The Bling Ring, fenomeno pazzesco

Weekend ricco di stimoli per chi è drogato di numeri:

– Al di là delle posizioni in classifica, non c’è dubbio che il grandissimo vincitore di questo weekend sia The Bling Ring, terzo con 1,4 milioni e una media di 4.372 euro, la prima in assoluto. Il risultato migliore all’estero era stato quello francese, con 2,7 milioni di dollari, cifra che dovrebbe essere raggiunta la prossima settimana da noi. Negli Stati Uniti si era fermato a 5,8 milioni di dollari. Insomma, se non l’avevate capito, un’operazione di marketing straordinaria, in cui un film dai ritmi blandi diventa un prodotto accattivante e venduto magnificamente ai giovanissimi. Aggiungo un altro aspetto poco considerato: ennesimo film per (giovani) donne che funziona bene. Non mi stancherò mai di ripeterlo: c’è carenza di questo genere di prodotti, nonostante ci siano più donne che uomini che vanno al cinema (almeno in Italia). Che famo, vogliamo produrre qualcosa per il pubblico femminile, produttori italiani? Guardate i dati di Viaggio sola e poi fatemi sapere che avete deciso…

Sacro GRA raddoppia il numero di copie, ma ovviamente non raddoppia gli incassi, che questo fine settimana sono di 289k (media di 3.142), per un totale di 547k. Anche così, considerando le medie del cinema d’autore attuale, va strabene per essere in seconda settimana e aver raggiunto un numero di sale che certi prodotti non possono neanche sognare. Sarà fondamentale il prossimo weekend per capire se il prodotto effettivamente piace e produce un buon passaparola o se invece questo successo è dovuto alla curiosità per il Leone d’oro. Di sicuro, ne paga le conseguenze Via Castellana Bandiera, che si ferma a 89k (264k in totale) nonostante l’incremento degli schermi…

– A sorpresa, Rush (con 1,5 milioni di euro incassati, totale di 3,9 milioni) regge peggio de I puffi 2 (rispettivamente, 1,8 milioni nel weekend, 4,2 in tutto). Comunque, complice il brutto tempo, perdono rispettivamente il 16 e l’8%, quindi benissimo per entrambi. Poco da dire, così come sul fatto che in America il film di Ron Howard è andato male, come previsto. D’altronde, è un prodotto per i mercati extramamericani, in cui la Formula 1 è conosciuta…

– Il risultato di Universitari – molto più che amici (356k, meno di 1.000 euro per copia, roba che i 946k di Pazze di me al primo weekend erano un trionfo) è disastroso, anche se non del tutto sorprendente, visto che Amore 14 aveva raccolto 3,1 milioni, mentre Scusa ma ti voglio sposare 6,8 milioni, dato tutt’altro che disprezzabile, ma che era di quasi sei milioni inferiore al precedente Scusa ma ti chiamo amore. Insomma, che il brand Moccia non funzionasse più come un tempo era chiaro ed evidentemente qui lo spostamento di obiettivo (dai liceali agli universitari) sembra aver tolto molto interesse. Ammetto ancora una volta che le scelte di alcuni esercenti (Universitari era la maggiore uscita del fine settimana con 377 copie, ha battuto di poco Percy Jackson 2 – che era alla terza settimana – per il sesto posto) non mi convincono in tanti casi…

– In America, Sotto assedio aveva pagato a caro prezzo il fatto di uscire alcuni mesi dopo l’ottimo successo di Attacco al potere. In Italia, Sotto assedio ha pagato a caro prezzo il fatto di uscire alcuni mesi dopo l’ottimo successo di Attacco al potere. 670k ottenuti, media di 1.931 euro. Non proprio uno shock inaspettato, insomma…

– Vanno male anche Redemption – Identità nascoste (276k) e l’uscita tecnica La fine del mondo (171k), mentre Lo sconosciuto del lago ottiene una bella media per copia (3.951 euro), considerando che usciva in sole 12 sale. Ottima l’idea di proporre solo copie sottotitolate, tanto in televisione non ci andrà mai…


Chi conosce le regole?

La cosa più inquietante di questo articolo dell’Hollywood Reporter non è il fatto che il giornalista non sappia che i film in questa fase si autocandidano, anche se dopo aver preso per il culo per anni gli scribacchini italiani, non mi aspettavo certo questa defaillance dal THR.

No, il problema vero, a prestare fede al giornalista (che di sicuro sbaglia il numero di persone coinvolte, sono nove e non dieci come sostiene), è che ci sono tre membri del comitato di selezione che non hanno la minima idea di come funzioni il loro incarico, tanto da essere “sorpresi” da questa scelta (che in realtà non lo è). E poi ci stupiamo che i nostri film non vengono candidati da anni. Vabbeh, speriamo bene per domani…


I puffi 2 primo, Rush vincitore morale

Chi ha vinto il weekend? La classifica dice I puffi 2, un paio di argomentazioni fanno propendere per Rush. Ma andiamo con ordine. Il secondo episodio della serie ha raccolto quasi due milioni (1.975.860 euro, 3.229 di media), cifra ovviamente notevole. Ma è il caso di ricordare che il primo I puffi, nonostante un giorno in meno (i film nel 2011 uscivano ancora di venerdì), aveva conquistato 2,7 milioni, quando da un sequel normalmente ci si aspetta un risultato superiore all’originale. Chiaramente, i problemi che il film aveva già avuto all’estero, hanno colpito (in maniera inferiore) anche l’Italia.

A questo punto, i 1.761.041 ottenuti da Rush (3.654 di media) fanno dire che forse è qui che va cercato il vero vincitore, anche considerando che l’esordio in uscita limitata negli Stati Uniti non è stato fenomenale. Da noi, ovviamente il marchio Ferrari e la conoscenza di Niki Lauda hanno dato una mano, adesso vedremo come proseguirà la sua corsa. Insieme, questi due titoli hanno permesso al weekend di perdere solo il 3% rispetto all’analogo periodo di settembre 2012, un dato positivo considerando quanto sta arrancando il box office in queste settimane.

L’altro grande vincitore del fine settimana (e chiunque avrà da ridire, è un buffone) è Sacro GRA, in grado di raccogliere 177.691 euro in 44 cinema, con la migliore media per sala della top ten (4.038 euro). Come già detto, l’unico problema è che la metà dell’incasso è stato fatto a Roma, il che rende difficile pensare a un’espansione importante. Un po’ come quello che è capitato a Via Castellana Bandiera nel suo primo weekend in tutta Italia, dopo gli ottimi risultati palermitani di una settimana fa. Questo weekend, 105k (media sui 2.000 euro), accettabile per un prodotto uscito in 51 schermi, ma evidentemente la concorrenza di Sacro GRA ha influito. A questo proposito, chi esce con le ossa rotte, è The Grandmaster, che si deve accontentare di 68k.

Tra le altre nuove uscite, Un piano perfetto (284k) e You’re next (240k) stanno poco sopra i mille euro di media. Inutile invece commentare i 980 euro de Il futuro in 4 schermi. Intanto, Come ti spaccio la famiglia regge bene rispetto a Percy Jackson 2, il confronto è 869k contro 670k a favore del primo, che sorpassa anche sugli incassi totali (2,4 milioni per entrambi, 28k in più per Jennifer Aniston e soci). Di fronte a I Puffi 2, crollano ovviamente Monsters University (177k, 8,5 milioni totali) e Turbo (80k, 4,3 milioni).


Rush primo, ma I puffi 2…

Facile fare le battute sulla partenza a razzo di Rush, che arrivato in 470 schermi (fonte e-duesse) raccoglie 247k e potrebbe chiudere il weekend con un dato intorno ai 2 milioni, forse qualcosa in meno per via del bel tempo. Più difficile giudicare i 146k de I puffi 2 (600 schermi), visto che questi prodotti fanno i loro incassi sabato e domenica. Messa così, potrebbe esserci una bella lotta per il primo posto, con soddisfazione degli esercenti e di tutti gli addetti ai lavori.

Per le altre nuove uscite, iniziamo subito da Venezia, con dati che possono essere letti in maniera diversa. Sacro GRA ha raccolto ieri 18k (metà dei quali a Roma) in circa 44 cinema e promette di chiudere il weekend con 150.000 euro, più o meno. Qualcuno urlerà al disastro, ma la realtà è che sono probabilmente 150k in più di quanto avrebbe fatto senza partecipare (e vincere) al concorso di Venezia. Ne risente però Via Castellana Bandiera, che si deve accontentare di 10k in 51 schermi italiani, per una media non straordinaria e che ovviamente è ben lontana dai dati palermitani della settimana scorsa.

Non sfondano You’re Next (35k in 200 sale) e soprattutto Un piano perfetto (28k in 240 copie). Mezzo disastro per The Grandmaster, che subisce evidentemente più del previsto la concorrenza italiana e si ferma a 7.782 euro in 64 cinema. Chiude mestamente Il futuro, 298 euro in 7 sale. Per finire, tiene molto meglio Come ti spaccio la famiglia (103k) di Percy Jackson 2 (61k), mentre L’intrepido (che aveva retto benissimo lo scorso weekend) inizia a calare come normale che sia (circa il 50%).


I Festival e l’industria

Per ora, silenzio assoluto e nessuna replica. Mi riferisco alla lettera aperta scritta da Giuseppe Corrado, AD di The Space, al Corriere della Sera. Frasi nette, come nello stile di Corrado, e che mettono tanti puntini sulle I. Per esempio, sullo stato di salute delle sale:

“In Italia il mercato nei primi 8 mesi del 2013 è cresciuto del 5% (The Space Cinema del 13%) soprattutto grazie a film commerciali che hanno catturato l’interesse del pubblico. Se i Festival del Cinema e gli autori in Italia sono un po’ in difficoltà, lo stesso non si può dire del cinema che sta dimostrando di reagire molto bene alla flessione del 2012 e dà prova di essere uno dei settori industriali in maggior crescita nel 2013 in Italia”.

Insomma, chiaro e netto: non c’è una crisi delle sale (i numeri di The Space sono notevoli, considerando che viviamo ancora una crisi economica notevole), c’è una crisi di ALCUNE sale, magari vecchie e poco confortevoli, costrette (per la mancata digitalizzazione) a proporre lo stesso film in tutti gli spettacoli per due o tre settimane e senza entrate extra (bibite e popcorn). Ancora più chiaro (se ce ne fosse bisogno) poche righe dopo:

“Servono idee e creatività nuove, non tasse di scopo per aiutare la produzione di film che finirebbero solo per penalizzare il mercato. Non è corretto pensare che la salvezza del cinema in Italia dipenda dal sostegno e dalla difesa delle piccole sale tradizionali: molte di queste chiudono i battenti non perché manchino i sostegni pubblici quanto piuttosto perché gli spettatori non le frequentano più per scelta in quanto obsolete. Lo sviluppo del mercato non dipende solo dal numero delle sale esistenti, l’indice medio di occupazione in Italia è del 18% e pertanto le sale sembrerebbero sufficienti: quello che manca sono invece la qualità del servizio e un’offerta che risponda alle esigenze del pubblico moderno”.

Ovviamente, c’è anche dell’interesse nelle parole di Corrado (la tassa di scopo, come era stata formulata qualche anno fa, colpiva solo le sale), ma il concetto è condivisibile. Aggiungo una cosa, come dico spesso: andatevi a vedere le medie per copia di tanto cinema d’autore nei primi weekend. Di solito, sono bassissime (quando, per le ragioni enunciate sopra, dovrebbero essere almeno come quelle dei blockbuster, per recuperare le mancate entrate extra) e fanno capire che non è certo la penuria delle sale che non porta il pubblico a vedere certi prodotti. Il paradosso è che le istituzioni aiutassero a creare nuove sale d’essai, faticherebbero ancora di più quelle già esistenti.

“Non dobbiamo continuare a distogliere l’attenzione dalla realtà dei fatti e dobbiamo ricordare che il riconoscimento e il premio più importante e più difficile da conseguire per un film non è la ‘statuetta’ di un Festival o il giudizio di eccellenza della critica, ma il premio del pubblico e pertanto il miglior incasso al box office. Questo è il vero approccio industriale che genera valore al sistema e non sottrae risorse al mercato attraverso un alibi culturale che non convince più nessuno”.

Ecco, l’avrà detto in maniera un po’ brutale, ma è ovvio che non possono rappresentare un’industria 3 film del concorso di Venezia che complessivamente potrebbero non arrivare a 2 milioni di euro di incasso. Nulla di male, nessuno chiede a questi titoli di diventare campioni al botteghino, ma il problema è nella considerazione eccessiva che diamo ai premi cinematografici, Oscar per il miglior film straniero o Venezia che siano. Insomma, l’alibi culturale in effetti ormai non regge. E ripropongo la domanda iniziale: perché nessuno ha ancora risposto, sul Corriere o altri mass media, a queste parole? Mancanza di argomentazioni convincenti?


Una modesta proposta

Non si smetterà mai di discutere dei soldi pubblici con cui si finanziano tanti film italiani, che molto spesso non riusciranno a restituire quello che è, a tutti gli effetti, un prestito e non un contributo a fondo perduto, come invece diventa spesso. E’ giusto che, in un momento in cui tanti italiani arrancano per via delle tasse, qualcuno prenda contributi importanti per la propria attività? Ed è sempre un sostegno alla Cultura o, talvolta, più prosaicamente, agli amici degli amici?

Fermo restando che, come dico sempre, la situazione dei finanziamenti pubblici è sicuramente migliorata (come scelte e logica di fondo) rispetto al passato, inviterei a spostare il punto di vista. Che siate favorevoli o contrari, non c’è dubbio che chi riceve finanziamenti pubblici ha un ‘debito’ (economico, ma anche morale) con la comunità dei cittadini italiani. Visto che probabilmente quello economico non verrà ripagato, perché non pensare a come restituire quello morale? Ecco la mia modesta proposta. Chi prende soldi pubblici (che sia un regista alle prime armi o un autore affermato come Salvatores, Tornatore, Virzì o Verdone) li restituisce con servizi pubblici. Per esempio, andando a fare lezione nelle scuole e università pubbliche (le scuole di cinema private, viste le rette costose che hanno, non andrebbero incluse in questo discorso). O assistendo aspiranti registi/sceneggiatori/attori/tecnici in appositi workshop, in cui si aiutano giovani artisti a migliorare o, più semplicemente, a imparare un mestiere che magari non li porterà al festival di Cannes, ma potrebbe dar loro un lavoro come professionista della televisione o del cinema (della serie, meglio un autore di reality con qualche idea, che un disoccupato che pensa di essere Stanley Kubrick). Ipotesi del genere, che magari sarebbero utili anche a non vedere gli ‘artisti’ assistiti come un’elite di fortunati, ma come un gruppo di persone desideroso di ripagare il proprio debito. Tutto molto semplice, direi. Lo facciamo?


Cinema italiano: costi troppo alti

A questo articolo pensavo da tempo (e qualcosa avevo già scritto in passato, magari facendo riferimento ad alcuni film di cui parlo qui), ma è indubbio che il recente annuncio dell’inizio delle riprese de Il giovane favoloso, un progetto su Giacomo Leopardi firmato Mario Martone, mi offre un ottimo aggancio con l’attualità. In particolare, vorrei parlare del suo budget, 8 milioni di euro, di cui 300.000 arrivano dalla Regione Marche, 1.250.000 euro come contributo del Mibac e una somma che non conosco dalla Fondazione Marche Cinema Multimedia-Marche Film Commission, oltre ovviamente a Raicinema, realtà senza la quale il cinema italiano d’autore più costoso semplicemente non si può fare.

Per fare un quadro generale, affidiamoci alla Delibera del 24 luglio 2013, in cui vengono annunciati i contributi ai film più meritevoli e i relativi budget. Ecco a mio avviso gli esempi più interessanti:

  • Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores (900.000 euro di contributo, 11,1 milioni di budget)
  • L’intrepido di Gianni Amelio (450.000 euro di contributo, 3,8 milioni di budget)
  • La mia classe di Daniele Gaglianone (200.000 euro di contributo, 748.511 di budget)
  • La regina della neve di Carlo Mazzacurati (500.000 euro di contributo, 4,4 milioni di budget)
  • I nostri ragazzi di Ivano De Matteo (450.000 euro di contributo, 3,4 milioni di budget)
  • La buca di Daniele Ciprì (450.000 euro di contributo, 3,9 milioni di budget)
  • Che strano chiamarsi Federico! di Ettore Scola (450.000 euro di contributo, 2,4 milioni di budget)

Due cose mi sembrano interessanti in questo elenco. Il fatto che non ci sia molto equilibrio tra i budget indicati sopra e gli incassi degli ultimi film dei registi coinvolti, così come le potenzialità di questi ultimi progetti. E la scelta di favorire ancora registi veterani, che magari, a un certo punto della propria carriera (almeno dai 50 anni in su), dovrebbero camminare interamente sulle proprie gambe.

In un paio di casi (Amelio e soprattutto Scola) è già chiaro che i risultati in sala non sono all’altezza dei soldi spesi. Ma per quanto riguarda le uscite degli altri? Il progetto di Salvatores è decisamente impegnativo per il mercato italiano, dopo che Educazione siberiana non ha certo sfondato all’estero. E’ andato discretamente l’ultimo titolo di Mazzacurati, La passione, che ha ottenuto 2,4 milioni di euro nel 2010, periodo però molto più favorevole di questo per certi progetti, che ormai faticano a superare il milione. A livello di incassi precedenti, il film di Ivano de Matteo mi sembra il più preoccupante andando a vedere le entrate precedenti, ossia i 366k de Gli equilibristi. Ma anche gli 894k di E’ stato il figlio non fanno ben sperare nel nuovo film di Ciprì e nei suoi costi. Metterei a parte il discorso Gaglianone: dubito che il suo film recupererà i soldi spesi, ma il budget è talmente basso da non essere ‘preoccupante’.

Ma in tutto questo, non c’è dubbio che gli 8 milioni di euro di Martone siano quelli che mi lasciano veramente perplesso. Basti pensare che questo regista ha incassato con Noi credevamo (costato più di 7 milioni di euro) 1,5 milioni di euro, riuscendo anche a convincere alcuni quotidianisti del suo ‘successo’, e dopo averne fatti 464k con L’odore del sangue. Peraltro, non ci sono enormi riconoscimenti internazionali in questi anni, quindi non stiamo parlando di Garrone/Moretti/Sorrentino che vanno sempre a Cannes. Il problema non è legato tanto a un singolo nome (e in effetti in questo articolo le perplessità sono su tanti prodotti), ma a un sistema generale che rischia costantemente di essere sottoposto a critiche da parte di chi detesta il cinema italiano e vorrebbe azzerare questi contributi. Proprio per questo, sarebbe meglio fare attenzione alle scelte che si fanno. E a budget che sembrano sempre meno sostenibili…


Percy Jackson e Come ti spaccio la famiglia, vittoria per due

Senza troppe chiacchiere inutili, ecco i dati più significativi:

– Fino a sabato, bruttini i moltiplicatori per diversi titoli, segno che il pubblico ancora non ha mollato le gite fuori porta per il cinema, poi per fortuna domenica ha fatto brutto tempo e hanno tutti recuperato. A dimostrazione di quanto detto fino a qui, nonostante questa domenica sia andata meglio di quella analoga di settembre 2012, nell’intero weekend si è perso il 22%…

– Per ora, siamo a -30% rispetto a settembre scorso, dato che sarà anche peggiore quando arriveranno i dati del 16, cioè oggi (che un anno fa cadeva di domenica). Continuo a dire che bisogna fare il tifo per I puffi 2. Parafrasando Ellroy, il cinema porta a strani compagni di letto (o, più semplicemente, a fare il tifo per titoli inaspettati)…

– come previsto, media migliore per Come ti spaccio la famiglia (vicina ai 4.000 euro, sulla soglia degli 1,2 milioni conquistati) rispetto a Percy Jackson 2 (1,5 milioni, ma con 2.737 euro di media e un 75% dell’incasso arrivato dalle sale 2D), forse un maggiore coraggio di esercenti e distributore nel numero di copie avrebbe giovato (anche se chiaramente si gioca molto sul passaparola e sulla tenitura, come avvenuto negli States). Comunque, se Il potere dei soldi arriva in 228 schermi (circa 75 meno del film con Jennifer Aniston) e raccoglie 285k, con una media di 1.252 euro, qualcosa nella distribuzione delle copie non quadra…

– I due cartoni Monsters University (7,9 milioni complessivi, altri 618k questo fine settimana) e Turbo (4 milioni) sono ormai vicini alla fine della loro corsa, causa anche l’arrivo dei già citati Puffi. In totale, hanno raccolto 12 milioni, poco più della metà di Madagascar 3 da solo l’anno scorso, quando aveva chiuso a 21,8 milioni. Decisamente un dato insufficiente per entrambi i titoli, forse anche più deludente per il prequel della Pixar.

– I titoli di Venezia non sono poi andati così male, almeno rispetto alle fosche previsioni che si potevano avere: Via castellana bandiera ben 18k in soli 3 cinema di Palermo (più di 6.000 euro di media), mentre L’arbitro (112k) e Che strano chiamarsi Federico! (90k) stanno comunque sotto i 2.000 euro di media sala. Il problema è che questi prodotti comunque costano (il film di Scola 2,4 milioni) e con questi incassi è impossibile recuperare (sul film della Dante ovviamente aspettiamo i dati nazionali del prossimo weekend). Il problema è che la prossima settimana Via castellana Bandiera esce in tutta Italia e arriva anche Sacro GRA. Dovranno dividersi un pubblico d’essai che, come sappiamo, non è enorme e peraltro c’è anche The Grandmaster che rosicchierà qualcosa. Preoccupante, molto preoccupante…

– Le altre nuove uscite confermano le difficoltà di trovare un pubblico per chi non ha dietro tanti soldi da spendere. Mood Indigo (75k, media di 1.344 euro) e Una fragile armonia (53k, 1.308 di media) non convincono, The Spirit of ’45 raccoglie 21k e una media discreta (2.635 euro), ma in 8 copie forse si poteva fare di più. Discorso diverso per la catastrofica uscita tecnica R.I.P.D. – Poliziotti dall’aldilà, che conquista 58k e soli 427 euro di media…

– La tenuta ottima de L’intrepido (326k contro i 346k del primo weekend, -6%, dato aiutato anche da un aumento delle sale di circa il 20%) conferma ancora una volta che quello che noi addetti ai lavori vediamo come demagogia/banalità, magari al pubblico sembra quasi poesia. Detto questo, per un budget di quasi 4 milioni, un totale di 793k dopo 11 giorni non è certo da festeggiare, ma da come era iniziata il primo giorno… Prevedibile il crollo epocale (-88%) per One Direction: This is Us, arrivato a due milioni totali.


Milano d’essai

Sono rimasto molto incuriosito da un pezzo di Andrea Dusio sulla rivista Odeon. Ve lo riassumo: la situazione delle sale a Milano è semidrammatica. Si continuano a chiedere contributi per gli schermi che fanno cinema di qualità (31 sale su 80 sono considerate d’essai), a scapito del cinema più commerciale, che il milanese medio deve andare a vedere nei multiplex fuori città.

La sostanza è che gli ‘schermi di qualità’ non ce la fanno più, anche per le forti tasse (Tares e Imu) e le spese ingenti, in particolare quelle energetiche. D’altro canto, i cinema più commerciali sono (letteralmente) confinati ai margini della città. Insomma, il cittadino che vuole vedere il film d’autore ha un eccesso di offerta (sicuramente troppa, rispetto al rapporto costi/entrate per questi schermi), quello che invece vuole prodotti più semplici si ritrova a  secco. E se iniziassimo a eliminare questi steccati? Proprio sicuri che un appassionato che va a vedere Iron Man 3 non possa dare uno sguardo anche a film meno spettacolari (magari non Moebius, ma tanti altri sì)? Continuo a pensare che uno dei grandi drammi della nostra distribuzione sia stato aver diviso nettamente le sale cittadine autoriali dai multiplex per blockbuster, con le prime che economicamente non riescono a sopravvivere e le secondo che offrono solo prodotti più commerciali. E non è, purtroppo, un problema soltanto di Milano…


Percy Jackson primo in Italia

Non ci vuole molto per capire che il periodo al cinema non è esaltante (siamo ancora a -38% di presenze rispetto allo scorso settembre), se un prodotto come Percy Jackson e gli dei dell’olimpo: il mare dei mostri esce in 614 schermi (fonte e-duesse). Basti dire che il primo film aveva fatto 3 milioni totali e quindi non si può certo parlare di un sequel attesissimo. Risultato? Interessante, ma non certo da record, grazie ai 183.365 euro ottenuti ieri.

La settimana scorsa Riddick (accostamento che ha senso, anche perché sempre di sequel si tratta) aveva fatto un moltiplicatore di 5,68, ma visto il numero di copie di questo titolo, è probabile che ottenga qualcosa in più, quindi aspettiamoci un dato dagli 1,2 milioni di euro totali in su. Intanto, per quanto il risultato sia estremamente parziale, dell’incasso di ieri 136k arrivano dal 2D, quindi circa il 75%.

Stupiscono invece le sole 300 copie di Come ti spaccio la famiglia, enorme successo in patria e che evidentemente si vuole lanciare con il passaparola, per farlo continuare a incassare per almeno un mese. Ieri ha raccolto 113.034 euro e promette quindi di essere la miglior media per sala della top ten, con un incasso totale nel weekend intorno ai 700-800k.

Come capita ormai da tempo, le altre nuove uscite non soddisfano. Unica (parziale) eccezione L’arbitro, che arrivato in 60 copie, raccoglie 18.320 euro e potrebbe chiudere il fine settimana con una media soddisfacente (almeno per questo periodo), superiore ai 2.000 euro.

Il resto invece va maluccio/male/disastrosamente. Il potere dei soldi, arrivato in 230 copie (troppe, considerando il flop americano), raccoglie 28.133 euro, che porteranno a una media per copia intorno ai 1.000 euro, un dato simile a quello che otterrà Una fragile armonia (ieri 4.519 euro in 42 cinema). Vanno solo leggermente meglio le cose per Mood Indigo – La schiuma dei giorni (11k in 60 copie) e Che strano chiamarsi Federico! (10k in 47 copie), ma in entrambi i casi è difficilissimo pensare a una media nel weekend superiore ai 2.000 euro.

Era invece un’uscita tecnica R.I.P.D. – poliziotti dall’aldilà, forse il maggior flop dell’estate americana, arrivato in 130 schermi ottenendo solo 7k. The Spirit of ’45 raccoglie 1.836 euro in 7 sale, la media potrebbe essere discreta, anche se per uscite così limitate si dovrebbe puntare più in alto. Infine, interessante il caso Via castellana bandiera, uscito ieri a Palermo in 3 sale e già in grado di ottenere ben 4.838 euro, dopo i 2.528 dell’anteprima del giorno precedente. Ovviamente, è un dato locale e sicuramente spinto dalle proiezioni con gli artisti che vengono a salutare il pubblico, ma anche così è piuttosto impressionante, vedremo se verrà confermato nei prossimi giorni. Intanto, comunque, senza fare incassi straordinari, i tre titoli veneziani di questo weekend mediamente se la cavano, almeno nel piccolo mercato di nicchia che si stanno cercando.

Per il resto, cali superiori al 50% per Elysium (ieri 70k, per un totale di 3,4 milioni), Riddick (50, per ora a 935k) e Comic Movie (36 e 846k totali). Invece, stupisce la tenuta de L’intrepido, che con 33k perde meno del 20% e arriva a 499k. Da record il confronto tra i due giovedì di One Direction: This Is Us (è a 1,9 milioni complessivi): una settimana fa raccoglieva 737k, oggi solo 28k. Insomma, ha perso il 96%…