Festival di Roma, non c’è pace neanche per Tortora

Poteva filare tutto liscio al Festival di Roma? Poteva veramente andare avanti senza polemiche politiche? Ovviamente no, ma in questo caso il risvolto sorprendente è che destra e sinistra per una volta sembrano unite. L’occasione arriva grazie alla mancata programmazione del documentario Tortora, una ferita italiana, di cui si lamentano per esempio l’esponente del PDL Gianni Alemanno (“A 30 anni dal suo arresto ingiustificato e a 25 anni dalla sua morte mi sembra un grave errore non predisporre la visione di questo documentario e sarebbe un’occasione che il Festival non può permettersi di perdere”), ma anche 24 deputati del PD, che hanno mandato una lettera di protesta alla Boldrini per l’esclusione.

Fermo restando che i politici farebbero meglio a non occuparsi delle programmazioni dei Festival, in ogni caso, al posto dei deputati del PD, aspetterei di vedere il documentario in questione. Da quello che mi risulta (personalmente non l’ho visto, ma ho informazioni di prima mano), il documentario (senza farlo esplicitamente) punta ad accostare la figura di Tortora con quella di Berlusconi, rendendoli entrambi due martiri della malagiustizia. Nel primo caso, sono perfettamente d’accordo sulla giustizia disastrosa e colpevole; nel secondo, mi pare che ci siano delle profonde differenze e quindi questo eventuale paragone sarebbe molto discutibile, anche se in democrazia ognuno ha il diritto di presentare le sue opinioni.

A pensar male, arriva il finale del trailer e un comunicato di Mara Carfagna:

“Apprendo, con stupore, nell’accezione positiva del termine, che anche il Pd sta iniziando a rendersi conto che nel nostro paese delle ingiustizie e delle azioni ‘incomprensibili’ accadono. In questo specifico caso mi riferisco alla lettera che un nutrito gruppo di deputati del Partito Democratico, un po’ in ritardo, ha scritto al Presidente della Camera Laura Boldrini per chiederle di rimediare, dando il giusto risalto al lavoro, all’incomprensibile esclusione del docufilm ‘Enzo Tortora, una ferita italiana’ realizzato da Ambrogio Crespi, dal Festival Internazionale del film di Roma. Quella di Enzo Tortora è una piaga ancora aperta nel nostro paese, anche perché i casi di malagiustizia continuano ad essere perpetrati nel nostro paese con una reiterazione che lascia basiti. Indignazione, questo è il sentimento che mi nasce dentro, nel pensare che ad Enzo Tortora è stata negata anche quest’ulteriore possibilità. Se la giustizia, per fortuna, ha infine riabilitato l’uomo Enzo Tortora,  mi risulta particolarmente difficile comprendere come mai oggi a 30 anni dal suo arresto e a 25 dalla sua morte, non si renda il giusto merito alla sua memoria, alla sua storia, raccontata con garbo e delicatezza da Ambrogio Crespi”.

Insomma, sembra proprio che si voglia parlare del problema giustizia (che in effetti esiste, anche se non è certo Berlusconi la vittima, ma tanti cittadini sconosciuti), ma utilizzando la figura di Tortora a sproposito. A pensar bene, non aiuta il fatto che il regista Ambrogio Crespi sia il fratello del sondaggista che ha lavorato a lungo con Berlusconi. Ci si chiede cosa sarebbe successo se il documentario fosse stato selezionato a Roma: si sarebbe detto che gli organizzatori dovevano ripagare i ‘debiti’ con i loro ‘padrini di destra’? Insomma, se il documentario fosse proprio come mi è stato raccontato (e spero proprio di no), saremmo di fronte alla solita polemica discutibile. E a una figura non eccelsa del PD. Tanto per cambiare, in entrambi i casi…


Checco Zalone, nemico pubblico?

Non c’è dubbio che il primo record già battuto da Sole a catinelle sia stato quello di piagnistei sui mass media e su Facebook, da parte di chi si scandalizza per il successo di Checco Zalone ed è sconvolto per le oltre 1.200 sale in cui uscirà. Sui quotidiani si utilizzano frasi come “occupare le sale”, “colonizza le sale”, “non si fanno prigionieri”, “inonda 1.300 sale”, “un’occupazione militare”, “numero record e spropositato di sale”.

Intanto, arrivare in oltre 1.200 schermi, è veramente così folle? A me non sembra. L’ultimo Harry Potter era sbarcato in circa un migliaio di sale, per incassare 22 milioni totali. Quest’anno, Iron Man 3 è stato lanciato in circa 850 schermi, per un incasso complessivo di 16 milioni. Ora, è così sconvolgente che la nuova pellicola di Zalone, che viene dai 43 milioni di Che bella giornata, sbarchi in oltre 1.200 sale? Numeri alla mano e considerando la speranza di fare almeno 30 milioni (se non oltre), assolutamente no, anzi la perplessità mi era venuta quando avevo letto che Medusa voleva sbarcare ‘soltanto’ in 900 sale. Ovvio che le richieste degli esercenti (perché, va detto, non è che le case di distribuzione decidano autonomamente le uscite, ci sono delle richieste di mercato da soddisfare o da accettare, quando il film invece non tira) hanno fatto cambiare idea a Medusa e l’hanno spinta ad aumentare il numero di copie disponibili.

Le stesse persone sconvolte dall’invasione di Zalone in oltre 1.200 sale, peraltro, non hanno detto nulla per l’invasione di sale d’essai per La vita di Adèle, presente in più schermi negli stessi cinema (a scanso di equivoci, strategia che ho ammirato e che difendo, ma la cito semplicemente per dimostrare la poca coerenza di taluni). Inoltre, è ovvio che il film di Zalone non toglie schermi al cinema d’autore, quanto piuttosto ad altri titoli commerciali, più o meno riusciti.

Che poi, tutto questo discorso sarebbe un po’ come lamentarsi dell’enorme spazio che ha la Nutella sugli scaffali del supermercato e pensare che, se non fosse così presente, troveremmo ovunque la confezione di Amedei Chuao. Peccato che non funzioni così.

Ma, soprattutto, si dimentica quanto sono importanti i film evento, quelli che spingono le masse ad andare al cinema (magari solo per quella volta in tutto l’anno) e che, proprio perché attirano masse enormi, certo non possono essere dei film innovativi e rischiosi. E poi, veniamo inondati di editoriali che urlano all’apocalisse per la morte delle sale, con tanto di cifre di chiusure negli ultimi dieci anni (e che mai vengono affiancate a quelle delle nuove aperture, come sarebbe corretto fare). Bene, adesso arriva un film che permette a tanti esercenti di far quadrare i conti a fine anno e magari evita dei licenziamenti. Sarà forse il caso di ringraziare attore, regista, produttore e distributore?


Cattivissimo me 2 arriva a 12 milioni

Cattivissimo me 2 raccoglie altri 2 milioni nel suo terzo weekend. Domanda semplice: quanti film nel 2013 sono riusciti quest’anno a ottenere un risultato del genere a questo punto della corsa? Risposta altrettanto semplice: nessuno. Il migliore era stato Il principe abusivo, che aveva conquistato 1.890.833 nel terzo weekend, seguito dagli 1,5 milioni di Django Unchained, sempre nello stesso momento di sfruttamento.

Il totale per questo cartone è di 12,6 milioni, che significano quarto posto assoluto tra i migliori successi del box office, davanti a Django Unchained (12 milioni) e a Una notte da leoni 3 (12,5 milioni), appena dietro ai 12,8 milioni di Fast & Furious 6, che supererà nei prossimi giorni.

L’ottima tenuta del cartone fa pensare che, nonostante lo sbarco di Zalone, migliorerà la sua posizione in classifica (sicuramente acciuffando il terzo posto del 2013, ma probabilmente anche il secondo – i 14,3 milioni de Il principe abusivo –  difficili invece i 16 milioni di Iron Man 3), anche per via della scarsa offerta family fino all’8 novembre (quando arriva Planes).

Buona la tenuta di diversi titoli (Cose nostre – malavita cala del 37% e arriva a 1,3 milio totali; Escape Plan ha una flessione del 43% e raggiunge il milione), d’altronde come detto di uscite forti e desiderose di cozzare contro Zalone la prossima settimana, non ce ne sono (ma va?). In questo senso, cosa che avevo mancato di notare già giovedì scorso (mea culpa): Una piccola impresa meridionale ha raccolto un milione e quindi ha perso pochissimo (-20%) rispetto allo scorso weekend, arrivando a 2,5 milioni complessivi. Peccato che il calo da giovedì in poi sarà notevole…

Cani sciolti fa capire il perché dello strapotere Warner come prima casa di distribuzione italiana: non è certo uno dei loro titoli di punta, ma in grado di ottenere comunque 934k (media di 3.292, la migliore in assoluto), cifra che gli consente di arrivare terzo e quindi di far ottenere alla major i due grandi più bassi del podio questo weekend. In questo contesto, il calo di Aspirante vedovo (580k, -46%, quasi 4 milioni in tutto) è più netto di quello che appare, anche se va considerato che era al terzo weekend e che si era capito fin dall’inizio che non avrebbe potuto contare su un ottimo passaparola.

Il dato de La vita di Adèle (458k, media di 3.272) è decisamente buono, ma ammetto sinceramente che, dopo quel giovedì, mi sarei aspettato di più. Come ho già scritto, in diversi, importanti cinema d’essai di Roma e Milano (non ho controllato le altre città, sorry) il film è uscito in più schermi, strategia utilissima e che non credo sia mai stata fatta per un titolo d’autore. Io non ho nulla contro, s’intende, e anzi sono ammirato, mi chiedo però se qualche critico togato che se la prende con i multiplex perché danno 2 o tre schermi a Fast & Furious o Harry Potter (facendo semplicemente il loro lavoro), coerentemente si arrabbierà anche con questa scelta, che ovviamente toglie spazio ad altri titoli d’autore. Detto questo, è veramente difficile fare valutazioni sulla media per schermo, proprio considerando che magari in certi cinema stava in due sale e così dava vita a 4 proiezioni giornaliere (per cui normalmente è sufficiente una sala). Insomma, meglio fare considerazioni precise tra una settimana o due.

Chiudiamo con Dark Skies (373k, pensavo anch’esso meglio dopo i dati del giovedì, media di 2.523 euro)…


La vita di Adele come Harry Potter?

Sembra che stiano tutti aspettando l’arrivo di sua maestà Checco Zalone e per questo non ci siano uscite di peso, considerando che il titolo più forte è Cani sciolti, in arrivo in 280 sale. Ecco che il vero, grande vincitore del fine settimana sarà un titolo d’autore, la Palma d’oro La vita di Adele, che ieri ha esordito con 40k in 130 schermi. Considerando le tre ore di durata e la difficoltà di ritagliarsi uno spazio del genere in un feriale, con un moltiplicatore che prevedo almeno di 13-14, la media per copia si preannuncia notevole. Molto interessante che in alcuni multisala d’essai il film è presente in due schermi (a Roma, ho notato il Quattro fontane, il Greenwich, il Jolly e altri cinema) per ridurre i disagi delle tre ore. A mia memoria, non ricordo un caso del genere per un film d’essai, una pratica certo più diffusa nei multisala per i grandi filmoni che devono incassare diversi milioni di dollari.

 Per il resto:

- Cani sciolti ha trovato sicuramente un suo pubblico, considerando che ieri era terzo con 89k in appunto 280 schermi. E’ prevedibile almeno un milione nell’intero weekend…

- Non trovano un pubblico invece Il quinto potere (23k in 250 schermi, decisamente troppi dopo il flop terribile negli Stati Uniti) e Justin e i cavalieri valorosi con 5.000 euro in 240 sale (d’accordo che i soldi li farà sabato e domenica, ma qui si preannuncia una media drammatica).

- Molto interessante il dato di Dark Skies – Oscure presenze, che in 160 schermi raccoglie 53k e si lancia per ottenere un’ottima media per copia. Evidentemente, mancava sul mercato un horror vero e proprio da troppo tempo…

- Uscita tecnica per Runner, runner (1.669 euro in 11 schermi), mentre Oh Boy – un caffè a Berlino raccoglie 1.925 euro in dieci sale (non è facile sperare in una media che permetta di tenere a lungo il film nei cinema)…

Per il resto, è quasi inutile dire che Cattivissimo me 2 manterrà il primo posto. Ieri ha raccolto altri 135k, la metà esatta di giovedì scorso, per un totale finora di 10,7 milioni. E’ lecito attendersi un weekend da almeno 1,7-1,8 milioni, che consentirebbe di superare i 12 milioni e continuare a scalare posizioni nella classifica dei maggiori incassi dell’anno…


Window, sempre window

Interessante lo scambio di opinioni tra la rivista Box Office e Andrea Stratta, amministratore delegato di UCI. Tutto nasce da un editoriale della rivista, in cui il direttore Antonio Autieri così scriveva:

Suona sempre più anacronistica la scansione temporale dei vari sfruttamenti, successivi al passaggio theatrical. Senza arrivare a una legge rigida, è urgente rimodulare i tempi per rinegoziare i rapporti con tv e altri media. A maggior ragione se li si vuole coinvolgere nel “sostegno” al settore. E prendendo atto che per la stragrande maggioranza dei film, soprattutto quelli dall’esito fallimentare al box office, dopo un mese dall’uscita in sala c’è un limbo in cui  sguazza la pirateria e in cui gli investimenti fatti reclamano giustizia.

A queste parole ha risposto Stratta in una lettera aperta, dicendo:

«Va bene riparlare di window, purché si salvaguardino i 105 giorni dall’uscita cinematografica prima di altri sfruttamenti. Dopo di che, per tutti gli altri si possono vedere modificate le finestre». Per il manager alla guida del circuito Uci, non si possono fare distinzioni tra i film, “venendo incontro” a quelli che incassano poco, «per evitare poi trattamenti diversi che genererebbero solo confusione nello spettatore; soprattutto lo abitueremmo a pensare che certi film si possono vedere non al cinema ma su altri media, già adesso molti li aspettano sui vari servizi on demand, dove arrivano dopo pochi mesi. Sarebbe una rovina per il nostro settore se passa il concetto che lo spettatore può trovare il film che non incassa dopo poco tempo altrove: lo aspetterebbero da subito, e incasserebbe ancora meno. In altri mercati la window è di quattro mesi; se ne dibatte spesso perché distributori e produttori puntano sempre a sfruttare il più velocemente possibile i loro film, però noi dobbiamo difendere il nostro mercato. Già l’Italia è un’anomalia con 105 giorni di window rispetto ai 122 giorni di altri Paesi».

Chi ha ragione? Sperando di non sembrare troppo cerchiobottista, in un certo senso entrambi, anche se forse la posizione di Autieri rischia di essere molto condivisibile in teoria e poco in pratica. Provo a spiegarmi. Non c’è nessun dubbio che il sistema, così com’è, per i film più deboli non funziona. Basta guardare i dati del botteghino ogni lunedì, per trovare almeno 2-3 titoli che in sala non ci sarebbero dovuti arrivare e che faticheranno a ripagarsi le spese di uscita (su quelle produttive o di acquisto dall’estero, meglio lasciar perdere). D’altro canto, se non fossero arrivati in sala, magari non avrebbero ricevuto soldi pubblici (l’uscita sul grande schermo è obbligatoria per ricevere i finanziamenti) e/o avrebbero grossi problemi con le vendite televisive (è il motivo per cui anche le major devono fare delle uscite tecniche, alcune delle quali che occupano solo delle sale e non hanno una vera ragione di mercato), senza contare la visibilità molto più ridotta sui mass media.

Insomma, un Comma 22 che andrebbe sciolto e che alla fine non aiuta nessuno dei componenti della filiera (è utile per un esercente avere un film che incassa 700 euro in un weekend? Direi di no). Il problema è il come e su questo punto Autieri non è molto chiaro. Il discorso degli incassi e di una window ridotta non mi convince, intanto perché basta per un distributore uscire in 6 copie senza promozione ed ecco che l’incasso sarà evidentemente basso (a quel punto, lo farebbero tutti, così da avere il ‘permesso’ di sfruttare subito il film sugli altri mezzi). Non deve quindi essere questo criterio (successivo all’uscita in sala) a determinare il tipo di window da adottare per quel particolare titolo.

Meglio invece stabilire, fin dall’inizio, che alcuni film non possono permettersi questo sistema di window progressive e dare l’opportunità di uscire su più piattaforme in contemporanea, come avviene ormai stabilmente negli Stati Uniti (e da poco si è iniziato a farlo anche in Inghilterra). Ovvio che le sale dovrebbero ricevere una percentuale maggiore sugli incassi rispetto al normale, ma questo permetterebbe di concentrare tutta la promozione su un unico periodo di uscita e non in più fasi, cosa impossibile per le piccole realtà. A quel punto, semplicemente, le window attuali (volendo, anche ridotte di qualche settimana, ma non è una questione di vita o di morte) andrebbero bene per i film a medio-alto budget e sarebbero poco sensate per il resto dell’offerta. Si può sperare che, così facendo, chi ama un cinema più difficile abbia più opportunità di vederlo, con beneficio di tutta la filiera. Ma così come va adesso, non è più sopportabile…


Cattivissimo me 2 arriva a 10 milioni

Parliamo del vero dato importante che emerge da un weekend che, nonostante non abbia visto un nuovo primo in classifica, ha portato a un aumento del 20% rispetto al weekend dell’anno scorso: i risultati complessivi di ottobre. Per ora, siamo a un + 7,25% di presenze e un + 4,41% di incassi rispetto all’anno scorso, ma dipende dal fatto che non è entrata ancora in gioco domenica 21 ottobre 2012. Insomma, i dati sono più o meno in pareggio rispetto all’ottobre scorso e confesso che mi aspettavo decisamente meglio. Il problema è che, mentre Cattivissimo me 2 farà ovviamente meglio dei 9,6 milioni de L’era glaciale 4 (che era uscito a fine settembre), non c’è un Ted da 10,2 milioni, ma diversi titoli che chiuderanno con 4-5-6 milioni. Per fortuna, che il 31 arriva San Checco a dare una bella spinta a tutti…

Cattivissimo me 2 tiene benissimo rispetto al suo weekend d’esordio, perdendo soltanto il 30% con 3.691.503 euro e 4.374 euro, un dato notevole per un sequel di un film molto amato e che spingeva il pubblico a vederlo subito. Il totale è di 10 milioni tondi, il che significa aver già superato Monsters University (9 milioni) ed essersi piazzato al settimo posto tra i film di maggiore incasso dell’anno in Italia. Ovviamente, c’è ancora diversa strada percorribile. Prossimi obiettivi: il miglior risultato per un cartone quest’anno (attualmente, il primato è de I Croods con 11,5 milioni) e poi i due gradini più bassi del podio, per cui bisogna raggiungere i 12,8 milioni di Fast & Furious 6 e poi puntare ai 14,3 milioni de Il principe abusivo, che detiene la seconda piazza. A meno di cali estremi questa settimana, sembra tutto fattibilissimo, Al posto di Iron Man 3, guarderei con attenzione i dati di questa settimana, per capire se il suo primato è in pericolo…

Va notata la risalita di Una piccola impresa meridionale, che ovviamente sfrutta i 400 schermi per recuperare terreno nel fine settimana (in tutto, 1,2 milioni milioni e media di 3.064 euro. Il problema vero lo ha provocato Aspirante vedovo, che ha tenuto discretamente (considerando i pessimi giudizi ottenuti) con poco più di un milione (e un totale di 3,1 milioni). In generale, dopo un settembre senza commedie italiane di peso, forse due importanti nel giro di una settimana sono state una mossa un po’ rischiosa. Modesta proposta: l’anno prossimo, una bella commediola verso metà settembre, proprio no? Di che avere paura, dei titoli veneziani?

A proposito di schermi sfruttati, alla fine Cose nostre – malavita ha avuto la meglio su Escape Plan – Fuga dall’inferno, che invece aveva esordito davanti al primo giorno (anche se di un nulla), 681k a 562k. Tuttavia, a livello di media per copia (2.643 e 2.773, rispettivamente), nulla per cui esultare sguaiatamente.

Dove invece è stato confermato il risultato di giovedì, è nella vittoria de La prima neve su Two Mothers. Di poco come risultato complessivo (91k contro 85k), di tantissimo nella media per copia (3.063 contro 1.102 euro).

Qualcosa ha ripreso anche Giovani ribelli (arrivato a 186k in questi quattro giorni) ma dopo quell’esordio, era impossibile pensare che si potesse fare il miracolo. Infatti la media per schermo (1.219 euro) è sconfortante e fa capire, un po’ come avvenuto per Spring Breakers da noi, che i fan adolescenti di certe star non sono sempre ansiosi di vederli in ruoli così adulti e complicati…

Si conferma meravigliosamente Gloria, che raccoglie altri 201k e fa addirittura meglio del fine settimana scorso. Il totale per questo film cileno è di 447k. Dico solo due parole: film femminile. Da notare anche i 5,2 milioni totali di Gravity, che è calato del 46% in questo weekend anche a causa di un’importante flessione nelle sale.

Inizia a cedere Il cacciatore di donne (anche per via della flessione nel numero di sale, ha fatto 206k nel fine settimana e -57%), ma il risultato ottenuto finora (vicino agli 1,6 milioni) è comunque stupefacente. Possiamo invece considerare praticamente finito il percorso di Bling Ring, dopo un weekend da 42k. Consideriamo che il moltiplicatore tra l’ottimo primo weekend (1.423.780) e il risultato totale (per ora, 3 milioni) è di solo 2,1, un dato incredibilmente basso e inedito negli ultimi mesi per una pellicola che ha superato il milione al primo fine settimana (ovviamente, può essere normale per chi è andato malissimo all’esordio e viene rapidamente smontato, come il caso Universitari, che è a 1,7). Inutile ripetere il motivo, lo sappiamo già…


Cattivissimo me 2 ancora primo

Per fortuna che ci sono Cattivissimo me 2 e Aspirante vedovo, visto che le nuove uscite non hanno certo sfondato. Il cartone ha raccolto ieri 260k (calo vicino al 40%, ma vedremo nel weekend come si comporterà, intanto 6,5 milioni complessivi in otto giorni), il film con De Luigi 108k (calo ottimo, inferiore al 15%, 2,2 milioni totali). Per il resto, risultati non straordinari:

Una piccola impresa meridionale, nonostante le 400 sale (fonte e-duesse), si deve accontentare di 81k. Finirà il weekend intorno al milione, nulla di drammatico, ma era lecito aspettarsi di più.

– Testa a testa tra Escape Plan – fuga dall’inferno e Cose nostre – Malavita, 61k il primo, 60k il secondo. Va detto però che il titolo con Stallone e Schwarzenegger è uscito in 200 schermi e potrebbe dar vita a una bella media per copia, quello con De Niro in 250 sale.

– Male per Giovani ribelli, che si deve accontentare di 16k, nonostante 152 schermi. Decisamente, il nome di Radcliffe non è bastato per un prodotto difficile…

– Inquietante che La prima neve (28 sale) conquisti 8.132 euro e batta Two Mothers, 6.787 euro ma in 75 cinema…

Per il resto, inizia a calare anche Gravity (81k ieri, rispetto ai 146k dello scorso giovedì), ma si consola ampiamente con i 4,4 milioni complessivi…


Spielberg blocca La vita di Adele?!?

La vita di Adele, come tutti dovrebbero sapere, non è il candidato francese all’Oscar per il miglior film straniero perché è uscito in patria troppo tardi, non rispettando il limite per essere eleggibile dal comitato di selezione francese. Nulla di strano, anche in Italia (e nel resto del mondo) c’è un limite temporale. Straordinaria quindi la teoria di Cinzia Romani sul Giornale di oggi:

A Los Angeles, tuttavia, quando s’è trattato d’inserire il film-evento nella rosa dei candidati stranieri all’Oscar, Steven Spielberg, quale membro dell’Academy hollywoodiana preposta alla selezione, le mani le ha tenute in tasca. Come pure gli altri membri Pedro Almodovar, Mike Leigh ed Emanuelle Riva, artisti non pudibondi, epperò attenti ai dettami della Motion Picture Association of America, che negli Usa vieta ai minori di 17 anni, «a causa del contenuto sessuale esplicito», un film incensato globalmente, ma discusso, osteggiato e preceduto da uno sciame di polemiche.

Non che la teoria sia chiarissima, ma insomma, non è colpa dell’uscita in ritardo, ma di Spielberg, Almodovar e Mike Leigh, che avrebbero remato contro, nonostante in questa fase nessun giurato dell’Academy abbia nessun potere di veto nei confronti delle scelte dei singoli Paesi. Vabbeh…


5,1 milioni per Cattivissimo me 2

Vediamo gli aspetti più interessanti di questo weekend. Cattivissimo me 2 ha raccolto alla fine 5,1 milioni (e quasi 6.000 euro di media), finendo dietro nel 2013 solo a questi titoli:

Iron Man 3: 7 milioni
Una notte da leoni 3: 6,1 milioni
Fast & Furious 6 (in realtà uscito di mercoledì): 5,8 milioni

Insomma, quarto miglior weekend dell’anno. Si poteva ottenere qualcosa in più? Come per tutti i titoli sì, ma se consideriamo le delusioni che ci sono state da Monsters University e Turbo a fine agosto, così come il dato de I puffi 2 (sostanzialmente, poco più della metà del precedente capitolo) non sembra così facile portare le famiglie al cinema in questo periodo. E proprio andando a vedere il moltiplicatore de I puffi 2 (superiore a 3) e considerando l’assenza di titoli family importanti per un bel pezzo, è facile prevedere un dato totale che finirà nelle primissime posizioni del 2013.

Il primo weekend delle commedie italiane è questione di marketing (cosa che si potrebbe dire di quasi tutti i film, peraltro), quindi le recensioni disastrose di Aspirante vedovo contano poco. Qualcuno magari dirà che è stato massacrato da Cattivissimo dos, ma gli 1,7 milioni conquistati non sono assolutamente da sottovalutare. Se non ci credete, basta pensare all’elenco dei migliori primi weekend dei titoli italiani nel 2013:

  1. Il principe abusivo: 4,3 milioni
  2. Benvenuto presidente!: 2,4 milioni
  3. Mai stati uniti: 2,1 milioni
  4. La migliore offerta (uscito in realtà di martedì, ho considerato il dato solo da giovedì): 1,9 milioni
  5. La grande bellezza (uscito in realtà di martedì, ho considerato il dato solo da giovedì): 1,9 milioni

In un contesto in cui la commedia italiana non ottiene più i dati del magico biennio 2010-2011, direi che essere il sesto esordio italiano dell’anno (e due dei primi cinque hanno sfruttato le feste di inizio gennaio) non è assolutamente da buttar via. Questo poi non significa che l’operazione stia funzionando benissimo a livello economico, considerando i nomi coinvolti e gli investimenti promozionali, con un passaparola che non si preannuncia straordinario. Vedremo…

Come in America, gran bella tenuta per Gravity (1,4 milioni nel weekend) che perde solo il 32% e arriva a 4 milioni complessivi. Come già detto, è un titolo che permette (almeno per una volta) di ritrovare un rapporto di fiducia tra pubblico e 3D, peccato che di prodotti visivamente di questo livello ce ne siano uno su venti. Il cacciatore di donne è un fenomeno di cui si parla poco, in grado di perdere solo il 22%, raccogliere altri 469k e arrivare a 1,2 milioni.

Discorso diametralmente opposto per The Bling Ring. A mio avviso, il vero passaparola si vede nel terzo weekend. Il film ha perso più del 70% rispetto allo scorso fine settimana (anche per una forte riduzione degli schermi), raccogliendo solo 236k nel fine settimana e raggiungendo i 2,9 milioni complessivi. Messaggio chiaro: gli adolescenti che sono andati si aspettavano altro. Altro messaggio chiaro: l’operazione di marketing è ancora più notevole di quanto avevo già detto.

Il crollo (-73%) de I puffi 2 è notevole, ma ovviamente straprevedibile, a causa dell’arrivo del ciclone Cattivissimo Dos, che oltre a distogliere l’attenzione del pubblico, ha anche portato a un dimezzamento delle sale. Il totale è di 6,2 milioni.

Sorprendente moltiplicatore per Gloria, che avevo sottovalutato dopo gli 11k del primo giorno, che si ferma a 187k, con una media di quasi 4.800 euro, laseconda migliore della classifica.


Cattivissimo me 2 sfonda

Non è che ci fossero molti dubbi sul successo anche nel nostro Paese, dopo i brillanti risultati mondiali, ma nel caso i 405k raccolti da Cattivissimo me 2 ieri sono una conferma senza se e senza ma. Il film è uscito in 840 schermi, 750 se consideriamo quelli monitorati dal Cinetel (fonte e-duesse) e visto che nelle giornate feriali di sfruttamento i cartoni raccolgono poco, è decisamente un bel dato. Il primo capitolo aveva ottenuto 431k nella giornata d’esordio (ma era un venerdì) e 3,5 milioni nell’intero weekend, per un totale di oltre i 12 milioni. Visti i moltiplicatori elevati dei cartoni, è lecito pensare a un primo fine settimana oltre i 5 milioni, forse anche 6…

- Non vanno invece sottovalutati i 118k di Aspirante vedovo, che nel fine settimana potrebbe diventare un titolo di riferimento per chi va al cinema senza le idee chiare e bambini al seguito. Un milione e mezzo nei primi quattro giorni potrebbero essere un obiettivo ragionevole. A proposito, non ho visto questa versione, ma sinceramente tutti gli elogi al film originale di Risi, usciti in questi giorni (forse anche per massacrare il remake) mi sono sembrati eccessivi…

– Potrebbe essere un bell’esempio di controprogrammazione l’horror Oltre i confini del male, che ieri ha raccolto 82k in 270 schermi. In generale, è impressionante sempre vedere che, anche i titoli più ‘deboli’ Warner, sono in grado di portare a casa risultati importanti.

– In 41 schermi, finora Gloria (film molto apprezzato a Berlino 2013) raccoglie 11k. L’impressione è che la media del weekend non sarà spettacolare, ma il passaparola potrebbe farlo crescere…

– Uscite senza speranze per L’amore in valigia (578 euro in 11 schermi), Black Star (109 euro) ed Emperor (21 euro – ripeto, ventuno), entrambi in due sale rilevate. Il primo film (Fox) è una classica uscita tecnica, gli altri due non rientrano esattamente nella categoria. Diciamo che quando si parla di “centralità della sala”, c’è sempre qualche figlio di un dio minore, che magari avrebbe beneficio a uscire subito su più piattaforme…

– Tenuta molto interessante per Gravity (140k ieri, rispetto ai 169 del giovedì d’esordio) e Il cacciatore di donne, che ottiene lo stesso, identico risultato (49k) di sette giorni prima. Già detto e mi ripeto: uno dei piccoli fenomeni degli ultimi mesi, almeno rispetto alle aspettative, e se ne parla poco…