esiti positivi della prima edizione locarnese del direttore artistico Carlo Chatrian e del suo contratto (che dura fino al 2014 compreso), non si capisce come Müller possa tornare al comando del Festival che lo ha lanciato per la prossima edizione.

Ma il punto grottesco è la questione dell’affitto. Dovrebbe essere la pistola fumante, che dimostra che Müller sarebbe già con le valigie in mano, ma la realtà, a quanto mi risulta, è ben diversa. Infatti, il direttore si sarebbe convinto a dare disdetta per via di un problema non risolto allo scaldabagno, che gli ha provocato notevoli inconvenienti. Per queste ragioni, Müller ha semplicemente chiesto agli organizzatori del Festival di Roma di essere spostato in un residence e da lì continuare la sua attività. Tutto qui.

Ovviamente, che il futuro del Festival di Roma sia molto incerto e che ci sia una battaglia importante per prenderne il controllo non è certo una grande scoperta. Ma in questa telenovela ci mancavano solo gli affitti a Roma…


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