I Have a Dream

E’ un sogno semplice. Mi piacerebbe che venisse fatta una campagna pubblicitaria in favore del cinema. Immaginate una pagina bianca di un quotidiano. in alto, una serie di numeri, che indicano l’aumento reale di alcuni beni (alimentari e artistici) dall’introduzione dell’euro. Tutti, complessivamente, sopra il 50-100% in questi 14 anni. L’ultimo, in bella evidenza, indica invece quello del biglietto in sala. Dai miei calcoli, circa un 15%, praticamente l’1% all’anno.

Sotto, l’headline: “No, non stiamo dando i numeri”, segue poi una spiegazione di come il consumo di cinema in sala abbia subito aumenti inferiori a quasi tutto il resto, che si tratti di intrattenimento o vita quotidiana. E, già che ci siamo, si coglie l’occasione per ricordare gli enormi investimenti tecnologici per passare al digitale, ma anche quelli effettuati per modernizzare le sale e renderle più confortevoli. Concluderei con un claim: “Il cinema: il modo migliore di risparmiare”.

La stessa idea si potrebbe sfruttare anche con gli spot radio, con due voci diverse che si parlano. La prima elenca tutti i numeri ‘grandi’ di aumento, la seconda – con tono diverso rispetto alla prima – ripete ossessivamente il numero piccolo (quello, appunto, dell’aumento del cinema in sala). Poi, scambio di battute, con la prima che chiede sorpresa “15%? Veramente?” e l’altra che le spiega che sì, è tutto vero, il cinema è aumentato solo del 15%. Ovviamente, la stessa campagna potrebbe essere fatta anche in sala, in modo da raggiungere direttamente gli spettatori interessati (fermo restando che, come è ovvio, è più importante andare a raggiungere chi al cinema ci va poco).

Sarebbe l’occasione per fare una bella comunicazione e smentire chi continua a lamentarsi di prezzi che sarebbero troppo alti. E a sopperire un problema (quello di non saper informare bene il pubblico degli aspetti positivi del cinema) che nel nostro settore abbiamo spesso…


I pronostici del weekend

E’ il weekend in cui finirà la permanenza in vetta (durata ben tre settimane) di Fast & Furious 7. D’altronde, l’arrivo in sala di Avengers: Age of Ultron, in ben 905 copie (più di un terzo sono 3D), non lascia spazio a nessun dubbio. I nostri pronostici:

avengers2Avengers: Age of Ultron (905 copie)
Media: 6.900.000
Mediana: 6.600.000
Media ponderata: 6.700.000
Il pronostico del migliore dello scorso weekend: 8.100.000

Il primo film aveva aperto con 2,3 milioni di euro il primo giorno e 7,8 milioni nei 5 giorni. Tuttavia, quella volta l’esordio avveniva il 25 aprile e questo spiega anche il debutto del sequel (che ieri ha fatto circa un milione, ma consideriamo che c’era un’importante partita di calcio). Magari può essere utile ricordare il caso recente di Fast & Furious 7, che ha aperto con 448k di mercoledì (ma erano delle anteprime serali), facendo poi di giovedì (primo giorno effettivo) circa 1,4M e chiudendo poi il weekend lungo con 7,7 milioni. Nei nostri pronostici (consideriamo solo l’incasso tra giovedì e domenica), si spazia dai 4,5 milioni ai 9 milioni.

The Age of Adaline (280 copie)
Media: 535.000
Mediana: 550.000
Media ponderata: 500.000
Il pronostico del migliore dello scorso weekend: 250.000

Il film con i pronostici più incerti, tra i 215k e gli 800k.

Samba (140 copie)
Media: 285.000
Mediana: 285.000
Media ponderata: 300.000
Il pronostico del migliore dello scorso weekend: 150.000

Ovviamente, non ci si aspetta un risultato simile a quello di Quasi amici. Tre persone puntano sotto i 200k, due dai 400k in su.

I bambini sanno (91 copie)
Media: 145.000
Mediana: 130.000
Media ponderata: 155.000

Dopo l’exploit di C’era una volta Berlinguer (che aveva aperto con 217k e chiuso con 700k totali), qui ci si aspetta qualcosa in meno dal nuovo documentario di Veltroni. Comunque, a parte un minimo di 54k, tutti i pronostici sono tra i 117 e i 200k.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana, una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi), il pronostico della persona più brava dell’ultimo mese e quello del più bravo dell’ultimo weekend


Troppe commedie in Italia?

bossUno dei grandi miti legati al cinema italiano e una fissa di tanti commentatori, è che ci sia un eccesso di produzione di commedie nel nostro Paese, genere accusato di cannibalizzare tutto il resto della cinematografia italiana e peraltro senza funzionare sempre. Vediamo di analizzare i dati. Questi i primi 20 incassi italiani del 2014 finora :

UN BOSS IN SALOTTO Warner Bros Italia S.P.A. € 12.308.185

SOTTO UNA BUONA STELLA Filmauro/Universal € 10.308.932

TUTTA COLPA DI FREUD Medusa Film S.P.A. € 7.926.848

IL CAPITALE UMANO 01 Distribution € 5.735.888

ALLACCIATE LE CINTURE 01 Distribution € 4.653.379

SMETTO QUANDO VOGLIO 01 Distribution € 4.021.803

UNA DONNA PER AMICA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.010.540

AMICI COME NOI Medusa Film S.P.A. € 2.945.618

SAPORE DI TE Medusa Film S.P.A. € 1.913.801

COLPI DI FORTUNA Filmauro/Universal € 1.873.370

UN MATRIMONIO DA FAVOLA 01 Distribution € 1.803.552

WINX CLUB – IL MISTERO DEGLI ABISSI 01 Distribution € 1.787.582

UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE 01 Distribution € 1.725.053

LA GENTE CHE STA BENE 01 Distribution € 1.571.589

LA SEDIA DELLA FELICITA’ 01 Distribution € 1.462.407

UN FANTASTICO VIA VAI 01 Distribution € 1.420.107

INDOVINA CHI VIENE A NATALE? Medusa Film S.P.A. € 1.352.123

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE 01 Distribution € 1.308.123

FRATELLI UNICI 01 Distribution € 1.193.010

LE MERAVIGLIE Bim Distrib. S.R.L. € 1.020.377

Di questi, ci sono 16 commedie (che spaziano dal commerciale più puro, a un film molto acclamato da critica e premi come l’esordio di Pif), più un cartone animato che si potrebbe considerare ‘avventura’ ma anche comico (nota: animazione non è un genere, ma un mezzo di espressione, altrimenti dovremmo mettere le Winx e l’ultimo Miyazaki nello stesso calderone). Le eccezioni sono Virzì (che ha fatto un film drammatico dopo tante commedie), Ozpetek (melodramma) e la Rohrwacher (pellicola autobiografica malinconica, che peraltro se non avesse vinto un premio importante a Cannes sicuramente non sarebbe stata tra i primi venti incassi).

Quindi, 16 o 17 (a seconda di come la pensiate sulle Winx) su 20 dei maggiori successi italiani dell’anno sono commedie. Insomma, credo di aver chiarito senza ombra di dubbio che lamentarsi delle troppe commedie prodotte è come stupirsi che al supermercato ci siano tanti barattoli di Nutella e anche in bella vista. Direi che dipende dalla richiesta dei consumatori, più che da imposizioni della famiglia Ferrero o da pigrizia mentale dei direttori di supermercato.

Certo, si dirà (e molti commentatori lo fanno) che non tutte le commedie finiscono nei primi incassi italiani (e, peraltro, magari anche quelle che lo fanno, non è detto che si ripaghino dei costi, che possono essere ingenti). Ma ovviamente in qualsiasi settore c’è chi ha successo e chi meno, il che non significa che investire sulle commedie sia di base un azzardo e che due o tre commedie che non funzionano indicano che il pubblico non vuole più vedere questo genere (tesi simile a quella secondo cui gli statunitensi sono stanchi dei blockbuster). Forse, ho l’impressione che, per chi non ha attori famosi e in generale capitali importanti, fare una commedia non sia necessariamente la strada migliore, visto che si rischia di non trovare il giusto spazio. Per quanto riguarda la cannibalizzazione, sì e no, ma più che altro verso lo stesso genere. A novembre uscirà una commedia importante-commerciale a settimana (quattro in tutto) e temo che non tutti troveranno i risultati sperati, ma su 44 titoli totali che arrivano a novembre, non è certo un’overdose di commedie. Più che altro, lamentiamoci che da marzo a ottobre non c’erano titoli commercialmente fortissimi di questo genere.

Ma se proprio dobbiamo discutere di un settore in cui la produzione è sicuramente più alta della domanda, quello è il cinema sociale (scusate, mi sono rotto di parlare di cinema d’autore, per tanti prodotti l’autorialità è solo presunta). Quello insomma che affronta alcune tematiche perfette (razzismo, situazione giovanile, criminalità, ecc.) per trovare i finanziamenti pubblici, un po’ meno (molto meno) per trovare il pubblico vero e proprio. Non discuto il fatto che si possa e si debba sostenere dei giovani esordienti (anche se certi film prodotti con l’idea di andare in sala sono sicuramente troppi rispetto alla richiesta del pubblico), ma sicuramente si potrebbero aiutare dei film e delle tematiche più variegate. Comunque, se proprio si vuole trovare un’anomalia nella produzione, si può incominciare da questo settore. Magari anche notando che il cinema d’essai ha solo tre prodotti non comici nei primi venti incassi, anche per via dei pessimi risultati (Anime nere escluso) dei titoli veneziani…

 


Il pubblico intellettuale francese

A forza di sentir parlare solo di Cannes, di eccezione culturale e di grande cinema d’autore, è facile convincersi che i nostri cugini d’oltralpe vedano solo grandi prodotti culturali. Bene, questo qui sotto è il trailer del film francese di maggiore successo uscito nel 2013, con quasi 4 milioni di spettatori, vicinissimo quindi ai risultati dei maggiori trionfi americani, come Lo Hobbit, Django Unchained o Iron Man 3. Che dite, non sarà il caso di rivalutare non dico Moccia (che tecnicamente è molto più bravo e non sto scherzando), ma anche Giovanni Vernia?

http://www.youtube.com/watch?v=sZ0wVZSCcKQ


I miei problemi con Iron Man 3

Ho cercato di capire cosa c’è che non va in Iron Man 3 e non ho una risposta precisa, visto peraltro che farà un sacco di soldi (non come Avengers, ma sicuramente più dei precedenti due capitoli della saga), che è l’unica cosa che conta in questi casi. Credo che, semplicemente, sia un problema di gusti personali, ma soprattutto di quello che si cerca nel cinema. E’ come se volessi un piatto minimamente elaborato comprando i popcorn al cinema: errore mio. Detto questo, credo che la deriva di certi blockbuster sia inarrestabile e non posso che rimpiangere i ‘bei tempi’ (chi avrebbe mai pensato di definirli così?) di Simpson e Bruckheimer. Comunque, per la cronaca, qualche mio problema:

– Intanto, un’opinione generale, che vale per centinaia di titoli. Credo che, dovendo occuparsi di tanti aspetti tecnici complicatissimi (come normale per film del genere, ma come non era mai capitato in nessun periodo della storia del cinema, se non negli ultimi 15 anni), un regista che fa blockbuster del genere non riesca a badare più alla recitazione. Che Robert Downey jr. venga lasciato a briglie sciolte lo capisco, ma che non si riesca a tirar fuori una prova interessante da Gwyneth Paltrow, Rebecca Hall, Ben Kingsley e soprattutto da Guy – volevo tanto essere il villain di Skyfall, ma non sono Bardem e non ho Mendes che mi spiega le cose – Pearce, sia preoccupante…

– Io ovviamente non pretendo neorealismo da un film come Iron Man 3, ci mancherebbe. Il problema è che posso tranquillamente dimenticare le leggi della fisica, ma voglio un universo coerente. La svolta riguardante il Mandarino strappa sicuramente diverse risate, ma fracassa orribilmente ogni tentativo di prendere sul serio il film, sia per la questione in sé, sia per come ci si arriva.

– In generale, da una parte il film vorrebbe affrontare seriamente tematiche fondamentali della nostra epoca (il terrorismo, la risposta degli stati occidentali, i nemici che servono a tanti per i loro scopi, la sfiducia generale nella politica), dall’altra è il solito mix di situazioni folli e personaggi/situazioni senza logica. Ma quello che detesto è vedere dei personaggi come Tony Stark che sembrano digerire delle situazioni drammatiche (soprattutto nei confronti dei loro cari) in 1,3 secondi. Mi sta bene tutto, ma se il protagonista mi sembra spesso un cyborg senz’anima, ho un grosso problema…

– A un certo punto, il film sembra scivolare per una ventina di minuti in un nuovo Last Action Hero, che anche per scaramanzia mi sembra un modello evitabile. Le citazioni di Terminator (1 e 2) servono per far scrivere, ma certo sono fin troppo palesi. In generale, i dialoghi mi sembrano scritti da un ragazzino che ha visto i film di Shane Black (e Steven E. de Souza) negli anni ottanta e che ha cercato di imitarlo senza molto successo. Che dite, lo sceneggiatore/regista è Shane Black? Ooops…

– Cose da salvare? Avevo paura fosse più lungo, anche se 130 minuti sono troppo lunghi. Dopo la prima mezz’ora, temevo fosse molto peggio (diciamo che così è semplicemente da 5). Robert Downey jr almeno due-tre battute memorabili ce le ha. E alcune idee di sceneggiatura nella parte centrale del film funzionano bene. Il 3D è inutile, ma almeno non mi ha dato fastidio. Comunque, l’unico vero quesito importante è: supererà il miliardo di dollari nel mondo? Penso di sì…