I pronostici del weekend

A meno di grandi sorprese, questo weekend dovrebbe vedere al primo posto il nuovo film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight. Il suo rivale più agguerrito dovrebbe essere – al suo secondo fine settimana – l’ultima pellicola di Carlo Verdone, L’abbiamo fatta grossa, mentre da segnalare anche l’uscita di Il viaggio di Norm. Questi i pronostici*:

thehatefuleight

The Hateful Eight (670 sale)
Media: 3.200.000
Mediana: 3.250.000
Media ponderata: 3.300.000

Django Unchained, il precedente film di Tarantino, uscito il 17 gennaio del 2013, aveva incassato circa 3,5 milioni in 541 schermi. Questo titolo arriva in almeno un centinaio di sale in più, dopo che le tre copie in 70mm che sono già in circolazione a Roma, Milano e Bologna hanno raccolto, lo scorso fine settimana, 107.828 euro. I pareri variano da 2,4 a 3,5 milioni.

L’abbiamo fatta grossa (circa 680-700 sale)
Media: 1.800.000
Mediana: 1.850.000
Media ponderata: 1.800.000

Sotto una buona stella, il precedente film di Carlo Verdone, aveva raccolto al suo secondo weekend 2,2 milioni, perdendo il 48% rispetto all’esordio. Se anche L’abbiamo fatta grossa dovesse ripetere questo andamento, avendo aperto a poco più di 3,3 milioni, incasserebbe circa 1.650.000 euro. I nostri pronostici sono però più ottimisti (come potete vedere sopra) e variano da 1,6 a 2,3 milioni.

Il viaggio di Norm (330 sale)

Media: 650.000
Mediana: 645.000
Media ponderata: 650.000

Il paragone più indicato mi sembra quello con Mune – Il guardiano della luna, che è uscito anch’esso per Notorious a inizio febbraio (2015), ottenendo 634.879 euro in 277 sale. Da 470.000 a 825.000 i pronostici.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).


Non è un Paese per donne (registe)…

Mentre negli Stati Uniti infuriano da mesi le polemiche sulle opportunità delle registe donne (e, da qualche settimana, quelle sulle mancate candidature degli attori afroamericani agli Oscar), da noi sembra che tutto vada bene, visto che nessuno (a parte qualche generica lamentela, senza grandi pezze d’appoggio statistiche) si è dedicato a studiare il fenomeno. Ho pensato allora di concentrarmi sulle donne registe in Italia e quanto contano nel nostro Mercato.

Se vediamo i dati di Cinemaitaliano.info, nel 2015 sono stati prodotti in Italia 214 lungometraggi. Dando un’occhiata ai nomi degli autori, di questi 19 sono diretti da donne. Nel 2014, erano 253 i film e di questi, quelli diretti da donne 27 (ma circa una decina di questi 27 sono film con più di un autore, in alcuni casi film collettivi). E’ difficile mettere la mano sul fuoco con questi numeri, soprattutto sui titoli, visto che alcuni magari saranno anche film per la televisione. Io ho cercato nella mia analisi di togliere i casi chiaramente non cinematografici, ma sicuramente qualcosa mi è scappato. Ma la percentuale statistica di film diretti da donne è chiaramente intorno al 10%, decisamente meno se consideriamo solo i titoli con un unico regista (ovvio che in film collettivi con 10-12 autori, una donna di solito ci sta).

In Francia, uno studio del CNC ha appurato che nel 2012 le donne hanno diretto il 23% dei film francesi, contro il 18,4% del 2008. Rimangono ancora notevoli differenze per quanto riguarda i budget medi (i film diretti da uomini costano circa il 60% in più di quelli diretti da una donna, ma la forbice sta diminuendo). Già questo sarebbe un paragone tutt’altro che confortante per l’Italia, ma è vero che in altri Paesi la situazione non sembra migliore della nostra (negli Stati Uniti, come rivela uno studio dell’Associazione dei Registi, solo il 6,4% dei film usciti tra il 2013 e 2014 è stato diretto da donne). Insomma, è un problema generale. Quello su cui invece mi vorrei concentrare (anche perché è decisamente preoccupante) è l’impatto economico dei film diretti da donne in Italia. Che è, senza che ci giriamo intorno, praticamente nullo.

ilnomedelfiglioAndiamo a vedere i maggiori risultati italiani degli ultimi anni. Nel 2015, dei primi 30 incassi italiani in sala, 3 erano diretti da donne, per la precisione Il nome del figlio di Francesca Archibugi (18esimo tra gli italiani, 57esimo assoluto con 2,9 milioni), Latin Lover di Cristina Comencini (22esimo tra gli italiani, 83esimo assoluto con 2,1 milioni) e Io e lei di Maria Sole Tognazzi (24esimo tra gli italiani, 93esimo assoluto con 1,7 milioni). Insomma, un 10% di presenze che sembra confermare i dati di cui sopra, anche se non c’è nessuna realizzatrice tra i primi 15. Ma, in realtà, è stato un anno ‘record’, visto che nel 2014 e nel 2011, tra i primi 30 successi italiani, NESSUNO è stato diretto da una donna. Nel 2012, per poco non succede lo stesso, visto che c’è solo un titolo (registicamente) femminile ed è Ciliegine di Laura Morante, 29esimo tra gli italiani e 130esimo in assoluto, con poco più di 800.000 euro. Nel 2013, troviamo Amiche da morire di Giorgia Farina (21esimo tra gli italiani e 84esimo assoluto con 1,9 milioni) e Viaggio sola (23esimo tra gli italiani e 89esimo assoluto con 1,8 milioni) di Maria Sole Tognazzi. Insomma, negli ultimi cinque anni, nessun film italiano diretto da una donna ha superato i 3 milioni di incasso o è entrato nella top 15 annuale dei titoli tricolori. E solo uno (Il nome del figlio) è entrato nei primi 20 dell’anno.

Se consideriamo i film usciti dal 2000 in poi, i dati continuano a essere sconfortanti. Soltanto due film girati da una donna sono entrati in una top ten dei dieci migliori incassi italiani di un anno. Si tratta de Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini, con 2,6 milioni, che nel 2002 ha raggiunto l’ottavo posto tra gli italiani e il 55esimo assoluto, e de La bestia nel cuore, sempre della Comencini, che ha fatto anche meglio, arrivando 7a tra gli italiani e 35a assoluta nel 2005, con 4,9 milioni di euro.

Sempre della Comencini (che può essere considerata la regista italiana di maggiore successo di questo secolo/millennio), è l’altro miglior risultato per un film girato da una donna (oltre al sopra citato La bestia nel cuore), grazie a Bianco e nero, che nel 2008 ha ottenuto appunto 4,9 milioni di euro, posizionandosi al 12esimo posto tra gli incassi italiani dell’anno e al 36esimo posto assoluto. Terzo miglior dato, Matrimoni e altri disastri di Nina di Majo con 3,6 milioni, che nel 2010 le è valso il sedicesimo posto tra i maggiori incassi italiani e il 53esimo assoluto. Per la cronaca, da quel momento (e sono ormai sei anni), non è più uscito un film di questa regista.

Questo significa che, dal 2000 a oggi, nessun film diretto da una donna ha mai conquistato un incasso sopra i 5 milioni di euro (e, sinceramente, non so quando questo sia avvenuto, spero che non si debba tornare ai film di Lina Wertmüller negli anni settanta e ottanta per trovare un vero, grande successo). Nello stesso periodo, sono stati invece 111 i film italiani a superare la soglia dei 5 milioni. Tutti, ovviamente, diretti da uomini. Bianco e nero è al 113esimo posto dei migliori risultati dal 2000 al 2015 (per la cronaca, non considero gli incassi di questa prima parte di 2016 e quindi Quo vado? non c’è).

Questi numeri mi portano a una considerazione. E’ ovvio che i maggiori incassi italiani sono in buona parte legati alle commedie. In alcuni casi, i comici più famosi di questi anni dirigono anche i loro film. Sarebbe interessante sapere se le attrici comiche più importanti abbiano mai pensato di passare dietro alla macchina da presa per dirigere dei film che le vedevano anche protagoniste e se eventualmente hanno affrontato degli ostacoli che hanno impedito loro di farlo. E magari, già che ci siamo, sapere se i loro salari sono all’altezza di quelli degli attori maschi di analoga popolarità (temo proprio di no e che anche questo argomento meriterebbe un articolo a parte).

Ma se su questo punto ammetto di non avere risposte certe, non c’è dubbio invece che, per quanto riguarda tanti successi commerciali, alcuni dei realizzatori impegnati sono dei professionisti (più o meno bravi) semplicemente al servizio della star di turno. Possibile che non ci sia nessuna regista (che magari lavora in pubblicità) a cui venga affidato un film commerciale, con protagonista un comico emergente che ha avuto successo in televisione? L’impressione (ma, secondo i numeri segnalati sopra, rischia di essere un’ipotesi molto concreta) è che i produttori dei film commerciali si sentano più tranquilli se dietro alla macchina da presa c’è un uomo (senza generalizzare, perché ci sono sicuramente diversi produttori ‘illuminati’, ma in media sembrano decisamente timorosi). A meno di non voler pensare che le donne possano essere, al massimo, delle autrici che riescono ad arrivare nei concorsi dei maggiori Festival internazionali (Alice Rohrwacher a Cannes, Laura Bispuri a Berlino), ma non siano in grado di lavorare a prodotti più chiaramente commerciali, con budget (e rischi) decisamente superiori per i produttori.

cinquantasfumatureSu questo punto, il confronto con gli Stati Uniti (dove comunque le polemiche sulle opportunità – poche – offerte alle donne registe sono roventi) è impietoso. Qual è il nostro corrispettivo di Catherine Hardwicke e di Sam Taylor-Johnson, che hanno diretto rispettivamente i primi capitoli di Twilight (393 milioni di dollari nel mondo e soprattutto il lancio di un fenomeno che ha generato profitti enormi) e 50 sfumature di grigio (571 milioni)? E quale sarebbe (pur facendo tutte le distinzioni del caso tra i rispettivi Mercati) la nostra Jennifer Lee, co-regista di Frozen e prima donna a superare il miliardo di dollari di incassi nel mondo con un suo film? Il 2015, peraltro, è anche stato l’anno in cui Pitch Perfect 2, diretto da Elizabeth Banks, ha conquistato 184 milioni di dollari in patria e quasi 300 nel mondo. Qui, magari, il problema è anche la scarsa propensione del cinema italiano a produrre film che puntano chiaramente a un pubblico femminile (cosa che, quando avviene, è spesso baciata dal successo). Problema di cui ho già parlato, ma che certo non sembra essere facilmente risolvibile e che significa ridurre le potenzialità del nostro Mercato (peraltro, dopo un 2015 in cui i film italiani sono in calo significativo di incassi) e di conseguenza i posti di lavoro generali. Insomma, non è solo questione di pari opportunità, ma anche di un settore economico che potrebbe dare maggiori frutti.

E’ importante precisare che questi dati possono essere un buon punto di partenza, ma non hanno l’ambizione di raccontare tutta la storia, visto che si limitano a un punto di arrivo finale (ossia, il momento in cui si dirigono dei film e i loro risultati in sala). Per esempio, sarebbe importante sapere quante registe donne escono dalle scuole di cinema in percentuale rispetto ai loro colleghi uomini, quante donne (in percentuale) girano corti (e quindi quante riescono poi a passare al lungometraggio) e quante donne (sempre rispetto agli uomini) si fermano all’opera prima. Insomma, è fondamentale capire dove può essere collocato precisamente il “collo di bottiglia”.

Detto questo, lo ripeto in maniera chiara: la percentuale di film diretti da donne e che sono presenti tra i 100 migliori incassi italiani dal 2000 in poi, è un chiarissimo 0% (e ovviamente non rispecchia la quota di registe donne, dall’inizio dei loro studi professionali in questo ambito al momento in cui devono confrontarsi con un lungometraggio, qualsiasi sia precisamente questa percentuale). Di sicuro quindi, prima di preoccuparci dei problemi a Hollywood per le realizzatrici donne (o con gli Oscar che non candidano gli attori neri), forse faremmo meglio a guardare a casa nostra…


I pronostici del weekend

Non ci sono dubbi sul vincitore di questo fine settimana: sarà sicuramente L’abbiamo fatta grossa, nuovo film di Carlo Verdone, che arriva in 850 sale. Ci sono poi titoli importanti come Point Break, Joy e Doraemon il film: Nobita e gli eroi dello spazio, tutti tra i 300 e le 350 schermi. Questi i pronostici*:

abbiamofattagrossaL’abbiamo fatta grossa (850 sale)
Media: 3.450.000
Mediana: 3.500.000
Media ponderata: 3.550.000

Sotto una buona stella, l’ultimo film di Carlo Verdone, uscito il 13 febbraio del 2014 in circa 700 sale, aveva fatto ben 4,2 milioni nel primo weekend e chiuso a poco più di 10. Per questo titolo, le opinioni variano dai 2,5 ai 4 milioni.

Point Break (350 sale)
Media: 1.550.000
Mediana: 1.575.000
Media ponderata: 1.550.000

Il film è uscito ieri nelle sale e ha ottenuto un ottimo incasso, 149.119 euro. Considerando il dato di ieri, i pronostici sono in una forbice tra 1.450.000 a 1.700.000.

Joy (oltre 300 sale)
Media: 1.050.000
Mediana: 1.000.000
Media ponderata: 1.000.000

Più che American Hustle (in cui Jennifer Lawrence non aveva un ruolo da protagonista), preferisco fare un paragone con Il lato positivo, che peraltro le aveva fatto vincere l’Oscar. Quel film, uscito da noi il 7 marzo del 2013, aveva raccolto 1,2 milioni nel primo fine settimana e 5,2 milioni complessivi. Il paragone comunque non è semplice, visto che si tratta di due titoli e generi diversi. I pronostici variano da 850.000 a 1,4 milioni.

Doraemon il film: Nobita e gli eroi dello spazio (300 sale)
Media: 550.000
Mediana: 600.000
Media ponderata: 550.000

L’ultimo titolo di Doraemon è uscito da noi il 7 maggio scorso, raccogliendo quasi 500.000 euro nel primo weekend e 1,3 milioni complessivi. C’è molta fiducia nei nostri pareri, che spaziano da 400.000 a 700.000 euro.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).


I pronostici del weekend

Weekend molto variegato, composto (almeno per quanto riguarda i titoli di cui parliamo) da due importanti commedie italiane (Se mi lasci non vale e The Pills – Sempre meglio che lavorare) e un film candidato agli Oscar come Steve Jobs. Questi i pronostici*:

semilascinonvaleSe mi lasci non vale (300 sale)
Media: 1.200.000
Mediana: 1.200.000
Media ponderata: 1.200.000

L’ultimo film di Vincenzo Salemme, …E fuori nevica!, aveva ottenuto un bel successo a sorpresa, raccogliendo 1,4 milioni nel primo weekend e circa 3,9M complessivi. Qui abbiamo dei pronostici decisamente compatti, che variano da un minimo di 1.075.000 a un massimo di 1.300.000 euro.

Steve Jobs (300 sale).
Media: 1.100.000
Mediana:1.150.000
Media ponderata: 1.100.000

Non so quanto sia corretto il paragone con il precedente film su Steve Jobs (che si chiamava semplicemente Jobs) e che era uscito da noi a novembre 2013, considerando che si trattava di un biopic decisamente più convenzionale di questo. Quel film aveva raccolto 700.000 euro nel suo primo fine settimana e aveva chiuso con quasi 1,5 milioni totali. Qui si spazia da un’ipotesi di 850.000 euro a una di 1,3 milioni, probabilmente è il titolo del weekend più difficile da pronosticare.

The Pills – Sempre meglio che lavorare (270 sale)
Media: 775.000
Mediana: 750.000
Media ponderata: 750.000

Difficilissimo trovare un paragone corretto per questo titolo. Non punterei sulle pellicole dei Soliti idioti o di Maccio Capatonda, che avevano il vantaggio di serie televisive che li hanno resi popolari. A parte un pronostico massimo di 1.150.000, tutte le opinioni variano dai 650.000 ai 780.000 euro.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).


I pronostici del weekend

Dopo la pausa natalizia, riprendiamo con i nostri pronostici. Un weekend molto interessante, grazie a una serie di film d’autore con grandi ambizioni commerciali come La corrispondenza e Revenant (fresco trionfatore ai Golden Globes) e il nuovo capitolo della saga di Rocky con Creed. Questi i pronostici*:

revenantRevenant (450 sale)
Media: 1.625.000
Mediana: 1.350.000
Media ponderata: 1.500.000

L’ultimo film con protagonista Leonardo DiCaprio, The Wolf of Wall Street, uscito il 23 gennaio 2014, ha ottenuto 3,8 milioni nel primo weekend e quasi 12 milioni totali. Birdman, il film che l’anno scorso ha fatto vincere l’Oscar a Inarritu, ha conquistato invece quasi 5 milioni complessivi, dopo aver aperto con meno di un milione. Visto anche l’ottimo risultato del film in uscita estesa negli Stati Uniti, c’è grande attesa per questo titolo, che ricordo esordisce di sabato. Ben 5 persone puntano a un risultato tra 1,3 milioni e 1.350.000 euro.

La corrispondenza (400 sale)
Media: 1.350.000
Mediana: 1.375.000
Media ponderata: 1.350.000

La migliore offerta, il precedente film di Tornatore, uscito martedì 1 gennaio 2013, aveva ottenuto 2,7 milioni nella prima settimana di sfruttamento (che comprendeva tutto il periodo festivo) e 9,3 milioni totali, segno di un’ottima tenitura. I pareri spaziano da un minimo di 870.000 a 1,6 milioni.

Creed (320 sale)
Media: 1.325.000
Mediana: 1.325.000
Media ponderata: 1.400.000

L’ultimo capitolo di questa fortunata saga, Rocky Balboa, arrivato nei cinema italiani a gennaio 2007, ha raccolto ben tre milioni nel suo primo fine settimana e 6,6 milioni complessivi. Negli Stati Uniti, questo nuovo episodio ha raggiunto i 105 milioni di incasso. Le opinioni qui partono da 900.000 a 1.750.000 euro.


* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).

Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).


Due o tre cose da dire sul 2015…

I film evento
insideout
Come è andata per i film evento? Considerando che ben 10 titoli hanno incassato di più del primatista del 2014 (Maleficent) verrebbe da pensare a un anno record, in cui pochissimi titoli hanno rappresentato una percentuale altissima del box office complessivo. A questo argomento avevo dedicato un articolo l’anno scorso, con risultati decisamente sorprendenti. Ma nel 2015 come è andata? Ecco il riepilogo:

Incassi totali: 636,6 milioni
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 187,6M / 29,4%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 264,2M / 41,5%

Insomma, un impatto dei migliori 10/20 film sul totale sopra la media e sopra a quello che era avvenuto nel 2014 (in particolare, i primi 10), ma non da record, visto che nel 2010 le percentuali erano maggiori e anche nel 2002-2003. Diciamo che si può notare come la percentuale dei top 10 sia proporzionalmente più forte rispetto a quella dei top 20 (basta dire che in ben 9 anni su 15 la percentuale dei top 20 è stata più alta di quella fatta registrare nel 2015) e questo ci fa pensare che, nel panorama dei maggiori film evento, il pubblico si sia orientato molto su quei 10 titoli fortissimi, meno sui titoli dall’undicesimo al ventesimo.

Impossibile dire se questa sia una tendenza (verso una decina di film evento) duratura o soltanto un risultato annuale dovuto a un numero particolarmente fortunato di titoli fortissimi. D’altro canto, i risultati del 2014 avevano dato un ‘orientamento’ decisamente di segno contrario. Quello che mi fa pensare che non ci sia una tendenza così scontata verso i film evento, è il fatto di pensare ad alcuni titoli e società per quanto riguarda il 2016. Prendiamo due case di distribuzione come Universal e Medusa. I grandi incassi Universal li ha fatti nel 2015 con:

Minions (23,4 milioni). Nel 2016 non ci sarà un Minions 2/Cattivissimo me 3

Cinquanta sfumature di grigio (19,6 milioni). Di questo ci sarà il secondo episodio solo nel 2017.

Fast & Furious 7 (18,6 milioni), non ci sarà un nuovo capitolo nel 2016.

Jurassic World (14,7 milioni), non ci sarà un nuovo capitolo nel 2016

Ovviamente, ci saranno altri film importanti per Universal nel 2016, ma mi sembra corretto dire che certi filmoni non ci sono ogni anno. D’altro canto Medusa quest’anno ha avuto/sta avendo il fenomeno Zalone. Basti pensare che il maggiore incasso del 2015 per quest’azienda sono stati i 6,5 milioni (dato fino al 31 dicembre) di Vacanze ai Caraibi. Insomma, come sempre sono i grossi titoli a determinare certe tendenze e non è detto quest’anno avremo un numero simile di film di così grande impatto (nulla vieta, comunque, che ce ne siano altri fortissimi, anche più di quello che è avvenuto nel 2015). Certo, il 2015 sembra dirci che, per aumentare il numero di biglietti staccati, servono un bel numero di film evento. Vedremo in futuro se questo orientamento sarà confermato. Se vi interessa, come riporta l’Hollywood Reporter, i primi 10 film in America hanno rappresentato il 34% del box office totale, rispetto al 24% del 2014.


Il cinema italiano e la sua quota

siaccettanomiracoliQuesti gli incassi e le posizioni (il primo numero a sinistra) dei primi trenta titoli italiani nel 2015:

8 SI ACCETTANO MIRACOLI ITA 01 Distribution € 15.474.263

16 VACANZE AI CARAIBI ITA Medusa Film S.P.A. € 6.569.205

17 NATALE COL BOSS ITA Filmauro/Universal € 6.436.716

19 YOUTH – LA GIOVINEZZA ITA Medusa Film S.P.A. € 6.065.364

22 IL PROFESSOR CENERENTOLO ITA 01 Distribution € 5.753.417

27 MA CHE BELLA SORPRESA ITA Medusa Film S.P.A. € 5.264.350

32 SUBURRA ITA 01 Distribution € 4.680.410

35 BELLI DI PAPA’ ITA Medusa Film S.P.A. € 4.220.736

36 ITALIANO MEDIO ITA Medusa Film S.P.A. € 4.106.904

38 SE DIO VUOLE ITA 01 Distribution € 4.051.798

39 NOI E LA GIULIA ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 4.036.793

41 MATRIMONIO AL SUD ITA Medusa Film S.P.A. € 3.703.595

42 MIA MADRE ITA 01 Distribution € 3.607.062

43 CHIAMATEMI FRANCESCO – IL PAPA DELLA GENTE ITA Medusa Film S.P.A. € 3.580.508

45 NESSUNO SI SALVA DA SOLO ITA Universal S.R.L. € 3.428.220

46 IO CHE AMO SOLO TE ITA 01 Distribution € 3.381.545

55 IL RACCONTO DEI RACCONTI – TALE OF TALES ITA 01 Distribution € 3.001.222

57 IL NOME DEL FIGLIO ITA Lucky Red Distrib. € 2.983.385

66 SEI MAI STATA SULLA LUNA? ITA 01 Distribution € 2.805.508

72 GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI ITA 01 Distribution € 2.514.750

78 IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO ITA Medusa Film S.P.A. € 2.255.803

83 LATIN LOVER ITA 01 Distribution € 2.164.863

92 TUTTE LO VOGLIONO ITA 01 Distribution € 1.874.554

93 IO E LEI ITA Lucky Red Distrib. € 1.770.173

98 POLI OPPOSTI ITA 01 Distribution € 1.662.587

103 LORO CHI? ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 1.558.609

107 TORNO INDIETRO E CAMBIO VITA ITA 01 Distribution € 1.394.092

110 GAME THERAPY ITA Lucky Red Distrib. € 1.282.331

118 IL RAGAZZO INVISIBILE ITA 01 Distribution € 1.136.786

119 LA SCELTA ITA Lucky Red Distrib. € 1.099.391


Se fate un confronto con i film che avevo segnalato l’anno scorso e relativi al 2014, la differenza è evidente. C’è solo un film italiano nella top ten (nel 2014, erano tre), per quanto riguarda i primi venti il dato è di 4 titoli (ma tre di essi figurano dal sedicesimo al diciannovesimo posto, insomma in fondo alla top 20) contro 5 del 2014. Per tutti quelli che urlavano all’apocalisse quando nel 2014 la quota (notevole) del cinema italiano era al 27,1% di incassi, forse adesso è il caso di ripensarci, considerando che nel 2015 siamo al 21,3%. Diminuisce il numero delle commedie (dalle 24 del 2014 siamo alle 22 del 2015, per la cronaca ho considerato tali sia Io e lei che Gli ultimi saranno ultimi), ma anche così non c’è dubbio sul genere preferito degli italiani. Interessante che ci siano 6 film d’autore, anche se di generi (e risultati) molto diversi tra loro (sul cinema d’autore italiano e le sue prospettive, mi riprometto di parlarne specificatamente nelle prossime settimane). C’è poi anche quest’anno (per il prolungamento del suo sfruttamento, iniziato nel 2014) un prodotto supereroistico, Il ragazzo invisibile, e un film non facilmente definibile (fantasy? Videogame movie?) come Game Therapy. Insomma, la commedia la fa da strapadrona anche quest’anno, ma con incassi minori, segno che qualche titolo non ha funzionato come sperato. E forse, dobbiamo accettare serenamente l’idea che una quota di cinema italiano forte è direttamente proporzionale a un numero alto di commedie forti e che sia inutile sperare che, grazie ad altri generi, si possano cambiare sensibilmente i numeri. 

Ah, per la cronaca, la quota del cinema americano nel 2015 è stata del 61%. Forte, decisamente forte, ma non un record (potete confrontare i dati con gli altri anni qui). Del 2015 ne riparleremo comunque…


La mia top ten del 2015

Puntuale come il pagamento delle tasse (ma non altrettanto sgradevole), arriva la mia lista dei film che ho preferito nel 2015. Come sempre, vi ricordo che, anche se lo ritenessi degno di una posizione in questa classifica, non metterei comunque titoli di Microcinema, perché mi sembrerebbe fuori luogo. Avrei voluto fare un’analisi più approfondita di questi titoli, ma il tempo non è molto. Ed ecco la top ten, dalla decima alla prima posizione. 


10 – La memoria de l’agua
La vida de los peces era stato un mio film al numero 1 qualche anno fa, Matias Bize conferma di essere uno dei migliori autori in circolazione.

9 – Hardcore
Forse un po’ troppo lungo per funzionare al 100%, ma uno straordinario omaggio all’action movie anni ottanta. Più ricco di idee in 5 minuti di tanti action attuali e inutili.

8 – Steve Jobs
Di gran lunga la miglior sceneggiatura dell’anno. E uno dei 2-3 cast più efficaci del 2015.

7 – Dio esiste e vive a Bruxellesilfigliodisaul
Quando Jaco Van Dormael sembrava ormai disperso (cinematograficamente parlando), torna con un film che mette assieme Bunuel e il miglior Jeunet. Meritatissimo successo in Europa (e risultato straordinario in Italia).

6 – Il figlio di Saul
Decisamente l’evento d’essai del 2015. I campi di concentramento come non gli abbiamo mai visti. Avvincente e rigoroso: no, non è un ossimoro.

5 – Sicario
Regia, cast e fotografia ai massimi livelli. Benicio Del Toro mette i brividi. Un cinema che a Hollywood non si fa più: per fortuna che c’è Villeneuve.

4 – It Follows
Il più bel (visivamente parlando) horror degli ultimi anni, con alcune immagini degne del miglior Terrence Malick.

room3 – Inside Out
Ultimamente, ero rimasto molto deluso dagli ultimi titoli della Pixar e pensavo che le ottime recensioni di questo film (come avvenuto già per altri loro prodotti) non fossero da prendere molto sul serio. Per fortuna, mi sbagliavo.

2 – Trois souvenirs de ma jeunesse
Uno dei film più originali degli ultimi tempi, con uno straordinario Mathieu Amalric. Non sai mai dove andrà a parare, proprio quello che chiedo (senza quasi mai ottenerlo) a un film. 

1 – Room
I modi per fallire nel fare un film del genere erano innumerevoli. Più che un ‘semplice’ capolavoro, quindi, un miracolo. Brie Larson verso un meritatissimo Oscar, ma il regista Lenny Abrahamson almeno una candidatura se la meriterebbe.


I pronostici del weekend

Weekend ricchissimo, considerando che oggi arrivano tutte le grandi uscite di Natale, ossia il nuovo Star Wars, le due commedie italiane Vacanze ai Caraibi e Natale col boss, e le ultime opere di Steven Spielberg e Woody Allen, rispettivamente Il ponte delle spie e Irrational Man. Visto che tutte le pellicole escono di mercoledì, non solo ho anticipato i pronostici, ma anche chiesto un parere sui 5 giorni di uscita (e non il tradizionale giovedì-domenica, come facciamo di solito). Inoltre, potevamo trascurare Checco Zalone e la sua uscita al primo gennaio? No e infatti trovate i pareri anche per Quo vado? Questi i pronostici*:

starwarsStar Wars: Il risveglio della forza (850 sale)
Media: 6.650.000
Mediana: 6.500.000
Media ponderata: 6.600.000

Gli ultimi tre capitoli di Star Wars non sono andati oltre i 10 milioni complessivi (per la precisione, La minaccia fantasma 10 milioni; L’attacco dei cloni 8,3 milioni; La vendetta dei Sith 8,4 milioni). La vendetta dei Sith, uscito venerdì 20 maggio 2005, aveva esordito con 2,9 milioni nei tre giorni del weekend. Ma qui le aspettative sono veramente molto diverse e non certo solo per il weekend lungo di 5 giorni. I pronostici spaziano dai 5,2 milioni ai 9 milioni.

Vacanze ai Caraibi (600 sale)
Media: 1.300.000
Mediana: 1.200.000
Media ponderata: 1.250.000

Non ritengo semplice trovare un valido punto di riferimento per questo ritorno (senza se e senza ma) al cinepanettone. Cito (giusto per la cronaca) l’ultima uscita prettamente natalizia di Christian De Sica, Colpi di fortuna (2013), che aveva aperto con 1,9 milioni nel primo weekend e chiuso con 11 milioni. Ma, ripeto, poco corretto per vari motivi. Pareri molto variegati, che oscillano da un minimo di 800.000 euro a 2,4 milioni.

Natale col boss (500 sale)
Media: 950.000
Mediana: 900.000
Media ponderata: 900.000

Lo scorso anno, Un natale stupefacente, uscito il 18 dicembre, aveva ottenuto 790.550 euro nei suoi primi quattro giorni, per poi chiudere il suo percorso con circa sei milioni. Qui si parte da 700.000 euro e si arriva a 1,8 milioni, con ben tre persone che puntano ai 800.000 euro.

Il ponte delle spie (300 sale)
Media: 850.000
Mediana: 800.000
Media ponderata: 800.000

Sicuramente, il paragone più corretto, visto che sempre di film di Spielberg si parla, è con Lincoln, che a fine gennaio del 2013 aveva aperto con 2 milioni, per arrivare a 6,5 milioni. Discretamente compatti i pronostici, da 660.000 euro a 1,1 milioni.

Irrational Man (300 sale)
Media: 850.000
Mediana: 850.000
Media ponderata: 850.000

L’anno scorso, Magic in the Moonlight aveva aperto con 1,4 milioni e si era fermato a 3,6 milioni, mentre due anni prima Blue Jasmine aveva fatto 1,2 milioni e chiuso con 4,1 milioni. E’ importante ricordare però che entrambi questi titoli avevano iniziato la loro avventura nella prima settimana di dicembre, mentre questo titolo si butta con decisione nella mischia natalizia. Qui pareri più variegati: si parte da 560.000 euro e si finisce con 1,5 milioni.

Quo vado? (circa 1.500 sale)
Media: 18.600.000
Mediana: 18.250.000
Media ponderata: 18.500.000

Sole a catinelle, uscito il 31 ottobre del 2013, aveva fatto 18,6 milioni nel suo primo fine settimana, ma qui l’esordio è venerdì primo gennaio (e, a scanso di equivoci, si punta su quanto farà nel weekend, quindi nei primi tre giorni). Particolarmente difficile capire quanto incideranno i giorni di festa (in tutti i sensi, perché magari anche lunedì 4 o martedì 5 sono festivi) sull’incasso dei tre giorni iniziali e infatti, con i pronostici, si parte da 16 milioni e si arriva a 26.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).


Le scommesse su Star Wars

starwarsSe ci fosse bisogno di un’ulteriore prova del grado di attesa isterica per l’uscita di Star Wars: Il risveglio della forza (e soprattutto le previsioni di incasso, che ormai vedono il fatto di battere qualsiasi record come una cosa scontata), ecco che abbiamo le scommesse di Stanley Bet sul film e sui relativi risultati al box office. Mettiamola così: la mia speranza è di aiutarvi a non farvi male economicamente. Queste le quattro opzioni su cui potete scommettere, con la relativa opzione (“sì” o “no”, se insomma pensate che questa ipotesi si concretizzi o meno) e la quota che vincete se scegliete la possibilità corretta:

Star Wars VII: sarà il film col maggior incasso di sempre?
Sì: 1.50
No: 2.25

Star Wars VII: otterrà più di 3 miliardi dollari di incasso?
Sì: 1.8
No: 1.8

Star Wars VII: diventerà il film col maggior incasso in italia nel 2015?
Sì: 1.07
No: 5.70

Star Wars VII: sarà il film col maggior incasso nel primo weekend?
Sì: 1.15
No: 4.00

Allora, la prima e la seconda sono sugli incassi mondiali, la terza sicuramente su quegli italiani, la quarta (mi pare di capire) anch’essa sull’Italia. Iniziamo da quest’ultima: se è quello che c’è scritto, ovunque fosse (anche negli Stati Uniti), è la più semplice, ovvio che sì, sarà il primo incasso del weekend rispetto alla concorrenza. Però ve la danno a 1.15, cioè puntate 100 euro per vincerne 15. Sarebbero soldi sicuri, ma pochi, fate voi. A meno che non ci si riferisse al record del weekend di maggiore incasso della storia negli Stati Uniti (cosa però non indicata dal relativo comunicato stampa che ho visto), attualmente detenuto da Jurassic World. E allora la quota sarebbe ben poco conveniente (informatevi su questo punto, è importante) e ‘coerente’ con le altre scommesse…

La terza ha le quote più assurde, nel senso che se anche Star Wars diventasse il film di maggiore incasso in Italia, voi scommettendo 100 euro ne prendete 7. Il punto è che non è certo una passeggiata: SW deve superare i 25 milioni di Inside Out, tutt’altro che scontato visto che la nuova trilogia questa cifra l’ha fatta sommando tutti i tre film (La minaccia fantasma 10 milioni; L’attacco dei cloni 8,3 milioni; La vendetta dei Sith 8,4 milioni). Tra l’altro, non è chiaro se si considererà l’incasso totale di SW o solo quello che fa entro il 31 dicembre. Io, considerando la quota di 5.70 del “no, non ce la farà”, vi invito caldamente (se proprio dovete scommettere) a metterci 10 euro (insomma, senza svenarvi) su questa opzione, nettamente la migliore del lotto.

Sulle altre due (quelle dei record mondiali), vi ricordo un punto fondamentale, legato ai primi due incassi della storia, Avatar (quasi 2,8 miliardi) e Titanic (quasi 2,2 miliardi, se invece non volete considerare la recente riuscita, ‘solo’ 1,8 miliardi). E’ infatti importante ricordare che questi titoli non sono neanche nei primi 60 weekend di esordio di sempre (Avatar ha fatto 77 milioni all’esordio negli Stati Uniti, Titanic addirittura ‘solo’ 28 milioni), quindi i loro record li hanno fatti tenendo dati incredibili per diverse settimane di seguito e non solo per un grande entusiasmo iniziale. Impossibile dire se Star Wars avrà questo tipo di passaparola e di pubblico ampio (non solo fan accaniti) che va/torna a vederlo più volte. Di sicuro, se scommettete sul sì, vi danno delle quote bassissime (1,50 per fare almeno 2,8 miliardi, a quel punto quasi meglio l’1,80 per farne 3) per il rischio che vi prendete, visto che, come detto, si tratta di battere dei record pazzeschi (basta ricordare che nessun altro film – a parte i due di Cameron – ha mai superato i due miliardi nel mondo).

Insomma, magari Star Wars fa 3,5 miliardi nel mondo e 35 milioni in Italia. Ma è più probabile che Stanley Bet farà ricchi soldi su questa isteria (beninteso, fanno benissimo a comportarsi così, non sono la Caritas), dando quote relativamente basse ai tanti che puntano a favore dei primati di Star Wars, persone che, se questi record non dovessero essere battuti, perderebbero i loro soldi. Si punta (e scusate se mi ripeto) sull’isteria mediatica, per cui Il risveglio della forza DEVE battere tutti i record possibili e immaginabili, altrimenti sarà una delusione. Follia, ma generalizzata purtroppo. Giocate consapevolmente, mi raccomando…


Un posizionamento perfetto

vacanzeaicaraibiUna delle cose che mi ossessiona (e di cui scrivo) da anni è il modo in cui si è abbandonato (da tutto il Mercato italiano) il cinepanettone. Stiamo parlando di un prodotto che per tanti anni ha significato il maggior incasso dell’anno e che, dopo Natale in Sudafrica, si è pensato non funzionasse più. Ricordo, giusto per capirci, che quel film ha incassato 18,6 milioni di euro, un risultato che, per quanto riguarda i film italiani, dal 2011 in poi soltanto Checco Zalone e Benvenuti al sud/nord hanno superato. Si era creato un prodotto che, per più di vent’anni, aveva funzionato costantemente e che non aveva eguali in nessun Paese nel mondo (vi sfido a trovarmi qualcosa di analogo) e poi si è pensato che non fosse più interessante per gli spettatori. Anche se fosse così, ma quel pubblico è morto? Non interessano proprio i 3-4 milioni di persone che andavano al cinema per quei titoli (e che poi continuano a vederli massicciamente in televisione, controllate la programmazione di Sky – e i relativi ascolti – se avete dei dubbi)?

Un’altra cosa che, in questi anni, mi ha sempre stupito (forse anche di più della mancata produzione di altri cinepanettoni classici) è il fatto che tantissimi attori comici (non solo ‘natalizi’, anzi) hanno sempre cercato di prendere le distanze da questo modello, con affermazioni del tipo “noi non facciamo comicità volgare” o “noi puntiamo a un tipo di comicità differente”. Mi è sempre sembrato, oltre che un sistema di ingraziarsi i giornalisti (sempre pronti a difendere la “commedia garbata”, forse l’ossimoro peggiore mai inventato da mente umana),  un modo (involontario, d’accordo) di criticare gli spettatori che andava a vedere questi prodotti. E siamo proprio sicuri che il pubblico generalista punti a commedie italiane sofisticate?

Bene, direi che è arrivata una svolta. Vi invito, in questo senso, a comprare il Sorrisi e canzoni uscito martedì scorso (fate ancora in tempo) e a studiarvelo bene. La copertina è dedicata a Vacanze ai Caraibi e nella foto c’è già tutto (accoppiata De Sica/Ghini più Argentero e Ilaria Spada, bella spiaggia sullo sfondo).

Iniziamo ad analizzare lo strillo di copertina: “Venite a vedere il nostro cinepanettone DOC: riderete fino a… Pasqua!”. Ovviamente, la parte fondamentale è “cinepanettone DOC”: nessun dubbio, nessuna vergogna, si ritorna alla gloria passata. E non si può dire che il concetto non venga ripetuto. Se infatti passiamo all’articolo vero e proprio, troviamo il titolo “Questo sì che è un vero cinepanettone”, per poi passare all’inizio del pezzo: “Natale 2015: ritorna il cinepanettone doc”. Roba che, anche se siete sotto quaalude tipo Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street, comunque il concetto lo dovete aver capito per forza.

Andiamo avanti. Avete qualche dubbio che il film vi porterà a vedere paesaggi e luoghi bellissimi (peraltro, in un periodo in cui molti non potranno permettersi di andare in vacanza)? Oltre alle palme e alla spiaggia che vedete nella foto dell’articolo, alla terza riga del pezzo trovate “e come tutti i cinepanettoni che si rispettino, ci porta in un luogo da sogno: Santo Domingo”. A proposito (anche se qualche giornalista storcerà la bocca all’ennesima ripetizione del termine, ma come diceva il barone De Coubertin, “estic***i”), lo avete capito che è un cinepanettone? Si prosegue poi con “i cinepanettoni sono notoriamente girati in luoghi esotici. Questo non fa eccezione. ‘E’ vero che andiamo in posti di vacanza bellissimi’, spiega De Sica”. Insomma, luoghi da sogno? Ceeeestanno.

E passiamo al protagonista Christian De Sica, con alcune sue dichiarazioni che vi consiglio di analizzare bene:

“Stavolta ho chiesto al regista Neri Parenti e agli sceneggiatori: ‘Se spingete l’acceleratore sulla comicità e sulla farsa, io torno volentieri a farlo’. E mi hanno accontentato”.

Traduzione: vi voglio far capire che, se anche non vi hanno convinto i miei ultimi film, questo torna alle origini e vi farà divertire come i cinepanettoni dei bei tempi.

“La commedia sofisticata lasciamola agli inglesi e non ci avventuriamo in esperimenti ibridi: il cinepanettone deve far ridere”.

Come avrebbe detto Nando Moriconi, “Questo lo damo al gatto, questo al sorcio, queste ammazzamo le cimici…”

“Una farsa, una commedia provocatoria e boccaccesca”.

Semo cafoni e non ce ne vergogniamo, claro?
Ecco, spesso sono convinto che i talent italiani vogliano assolutamente far notare la loro intelligenza e far sembrare i loro film molto più profondi di quello che sono realmente (con gravi danni se non siete un titolo che passa in concorso a Cannes, ma avete tra le mani una commedia popolare). Decisamente, non è questo il caso.

Per non farci mancare niente, l’articolo si conclude con gli attori che parlano delle vacanze ideali e ricordano i regali più o meno graditi. In poche righe, vengono utilizzate parole chiavi come: “cenone”, “famiglia”, “amici”, “regali”, “pranzo”, “mio padre”, “mio figlio”, “trenino”. Insomma, ricordi, tradizione e sentimenti, roba in grado di evocare suggestioni commoventi al 99,9% della popolazione mondiale occidentale, a meno che non siate cresciuti in una famiglia seguace di Bin Laden.

Ecco, se dovessi parlare di un perfetto posizionamento di un film recente, mi è difficile fare un esempio migliore. Si va verso il pubblico che ha fatto il successo del cinepanettone con forza e decisione. Il target è preciso, non si cerca di strizzare l’occhio alla casalinga di Voghera e a Nanni Moretti nello stesso momento. Niente pippe mentali e niente slogan creativi, perfetti magari per vincere qualche premio al Festival della pubblicità di Cannes, ma non per entrare nella testa del pubblico. Tradizione, semplicità, risate. E lo dimostra anche il poster, con la classica foto di gruppo tutti sorridenti, scritte di colore rosso (che fanno tanto Natale, ma anche comicità in generale), spiaggia e palme sullo sfondo un po’ fasulle. E’ il classico prodotto che tanti grafici amano odiare e prendere in giro, non comprendendo che è maledettamente efficace (come tanti altri poster per le commedie italiane poco ‘creativi’).

Tutto questo garantisce il successo? Ovviamente no, dipenderà dal pubblico e dobbiamo vedere se vuole tornare a vedere un prodotto del genere. Ma è sicuramente una scelta coerente, che cerca di ritrovare un pubblico un tempo enorme e che da cinque anni non è più servito con lo stesso ‘Menu’, che per decenni ha mangiato in maniera vorace.

Cosa mi aspetto? E’ importante sottolineare come i risultati di quest’anno non saranno certamente al livello di quei record (ma comunque sarei sorpreso se il film fosse distante dai 7-8 milioni complessivi, ossia un notevolissimo punto di partenza). Anche così – insomma, anche se non si superasse la soglia dei 10 milioni già quest’anno – l’importante, a mio avviso, sarebbe continuare a credere in questa strada. Sono convinto che, nello spazio di due anni (quindi, per Natale 2017), questo nuovo cinepanettone possa superare tranquillamente (e, a quel punto, costantemente) i 10-12 milioni. A quel punto, penso proprio che si tornerà (come capitava ai tempi del cinepanettone classico) a non avere più tre commedie italiane per Natale (anche considerando che il 1 gennaio arriva sempre qualche titolo fortissimo in questo genere, che sia Zalone, Siani o Un boss in salotto), ma solo due. Cosa che, ovviamente, non farà che rafforzare gli incassi di questo nuovo cinepanettone. Vedremo se sono impazzito o meno…