La tragedia del Gratis

In questi mesi, a leggere soprattutto i quotidiani, era tutto un elogio delle rassegne di cinema, delle arene all’aperto e di tanti Festival (alcuni dei quali escono sui mass media solo perché importanti registi italiani dicono qualcosa di significativo). Ma la parola d’ordine era un’altra: Gratis.
Sembra insomma che gli italiani non vogliano andare più in sala (falsissimo, come già scritto qui, visto che “resta la forma d’intrattenimento preferita dagli italiani”) e per questo ogni operazione, costi quel che costi (o meglio, non costi quello che non costi), è auspicabile per portare la gente di fronte a un grande schermo, che si tratti di arene e soprattutto Festival (un’infinità in ogni piazza). Ma se abbiamo deciso che vedere cinema fa bene all’umanità, perché allora non finanziare non solo le sale tradizionali, ma anche le piattaforme online? O perché non arrivare a dire (provocazione, ma che qualcuno avrà difficoltà a contestare) che la pirateria va bene? In effetti, è il sistema più efficiente per portare il cinema nelle case degli italiani a costo zero e senza dover fare nulla. 

Certo, chi propone film senza biglietto lo fa grazie ad accordi con gli aventi diritto e quindi è tutto perfettamente legale, ma questo come farlo capire al pubblico medio? Pubblico medio che, giustamente, non troverà facilmente comprensibile che andare in un’arena/Festival senza pagare sia un grande gesto di civiltà e di fratellanza, mentre scaricarsi un film sia una vergogna, visto che in entrambi casi non si mette mano al portafoglio. Ed è poi difficile sostenere ogni minuto che “con la Cultura si mangia”, se poi per far girare i soldi serve sempre l’intervento di Stato/regioni/comuni.

Poi, per chi vuole sostenere che l’esperienza condivisa in pubblico è fondamentale, allora richiedo un test documentabile sul fatto che, andando al cinema, si è fatto amicizia con chi è stato accanto a te e magari, assieme a lui, andati a fare volontariato (o almeno avete preso un cane o un gatto al canile). Io personalmente, al cinema non socializzo e anzi se la gente stesse zitta e non mangiasse popcorn, starei molto meglio (motivo per il quale, adoro andare al cinema di pomeriggio nei giorni feriali).

Sì, lo so, il Gratis può anche essere un modello di mercato, come insegna Chris Anderson. Ma qui non vedo nessuna idea di mercato, solo il tentativo di far girare un po’ di soldi (in particolare, nelle proprie tasche) con la scusa della Cultura gratuita a disposizione di tutti (tralascio il fatto che l’Italia è piena di musei ed eventi gratuiti a cui non va nessuno). E con l’impressione che la storia sia sempre la stessa: i film (e i registi) che già hanno mercato, fanno il tutto esaurito anche quando sono proposti gratuitamente; gli altri, tranne lodevoli eccezioni (come la rassegna di Moretti Bimbi belli, peraltro a pagamento, ma lì è da stabilire se il pubblico vuole vedere i registi esordienti o Nanni, io un’idea ce l’ho), stentano…


4 miti da sfatare

“Se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda”. Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa citazione de L’uomo che uccise Liberty Valance? Ecco, con il cinema italiano questo succede costantemente. Grazie anche al Rapporto 2014 curato dall’Ente dello spettacolo, vorrei analizzare quattro di questi miti.

miamadrePartiamo da quello che ha fatto più discutere questa estate, ossia le parole di Nanni Moretti sugli spettatori del cinema italiano e che hanno provocato forti discussioni sui mass media. Come solito, si ripropone un mito ormai decennale: “il pubblico non ama il cinema italiano”. Eppure, le statistiche europee dicono tutt’altro. L’anno scorso, eravamo dietro solo alla Francia come quota di cinema nazionale (27,2%), superando tutto il resto del continente. Certo, i dati di quest’anno non sono entusiasmanti (al momento, siamo al 21,3%), ma va detto che nei primi sette mesi e mezzo del 2014 (per avere un paragone calzante) eravamo al 21,1%, quindi la distanza non è enorme (anche se preoccupante, perché c’è il rischio di non arrivare al 25%). Ma basta un’annata brutta per decidere di buttare il bambino con l’acqua sporca (peraltro, con un 2016 che inizierà con lo sbarco del nuovo film di Zalone)? Allora, che ne dite del cinema francese? Nel primo semestre del 2014, la sua quota di mercato era del 48,4%. Nei primi sei mesi di quest’anno, è al 36,5% (fonte, CNC, http://www.cnc.fr/web/en/theater-admissions). Vi sentireste di dire che il pubblico francese mostra una forte disaffezione verso i propri film? Poi, come sempre in questi casi, c’è un cinema italiano che ha un buon rapporto con il pubblico e uno che non lo ha. Ma è ben altro discorso, che personalmente cerco di sviscerare andando a studiare, per esempio, i dati del cinema d’autore.

E, in generale, “gli italiani non amano andare al cinema”? Lo sostengono in molti, ma basta vedere le statistiche sugli intrattenimenti in Italia per capire che la situazione è diversa. Infatti, nel 2014, il 47,8% degli italiani è andato almeno una volta al cinema, contro il 25,2% che ha seguito un evento sportivo, il 19,4% che ha frequentato discoteche e locali da ballo, il 19% che ha seguito concerti (non classici) e il 18,9% per gli spettacoli teatrali. Poi, potremo discutere il vero problema (ossia il fatto che molta gente vada al cinema solo una volta all’anno o giù di lì), ma di certo il cinema in sala, come scrive giustamente il Rapporto 2014, “resta la forma d’intrattenimento preferita dagli italiani”.

In Italia tanti bei film non arrivano”. Di solito, a queste affermazioni, segue una frase tipo “perché i distributori dormono/sono poco coraggiosi”. Su quest’ultimo punto non mi metto a discutere (anche se è chiarissimo, a chi è intellettualmente onesto, che i distributori sono fin troppo coraggiosi, visto l’andamento del Mercato) ed è innegabile che ci siano prodotti (commerciali e festivalieri) che non trovano una distribuzione nel nostro Paese. Eppure, i titoli di prima visione distribuiti in sala nel 2014 da noi sono stati 470, un bel balzo in avanti rispetto ai 355 del 2009 (record negativo degli ultimi quindici anni) e il miglior risultato dal 2003 (quando era stata sfondata quota 500 film). Insomma, anche grazie a tante uscite-evento (di 2-4 giorni), aumenta la quantità e varietà di titoli che arrivano da noi. Senza considerare che, tra dvd, televisione satellitare/pay e distribuzione online (legale e illegale), ormai è veramente difficile sostenere che un film sia introvabile nel nostro Paese…

L’home video tradizionale è morto”. In realtà, l’home theater nel 2014 in Italia ha fatto segnare un giro d’affari di 350 milioni, rispetto ai 614 milioni di quello derivante dallo sfruttamento in sala. Certo, solo un decennio fa, l’home theater poteva vantare cifre ben superiori a quelli dei cinema in sala, ma non per questo i dati sopra esposti sono da buttar via. I veri problemi sono il fatto che il bluray non è mai diventato lo standard di riferimento (lo scorso anno, le vendite in questo formato sono state meno di un terzo rispetto al dvd), così come la crescita del video on demand, costante ma che dovrebbe essere più importante (nel 2014, rappresentava il 7,1% di tutto il reparto), anche semplicemente vedendo quello che succede negli Stati Uniti e in Inghilterra.


Cinema d’autore italiano: i risultati

Come sta andando il cinema d’autore italiano? Ogni sei mesi, cerco di raccogliere un po’ di dati, per capire come è l’andamento di questo settore. L’anno scorso, a metà giugno, la situazione era questa. Per analizzare i risultati del 2015, intanto guardiamo quali sono i primi venti film italiani dell’annata (raccolti a metà luglio):

youth5 SI ACCETTANO MIRACOLI ITA 01 Distribution € 15.469.691 2.351.971

11 YOUTH – LA GIOVINEZZA ITA Medusa Film S.P.A. € 5.783.350 917.291

14 MA CHE BELLA SORPRESA ITA Medusa Film S.P.A. € 5.243.101 834.926

18 ITALIANO MEDIO ITA Medusa Film S.P.A. € 4.105.344 625.591

20 SE DIO VUOLE ITA 01 Distribution € 3.954.005 639.943

21 NOI E LA GIULIA ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.928.869 638.599

23 MIA MADRE ITA 01 Distribution € 3.515.046 570.910

24 NESSUNO SI SALVA DA SOLO ITA Universal S.R.L. € 3.407.223 549.339

32 IL NOME DEL FIGLIO ITA Lucky Red Distrib. € 2.959.629 479.924

33 IL RACCONTO DEI RACCONTI – TALE OF TALES ITA 01 Distribution € 2.844.452 460.106

36 SEI MAI STATA SULLA LUNA? ITA 01 Distribution € 2.799.676 452.103

43 IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO ITA Medusa Film S.P.A. € 2.254.493 326.073

45 LATIN LOVER ITA 01 Distribution € 2.133.132 357.530

63 TORNO INDIETRO E CAMBIO VITA ITA 01 Distribution € 1.179.470 195.774

64 IL RAGAZZO INVISIBILE ITA 01 Distribution € 1.120.351 181.097

65 LA SCELTA ITA Lucky Red Distrib. € 1.097.314 177.418

71 NON C’E’ 2 SENZA TE ITA M2 Pictures S.R.L. € 966.566 154.899

72 UN NATALE STUPEFACENTE ITA Filmauro/Universal € 941.763 138.095

76 LA SOLITA COMMEDIA – INFERNO ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 769.803 115.865

79 MARAVIGLIOSO BOCCACCIO ITA Teodora Film S.R.L. € 683.239 124.900

Ci sono sicuramente degli aspetti molto positivi, a cominciare dalle posizioni in classifica e dagli incassi totali del cinema d’autore (o comunque, non comico). Intanto, quattro titoli autoriali nei primi 10 (ci metto anche Castellitto, anche perché certo non è una commedia), per un incasso complessivo in questa fascia di 15,5 milioni circa (l’anno scorso, a giugno, eravamo a 10 milioni con due titoli). Se aggiungiamo anche La scelta e Maraviglioso Boccaccio, arriviamo a 17,3 milioni complessivi. Insomma, un bel passo avanti rispetto ai circa 11 milioni del primo semestre 2014.

D’altro canto, c’è anche l’altro lato della medaglia. In effetti, considerando che i tre principali film d’autore italiani sono andati in concorso a Cannes, forse ci si poteva aspettare di più. Due di questi (Sorrentino e Moretti) chiuderanno sotto ai loro titoli precedenti, in particolare Moretti. Garrone ha fatto meglio del suo ultimo film, ma soprattutto perché Reality era uscito a fine settembre ed era andato male. D’altronde, il rischio è di fare dei paragoni superficiali (come se fosse una competizione sportiva) e direi che Sorrentino è comunque andato molto bene (rimane il regista d’autore italiano che ha fatto meglio con i suoi ultimi tre titoli), che Moretti se l’è cavata con una storia non facile e che il problema di Garrone non è tanto l’incasso (comunque il migliore per un suo titolo senza un fenomeno editoriale alle spalle), quanto il budget, di circa 11 milioni.

Ma considerando che questi film sono stati molto venduti all’estero, non è il caso di essere negativi, anzi. Di sicuro, un po’ come per il cinema di Don Siegel, si può vederla in due modi, giocando con i dati. Il cinema d’autore ha aumentato i suoi incassi e quindi è in ottima salute. I tre film italiani presentati a Cannes potevano andar meglio e quindi c’è da preoccuparsi. Scegliete voi la versione che vi piace maggiormente.

Io credo che alla fine dell’anno, i dati saranno migliori di quelli fatti segnare nel 2014 (circa 28 milioni complessivi per i film d’autore che hanno superato i 100.000 euro di incasso). Per ora, accontentiamoci e vediamo tra qualche mese se sarà effettivamente così…


Perché il cinema a scuola non ci salverà

Uno dei grandi miti che esistono nel cinema italiano, è la cosiddetta “educazione all’immagine”. Cos’è? Credo che anche i maggiori fautori della proposta, non saprebbero spiegarla bene. In generale, è l’idea che ai ragazzi (soprattutto a scuola) si debba insegnare cinema, anche se non si sa bene esattamente quale cinema e come.

youthL’idea è che, una volta ‘educati’, i ragazzi faranno la fila per i film peruviani e thailandesi. Mi è sempre sembrata una storia poco convincente, ma un episodio personale ha fornito una conferma al mio scetticismo. Il mese scorso, sono stato invitato a parlare a una platea di universitari che studiano cinema. Visto che è veramente difficile trovare qualcuno più ‘educato’ di chi ha deciso (di sua spontanea volontà) di studiare cinema per diversi anni, mi sembrava la platea ideale per capire se, effettivamente, l’educazione all’immagine cambia radicalmente le scelte di chi va al cinema. Quando però è stato chiesto alla platea (circa 30-40 persone) se avessero visto i film italiani in concorso a Cannes, solo 5-6 mani si sono alzate per ciascun titolo.

Ergo? Ergo, un campione interessante di persone che vivono di educazione all’immagine, in stragrande maggioranza avevano deciso di non vedere in sala il meglio che può offrire il cinema italiano d’autore contemporaneo. E meno male che non è stato chiesto quanti avessero visto il cinema d’autore italiano che magari incassa meno di un milione di euro. La situazione è ancora più preoccupante, se consideriamo che un conto è un diciottenne che decide consapevolmente di ‘educarsi’, un conto un quattordicenne obbligato a vedere film di Antonioni e Bergman (nulla contro questi due autori, ma in molti casi rischiano di non essere idonei a un pubblico di giovanissimi e temo invece che finirebbero in molti programmi di studio) contro la sua volontà, con il forte rischio che poi (di rigetto) veda solo Michael Bay e dintorni.

Personalmente, ho paura dei racconti personali presi come verità assoluta, in stile “mio nipote i film li vede sul tablet, ergo tutti i ragazzi li vedono solo così”, quindi sono il primo a non voler prendere questo episodio come se fosse vangelo. Però, pur nell’esiguità numerica del ‘sondaggio’, il dato mi sembra interessante.

Ora, le possibili risposte sono due. La prima è urlare all’apocalisse imminente e magari chiedere ancora più investimenti statali (magari per comprare biglietti gratuiti dei film ritenuti più meritevoli, così da darli ai ragazzi, con tanto di passaggio in taxi pagato per arrivare comodamente in sala).

La seconda, che è poi la mia modesta proposta, è cambiare totalmente approccio. Quello ufficiale, finora, è sempre stato improntato al principio “c’è qualcosa di sbagliato nel pubblico se non vuole vedere certo cinema di qualità”. E questo “qualcosa di sbagliato”, comunque, lo dovrebbe risolvere lo Stato e non noi addetti ai lavori.

Ma, a differenza di quello che sostengono tanti registi/sceneggiatori/produttori, non è proprio questione di ‘colpa’ o ‘sbagliato’. Noi offriamo loro un prodotto e loro (anche quelli più istruiti e volenterosi) spesso a quel prodotto non sono particolarmente interessati. Più che addossare la colpa ai ragazzi, la colpa è nostra che – quasi sempre – non sappiamo fare/vendere il cinema che loro vogliono. Christopher Nolan ci riesce. Quentin Tarantino anche. Non amo particolarmente Luc Besson, ma bisogna ammettere che il realizzatore francese è in grado di conquistare il pubblico mondiale parlando di temi non banali. Tante serie americane sono raffinate, ma in grado di conquistare un vasto pubblico. Ma d’altronde, secondo voi cosa è più semplice, dire che il popolo è bue o che non siamo capaci di soddisfare i loro bisogni culturali? Quindi, smettiamola. Il problema non sono gli spettatori. Siamo noi…


Un box office dominato dai film evento?

cinquantasfumatureDa molto tempo, affermo che il pubblico cinematografico si sta spostando sempre più verso i film evento, tralasciando il resto dell’offerta e quindi non sostenendo (inconsciamente) una maggiore varietà di scelta. Qualche giorno fa, tuttavia, mi è venuto un dubbio: su cosa sto basando questa mia certezza? Sinceramente, era un’impressione, ma che non avevo mai verificato realmente. E’ arrivato quindi il momento di farlo. Ho preso le ultime quindici annate complete (del 2015 parlo in fondo, ma non essendo terminato i dati sono fuorvianti) e per ognuna di esse ho calcolato gli incassi completi, quelli dei primi 10 titoli in classifica e quelli dei primi 20. Visto che gli incassi totali possono variare sensibilmente di anno in anno, il dato veramente importante è la percentuale tra i primi 10/20 e il totale, per capire quanto degli incassi complessivi è dovuto ai film più forti.

Va detto che, più andiamo indietro con gli anni, più i dati di incasso sono incompleti, ma considerando la nostra finalità principale (sapere quanto incidono i top 10 e 20 sul totale), questo non è un grosso problema. Ecco quindi i dati:

2014
Incassi totali: 574,5M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 108M / 18,7%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 183M / 31,8%

2013
Incassi totali: 617,9M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 169,7M / 27,4%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 251,6M / 40,7%

2012
Incassi totali: 608,6M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 169,9M / 27,9%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 257,4M / 42,2%

2011
Incassi totali: 660,7M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 177,8M / 26,9%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 273,7M / 41,4%

2010
Incassi totali: 734,6M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 232,8M / 31,6%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 335,9M / 45,7%

2009
Incassi totali: 622,8M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 169,1M / 27,1%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 264,1M / 42,4%

2008
Incassi totali: 593,8M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 136,1M / 22,9%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 222,8M / 37,5%

2007
Incassi totali: 617,1M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 175,2M / 28,3%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 271,2M / 43,9%

2006
Incassi totali: 546,5M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 162,2M / 29,6%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 234,3M / 42,8%

2005
Incassi totali: 536,5M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 142,5M / 26,5%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 223,1M / 41,5%

2004
Incassi totali: 577,6M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 162,2M / 28%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 248,8M / 43%

2003
Incassi totali: 523,2M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 151,8M / 29%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 231,2M / 44,1%

2002
Incassi totali: 525M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 168M / 32%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 240,4M / 45,7%

2001
Incassi totali: 475,6M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 124,2M / 26,1%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 192,8M / 40,5%

2000
Incassi totali: 416,2M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 98,6M / 23,6%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 155,4M / 37,3%

Già questi dati (soprattutto la percentuale che indica quanto incidono i primi 20) forniscono un quadro interessante. Per capire meglio le tendenze, calcoliamo le percentuali facendo la media ogni cinque anni, così da vedere come si sta evolvendo il cinema, ma senza limitarci alle singole annate, che ovviamente possono avere fenomeni particolari che alterano profondamente i dati:

2000-2004
Percentuale primi 10 rispetto al totale: 27,7%
Percentuale primi 20 rispetto al totale: 42,1%

2005-2009
Percentuale primi 10 rispetto al totale: 26,8%
Percentuale primi 20 rispetto al totale: 41,6%

2010-2014
Percentuale primi 10 rispetto al totale: 26,5%
Percentuale primi 20 rispetto al totale: 40,3%

Insomma, è chiaro che stavo portando avanti una leggenda metropolitana. In effetti, concentrandoci sui quinquenni, vediamo non solo che l’incidenza dei film evento non è aumentata, ma è leggermente diminuita. Colpa anche di un 2014 particolarmente debole di filmoni, ma in ogni caso la tendenza è chiara e diversa da quanto pensavo.

Basta considerare i dati del 2002 e del 2003, annate in cui i top 20 incidevano rispettivamente per il 45,7% e il 44,1%, risultati che solo nel 2010 sono stati eguagliati. Se vogliamo però notare una differenza interessante, i dati record del 2010 sembrano indicare che per fare grossi incassi totali serve il contributo di film fortissimi, mentre così non è per il 2002 e il 2003 (basta far notare come il 2004 abbia degli incassi più alti in assoluto, ma una percentuale inferiore di incidenza dei migliori 10/20). Va anche detto che i dati del 2015 (fino al 28 giugno) sembrano indicare un forte aumento dell’importanza dei film evento. Questi infatti i risultati:

2015
Incassi totali: 329M
Incassi primi 10 e percentuale sul totale: 136,2M / 41,3%
Incassi primi 20 e percentuale sul totale: 183,4M / 55,7%

Importante precisare che ogni confronto tra il 2015 e le altre annate è pericoloso, perché nel periodo gennaio-giugno le percentuali si alzano notevolmente rispetto a tutto l’anno, per una semplice ragione statistica (più ristretto il periodo preso in esame, maggiore l’incidenza dei principali titoli). Ma anche se, come tutto lascia supporre, avremo un 2015 in cui le persone si concentrano soprattutto su un numero ristretto di titoli, la tendenza generale degli ultimi 15 anni non è questa (e quindi, converrà aspettare eventuali conferme nel 2016 e 2017). Poi, potremo dire che sono percentuali comunque troppo alte, rispetto al passato o ad altri Paesi (peraltro, è veramente difficile fare un confronto statisticamente serio, io non ci provo neanche) o che questa propensione ai titoli evento vale per il cinema d’autore (anche qui è complicato essere precisi). Ma sarebbe un altro discorso…


I pronostici del weekend

Dopo Jurassic World due settimane fa, arriva un altro blockbuster importante, Ted 2. Non c’è dubbio su chi trionferà questo weekend, ma sarà interessante vedere come si comporteranno le altre due nuove uscite più forti, Ruth & Alex e Big Game. Importante: questa rubrica (anche per via di una stagione estiva che al massimo offre un film importante a settimana) si prende una pausa e riprenderà a settembre. Questi i pronostici*:

ted2Ted 2 (570 copie)
Media: 2.400.000
Mediana: 2.650.000
Media ponderata: 2.550.000

Il film originale aveva aperto con 2,5 milioni nel primo weekend, per arrivare poi a un totale di ben 11 milioni. Vero anche che usciva a inizio ottobre 2012, ma Jurassic World ha appena dimostrato (semmai ce ne fosse stato bisogno) che un film importante va bene a anche a giugno. I pronostici variano da 1,6M a 2,9M, ma la maggior parte sono orientati verso i 2,6M-2,9M.

Ruth & Alex (190 copie)
Media: 240.000
Mediana: 235.000
Media ponderata: 225.000

C’è un precedente interessante per valutare questo film, ossia Mai così vicini, che peraltro aveva lo stesso distributore (Videa). Il film aveva aperto con 295.144 euro nel suo primo weekend (7-10 luglio, quindi anche più in là nell’estate), chiudendo poi a poco più di un milione di euro. I nostri pronostici spaziano da un minimo di 185.000 a un massimo di 310.000 euro.

Big Game (180 copie)
Media: 180.000
Mediana:150.000
Media ponderata: 150.000

Qui, si oscilla tra i 140.000 e i 320.000 euro.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).


I pronostici del weekend

Dopo uno straordinario esordio (in Italia e nel mondo), è facile pronosticare che Jurassic World manterrà il primato anche in questo fine settimana ed è per questo che lo ritrovate anche oggi. Ma la nuova uscita più importante è Torno indietro e cambio vita, che tenta di allungare la stagione per i film italiani forti, che normalmente non escono in estate. Chiude il quadro che abbiamo preso in considerazione il cartone Albert e il diamante magico. Questi i pronostici*:

jurassicworldJurassic World (circa 800 copie)
Media: 3.100.000
Mediana: 3.000.000
Media ponderata: 2.900.000

Nel 2001, al suo secondo weekend, Jurassic Park III aveva conquistato circa 1,1 milioni di euro, perdendo quindi intorno al 45% rispetto al primo fine settimana. Simile a questo dato la media dei nostri pronostici, che comunque variano tra i 2,5M e i 3.750.000.

Torno indietro e cambio vita (400 copie)
Media: 730.000
Mediana: 675.000
Media ponderata: 650.000

Gli ultimi due film dei Vanzina, Un matrimonio da favola e Sapore di te, avevano fatto rispettivamente 600.005 e 1.016.743 euro nei loro primi weekend, uscendo però ad aprile e gennaio 2014. C’è quindi molta curiosità su questa uscita estiva e su quanto potrà fare, ricordandoci che i Vanzina erano stati i primi, anni fa, a uscire con dei “cinecocomeri”. I pronostici spaziano dai 625.000 ai 900.000 euro.

Albert e il diamante magico (250 copie)
Media: 215.000
Mediana: 180.000
Media ponderata: 180.000

Per questo cartone, le oscillazioni sono tra i 115.000 e i 350.000 euro.


Dobbiamo iniziare a preoccuparci?

Sono sempre stato molto scettico verso un certo catastrofismo imperante quando si parla di risultati in sala. Di solito, dipendono dall’utilizzare dei parametri non oggettivi e dei dati che fanno comodo per raccontare una certa storia, che ovviamente tira di più se è negativa.

Va detto però che, quando in un’annata ancora positiva e in crescita per quanto riguarda la frequentazione delle sale, la quota di cinema italiano scende (sia in percentuale che, semplicemente, come numero di biglietti venduti/incassi in assoluto), allora qualche domanda dobbiamo farcela.

Vediamo un po’ di dati. Al 15 giugno, rispetto all’analogo periodo del 2014, si sono venduti 48,9 milioni di biglietti (47,3 milioni nel 2014) e incassati 315,9 milioni di euro (erano 294,6 l’anno scorso), con un aumento del 3,34% per quanto riguarda le presenze e del 7,25% a livello di risultato economico.

youthIl primo problema è la quota di cinema nazionale, che quest’anno è al 23,20% come presenze e al 22,56% come incasso. Nel 2014, eravamo rispettivamente al 25,57% e al 25,04%. Tanto per capirci, l’anno scorso, al 15 giugno, i film italiani occupavano il primo, quarto e sesto posto dei maggiori incassi dell’anno. Nel 2015, nella top ten c’è solo un titolo nostrano, Si accettano miracoli, quinto. La differenza è sostanzialmente tutta qui, ossia circa 15 milioni di euro, in effetti, che avrebbero portato la quota del cinema italiano intorno al 28%. Ma, per capire meglio il calo di film evento italiani quest’anno, in grado cioè di portare la gente al cinema in massa, qualche semplice dato storico, considerando i risultati del primo semestre di questo millennio. Nel 2013 c’erano tre film nella top 10, mentre in annate come il 2012, 2010, 2007 e 2006 addirittura quattro. Meno bene nel 2009 e nel 2004 con due titoli. Annata storica e memorabile il 2011, con sei titoli italiani nei primi 10 e ben quattro nei primi 5, seguita dal 2008, che vedeva 5 pellicole nazionali. Unica altra volta, negli ultimi 10 anni, che abbiamo un solo titolo, è il 2005. Dobbiamo tornare al 2002 e 2003 per notare dati peggiori, visto che in quelle annate non c’erano film italiani.

Insomma, siamo tornati indietro di dieci anni, a un periodo in cui il cinema italiano non aveva molta presa sul pubblico e che speravamo non dovesse ritornare. Va detto, per correttezza e precisione, che qui stiamo parlando solo di titoli nella top ten, considerando che nel primo semestre 2005 il cinema nostrano aveva una quota inferiore al 20% e che nel 2002-2003 eravamo incredibilmente sotto al 10%. Cifre che è importante ricordare, visto che l’anno scorso si parlava di un 26-27% come se fosse un’ecatombe mai vista.

Il problema è che i prossimi mesi non promettono un’inversione di tendenza forte. I campioni del cinema d’essai italiano sono tutti usciti e in dirittura d’arrivo per quanto riguarda i loro risultati in sala (anche Sorrentino ormai può aspirare ad arrivare sui sei milioni, difficile andare molto oltre). Anche a essere ottimisti, è molto difficile pensare che i film veneziani (e in generale le uscite d’essai del secondo semestre) possano ottenere dati stratosferici.

Capitolo commedie. Sicuramente alcuni prodotti quest’anno potevano fare di più, ma quello che mancherà enormemente è Checco Zalone, spostato al primo gennaio. Sono almeno 40 milioni di euro che non arriveranno nel 2015 per il cinema italiano. E se era impossibile di base che riuscissero a offrire una valida alternativa a livello economico (anche sommando i risultati di più film) al solo Zalone, non è neanche sicuro che ottengano risultati straordinari. Di certo, quest’anno Siani ce lo siamo già giocati (e ringraziamolo, altrimenti…) e non avremo neanche film di Luca Miniero, Aldo, Giovanni e Giacomo e Verdone (quest’ultimo, quasi sicuramente in uscita nel 2016). Dal cinepanettone, dopo il calo dell’anno scorso, non è il caso di aspettarsi miracoli. Insomma, situazione non facile.

A scanso di equivoci, meglio ricordare che il 2015 non smentisce il fatto indiscutibile che le commedie trainano sempre il box office italiano, considerando che sono commedie 5 dei primi 6 incassi dell’anno e 7 dei primi 10. Numeri leggermente meno sbilanciati sulla commedia rispetto ad altre situazioni, ma anche perché 3 film italiani in concorso a Cannes non sono proprio cosa che capita tutti gli anni.

Per finire, la cosa che mi preoccupa è lo sbilanciamento sempre più forte verso i film evento, sia per quanto riguarda il cinema più commerciale che quello d’essai. Quest’anno sei titoli (50 sfumature di grigio, American Sniper, Fast & Furious 7, Avengers: Age of Ultron, Si accettano miracoli, Cenerentola) hanno incassato più di 14 milioni (ossia, quanto aveva fatto Maleficent, maggior incasso del 2014) e Jurassic World è sulla buona strada per essere il settimo. A leggere solo questi dati, dovremmo pensare a un fortissimo aumento di presenze generali al cinema, ma in realtà, come sottolineato sopra, l’aumento è stato contenuto a poco più del 3%. Insomma, la gente non va al cinema, va a vedere un ristrettissimo numero di titoli forti. E lo stesso avviene per il cinema d’essai, visto che il primo titolo italiano d’autore (Youth di Sorrentino, che chiuderà vicino ai sei milioni) incasserà a fine corsa sei volte tanto il quinto (La scelta) e trenta volte il decimo (I bambini sanno).

Insomma, la gente vuole film evento, che si tratti di popcorn movie o di qualità. Saremo in grado di darglieli a livello di produzione italiana? Probabilmente sì, ci siamo sempre riusciti, anche quando sembravamo morti. Ma quest’anno qualcosa è mancato…


I pronostici del weekend

Visto che è un periodo in cui la gente va meno al cinema, arriva al momento giusto Jurassic World, che sbarca in ben 810 sale e ovviamente vincerà il fine settimana. L’unica altra uscita sopra le 100 copie è Wolf Creek 2, che sarà disponibile in 155 sale. Questi i pronostici*:

jurassicworldJurassic World (810 copie)
Media: 3.400.000
Mediana: 3.800.000
Media ponderata: 3.700.000

Non so quanto senso abbia risalire al 2001 (anche considerando che i dati saranno incompleti), ma tanto vale citare i risultati del terzo (e, prima di questo, ultimo) capitolo della saga. Jurassic Park III aveva raccolto 5,3M totali e circa 2 milioni nel suo primo fine settimana. Ben tre pronostici puntano a 3,8 milioni, la previsione minima è di 1,3M, la massima di 4,5M.

Wolf Creek 2 (155 copie)
Media: 255.000
Mediana: 170.000
Media ponderata: 165.000

Il primo Wolf Creek aveva ottenuto in Italia, nel 2005, 136.604 euro totali, con un weekend d’esordio da 75.342. I pronostici variano da un minimo di 115.000 a un massimo di 700.000 euro.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).


I pronostici del weekend

E’ il weekend di Fury, che ha già aperto due giorni fa, incassando finora circa 600.000 euro, risultato fantastico in questo periodo. Ma è anche il fine settimana in cui arrivano La risposta è nelle stelle, Insidious 3 e Le regole del caos. Questi i pronostici*:

furyFury (400 copie)
Media: 1.200.000
Mediana: 1.000.000
Media ponderata: 975.000

Il film ha già aperto martedì con un risultato ottimo, circa 420.000 euro, proseguendo di mercoledì con altri 175.712. I pronostici per il weekend (giovedì-domenica) sono decisamente variegati, considerando che si passa da un minimo di 800.000 euro a un massimo di 2.100.000.

La risposta è nelle stelle (300 copie)
Media: 590.000
Mediana: 520.000
Media ponderata: 550.000

Con un titolo che chiaramente cita il grande successo (italiano e internazionale) Colpa delle stelle, i pronostici variano molto, passando da un minimo di 350.000 euro a un massimo di un milione.

Insidious 3 (200 copie)
Media: 515.000
Mediana: 480.000
Media ponderata: 470.000

Va ricordato che il secondo capitolo della saga aveva raccolto 733.467 euro nel suo primo weekend e circa 1,5 milioni in totale. Questo terzo capitolo ha aperto ieri con 62.781 euro. Anche qui, grossa differenza di giudizi, dai 300 ai 700.000 euro.

Le regole del caos (150 copie)
Media: 250.000
Mediana: 230.000
Media ponderata: 220.000

Il film con Kate Winslet spazia da 120 a 425.000 euro.

* I pronostici del weekend vengono realizzati grazie alle ipotesi fatte da una ventina di addetti ai lavori, che non sono obbligati a partecipare tutti i weekend, così come non bisogna per forza esprimere un pronostico per tutti i film (peraltro, già di base non chiedo i pronostici su tutte le uscite del fine settimana, ma mi limito a quelle più importanti).
Prendendo tutti questi pronostici che mi vengono inviati, ogni giovedì mattina faccia la media e la pubblico sul mio blog. C’è un limite di voti (almeno 4) per pubblicare la media, altrimenti non la considero molto affidabile e non verrà resa pubblica. Ovviamente, per quanto riguarda gli addetti ai lavori che partecipano e che sono direttamente interessati a un film, non viene conteggiato il loro pronostico. Inoltre, pubblico la mediana e una media ponderata (da cui elimino dei pronostici estremi).