Cinema d’autore italiano: i risultati

Come sta andando il cinema d’autore italiano? Ogni sei mesi, cerco di raccogliere un po’ di dati, per capire come è l’andamento di questo settore. L’anno scorso, a metà giugno, la situazione era questa. Per analizzare i risultati del 2015, intanto guardiamo quali sono i primi venti film italiani dell’annata (raccolti a metà luglio):

youth5 SI ACCETTANO MIRACOLI ITA 01 Distribution € 15.469.691 2.351.971

11 YOUTH – LA GIOVINEZZA ITA Medusa Film S.P.A. € 5.783.350 917.291

14 MA CHE BELLA SORPRESA ITA Medusa Film S.P.A. € 5.243.101 834.926

18 ITALIANO MEDIO ITA Medusa Film S.P.A. € 4.105.344 625.591

20 SE DIO VUOLE ITA 01 Distribution € 3.954.005 639.943

21 NOI E LA GIULIA ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.928.869 638.599

23 MIA MADRE ITA 01 Distribution € 3.515.046 570.910

24 NESSUNO SI SALVA DA SOLO ITA Universal S.R.L. € 3.407.223 549.339

32 IL NOME DEL FIGLIO ITA Lucky Red Distrib. € 2.959.629 479.924

33 IL RACCONTO DEI RACCONTI – TALE OF TALES ITA 01 Distribution € 2.844.452 460.106

36 SEI MAI STATA SULLA LUNA? ITA 01 Distribution € 2.799.676 452.103

43 IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO ITA Medusa Film S.P.A. € 2.254.493 326.073

45 LATIN LOVER ITA 01 Distribution € 2.133.132 357.530

63 TORNO INDIETRO E CAMBIO VITA ITA 01 Distribution € 1.179.470 195.774

64 IL RAGAZZO INVISIBILE ITA 01 Distribution € 1.120.351 181.097

65 LA SCELTA ITA Lucky Red Distrib. € 1.097.314 177.418

71 NON C’E’ 2 SENZA TE ITA M2 Pictures S.R.L. € 966.566 154.899

72 UN NATALE STUPEFACENTE ITA Filmauro/Universal € 941.763 138.095

76 LA SOLITA COMMEDIA – INFERNO ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 769.803 115.865

79 MARAVIGLIOSO BOCCACCIO ITA Teodora Film S.R.L. € 683.239 124.900

Ci sono sicuramente degli aspetti molto positivi, a cominciare dalle posizioni in classifica e dagli incassi totali del cinema d’autore (o comunque, non comico). Intanto, quattro titoli autoriali nei primi 10 (ci metto anche Castellitto, anche perché certo non è una commedia), per un incasso complessivo in questa fascia di 15,5 milioni circa (l’anno scorso, a giugno, eravamo a 10 milioni con due titoli). Se aggiungiamo anche La scelta e Maraviglioso Boccaccio, arriviamo a 17,3 milioni complessivi. Insomma, un bel passo avanti rispetto ai circa 11 milioni del primo semestre 2014.

D’altro canto, c’è anche l’altro lato della medaglia. In effetti, considerando che i tre principali film d’autore italiani sono andati in concorso a Cannes, forse ci si poteva aspettare di più. Due di questi (Sorrentino e Moretti) chiuderanno sotto ai loro titoli precedenti, in particolare Moretti. Garrone ha fatto meglio del suo ultimo film, ma soprattutto perché Reality era uscito a fine settembre ed era andato male. D’altronde, il rischio è di fare dei paragoni superficiali (come se fosse una competizione sportiva) e direi che Sorrentino è comunque andato molto bene (rimane il regista d’autore italiano che ha fatto meglio con i suoi ultimi tre titoli), che Moretti se l’è cavata con una storia non facile e che il problema di Garrone non è tanto l’incasso (comunque il migliore per un suo titolo senza un fenomeno editoriale alle spalle), quanto il budget, di circa 11 milioni.

Ma considerando che questi film sono stati molto venduti all’estero, non è il caso di essere negativi, anzi. Di sicuro, un po’ come per il cinema di Don Siegel, si può vederla in due modi, giocando con i dati. Il cinema d’autore ha aumentato i suoi incassi e quindi è in ottima salute. I tre film italiani presentati a Cannes potevano andar meglio e quindi c’è da preoccuparsi. Scegliete voi la versione che vi piace maggiormente.

Io credo che alla fine dell’anno, i dati saranno migliori di quelli fatti segnare nel 2014 (circa 28 milioni complessivi per i film d’autore che hanno superato i 100.000 euro di incasso). Per ora, accontentiamoci e vediamo tra qualche mese se sarà effettivamente così…


Perché il cinema a scuola non ci salverà

Uno dei grandi miti che esistono nel cinema italiano, è la cosiddetta “educazione all’immagine”. Cos’è? Credo che anche i maggiori fautori della proposta, non saprebbero spiegarla bene. In generale, è l’idea che ai ragazzi (soprattutto a scuola) si debba insegnare cinema, anche se non si sa bene esattamente quale cinema e come.

youthL’idea è che, una volta ‘educati’, i ragazzi faranno la fila per i film peruviani e thailandesi. Mi è sempre sembrata una storia poco convincente, ma un episodio personale ha fornito una conferma al mio scetticismo. Il mese scorso, sono stato invitato a parlare a una platea di universitari che studiano cinema. Visto che è veramente difficile trovare qualcuno più ‘educato’ di chi ha deciso (di sua spontanea volontà) di studiare cinema per diversi anni, mi sembrava la platea ideale per capire se, effettivamente, l’educazione all’immagine cambia radicalmente le scelte di chi va al cinema. Quando però è stato chiesto alla platea (circa 30-40 persone) se avessero visto i film italiani in concorso a Cannes, solo 5-6 mani si sono alzate per ciascun titolo.

Ergo? Ergo, un campione interessante di persone che vivono di educazione all’immagine, in stragrande maggioranza avevano deciso di non vedere in sala il meglio che può offrire il cinema italiano d’autore contemporaneo. E meno male che non è stato chiesto quanti avessero visto il cinema d’autore italiano che magari incassa meno di un milione di euro. La situazione è ancora più preoccupante, se consideriamo che un conto è un diciottenne che decide consapevolmente di ‘educarsi’, un conto un quattordicenne obbligato a vedere film di Antonioni e Bergman (nulla contro questi due autori, ma in molti casi rischiano di non essere idonei a un pubblico di giovanissimi e temo invece che finirebbero in molti programmi di studio) contro la sua volontà, con il forte rischio che poi (di rigetto) veda solo Michael Bay e dintorni.

Personalmente, ho paura dei racconti personali presi come verità assoluta, in stile “mio nipote i film li vede sul tablet, ergo tutti i ragazzi li vedono solo così”, quindi sono il primo a non voler prendere questo episodio come se fosse vangelo. Però, pur nell’esiguità numerica del ‘sondaggio’, il dato mi sembra interessante.

Ora, le possibili risposte sono due. La prima è urlare all’apocalisse imminente e magari chiedere ancora più investimenti statali (magari per comprare biglietti gratuiti dei film ritenuti più meritevoli, così da darli ai ragazzi, con tanto di passaggio in taxi pagato per arrivare comodamente in sala).

La seconda, che è poi la mia modesta proposta, è cambiare totalmente approccio. Quello ufficiale, finora, è sempre stato improntato al principio “c’è qualcosa di sbagliato nel pubblico se non vuole vedere certo cinema di qualità”. E questo “qualcosa di sbagliato”, comunque, lo dovrebbe risolvere lo Stato e non noi addetti ai lavori.

Ma, a differenza di quello che sostengono tanti registi/sceneggiatori/produttori, non è proprio questione di ‘colpa’ o ‘sbagliato’. Noi offriamo loro un prodotto e loro (anche quelli più istruiti e volenterosi) spesso a quel prodotto non sono particolarmente interessati. Più che addossare la colpa ai ragazzi, la colpa è nostra che – quasi sempre – non sappiamo fare/vendere il cinema che loro vogliono. Christopher Nolan ci riesce. Quentin Tarantino anche. Non amo particolarmente Luc Besson, ma bisogna ammettere che il realizzatore francese è in grado di conquistare il pubblico mondiale parlando di temi non banali. Tante serie americane sono raffinate, ma in grado di conquistare un vasto pubblico. Ma d’altronde, secondo voi cosa è più semplice, dire che il popolo è bue o che non siamo capaci di soddisfare i loro bisogni culturali? Quindi, smettiamola. Il problema non sono gli spettatori. Siamo noi…