Il crollo del cinema d’autore in Italia

Chiunque mi conosca (di persona o semplicemente leggendo quello che scrivo su questo blog e su Facebook) sa che non tendo a essere catastrofista per partito preso e magari solo per fare uno strillo forte che attiri l’attenzione. Mi scuserete quindi per il titolo utilizzato per questo articolo, ma credo proprio che non sia fuori luogo, come dimostreranno i numeri qui sotto.

giovanefavolosoQualcuno si ricorderà di questo articolo, in cui cercavo di ‘valutare’ l’impatto economico del cinema d’autore in Italia nel 2013, sommando i suoi incassi. Calcolando tutto, eravamo sui 38-40 milioni di euro circa, dato che giudicavo già insufficiente.

Anche se l’anno non è ancora finito, il fatto che non usciranno più pellicole d’essai ci porta a poter già ragionare sui dati a nostra disposizione, considerandoli definitivi (se proprio volete, aggiungete un 50-100.000 euro ai risultati de Il giovane favoloso, da qui a fine dicembre). E, purtroppo, c’è poco da dire, siamo nel dramma puro (e no, non mi riferisco al genere di tante pellicole d’autore).

Prendiamo gli stessi criteri dell’altra volta, ossia i film che hanno superato i 100.000 euro di incasso. L’anno scorso erano 302, quest’anno siamo (al momento) a 296. Quest’anno ho evitato di inserire commedie, anche se su alcuni titoli si può discutere decisamente (anche la commedia può essere d’essai, per carità). Questi tutti i film italiani nei primi 100, in grassetto l’essai (il primo numero è relativo alla posizione in classifica assoluta, l’ultimo al numero degli spettatori):

2 UN BOSS IN SALOTTO ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 12.308.255   1.888.106

5 SOTTO UNA BUONA STELLA ITA Filmauro/Universal € 10.312.707   1.653.426

10 TUTTA COLPA DI FREUD ITA Medusa Film S.P.A. € 7.928.490   1.279.902

11 ANDIAMO A QUEL PAESE ITA Medusa Film S.P.A. € 7.866.483   1.278.620

19 IL GIOVANE FAVOLOSO ITA 01 Distribution € 6.166.672   1.059.179

22 LA SCUOLA PIU’ BELLA DEL MONDO ITA Universal S.R.L. € 5.812.416   925.544

23 IL CAPITALE UMANO ITA 01 Distribution € 5.750.650   947.051

26 SCUSATE SE ESISTO! ITA 01 Distribution € 5.301.976   836.910

35 ALLACCIATE LE CINTURE ITA 01 Distribution € 4.655.340   771.528

38 SMETTO QUANDO VOGLIO ITA 01 Distribution € 4.032.883   668.671

40 CONFUSI E FELICI ITA 01 Distribution € 3.849.064   603.787

41 E FUORI NEVICA! ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.843.160   638.429

54 UNA DONNA PER AMICA ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.010.540   483.363

56 AMICI COME NOI ITA Medusa Film S.P.A. € 2.945.618   487.324

59 IL RICCO, IL POVERO E IL MAGGIORDOMO ITA Medusa Film S.P.A. € 2.725.490   405.912

69 FRATELLI UNICI ITA 01 Distribution € 2.181.399   357.135

71 IL MIO AMICO NANUK (MIDNIGHT SUN) ITA Medusa Film S.P.A. € 2.160.475   343.917

75 OGNI MALEDETTO NATALE ITA 01 Distribution € 2.026.928   311.472

78 SAPORE DI TE ITA Medusa Film S.P.A. € 1.913.801   307.338

79 SOAP OPERA ITA Medusa Film S.P.A. € 1.898.656   294.983

80 COLPI DI FORTUNA ITA Filmauro/Universal € 1.873.727   284.705

82 WINX CLUB – IL MISTERO DEGLI ABISSI ITA 01 Distribution € 1.813.634   319.560

83 UN MATRIMONIO DA FAVOLA ITA 01 Distribution € 1.803.552   301.970

87 UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE ITA 01 Distribution € 1.725.053   357.832

88 TUTTO MOLTO BELLO ITA Medusa Film S.P.A. € 1.649.476   253.597

90 LA GENTE CHE STA BENE ITA 01 Distribution € 1.571.873   253.484

100 LA SEDIA DELLA FELICITA’ ITA 01 Distribution € 1.475.413  275.419

Siamo a 16,6 milioni complessivi per i tre titoli d’essai presenti nella top 100. L’anno scorso avevamo due titoli nostrani d’autore nei primi venti e i primi tre titoli ottenevano complessivamente 20,4 milioni, mentre tutti i sei titoli che erano nella top 100 arrivavano a poco più di 28 milioni. Inutile dire che già qui la differenza è enorme, più di dieci milioni, e da sola basta a spiegare tutto il calo dell’essai da un anno all’altro. Così come basta dire che, oltre ai tre primatisti Martone-Virzì-Ozpetek (che sono l’equivalente – perdonatemi il paragone, più statistico che artistico – di Tornatore-Sorrentino-Salvatores), non ci sono altri titoli nei primi 100. L’anno scorso, c’erano La mafia uccide solo d’estate (3,3M, è presente come proseguimento anche nel 2014), Viva la libertà (2,3M) e Viaggio sola (1,8M). Quest’anno, insomma, solo fenomeni importanti (e comunque, con budget molto impegnativi) e poi il vuoto. Giusto per la cronaca, l’anno scorso c’erano 17 commedie italiane nei primi cento incassi, quest’anno sono 22. Fenomeno spiegabile anche con lo spazio lasciato dalla mancanza di Zalone, ma certo non sembra un segnale che il pubblico italiano non voglia più commedie. Passiamo alle posizioni 101-200:

104 UN FANTASTICO VIA VAI ITA 01 Distribution € 1.420.402 218.518

105 INDOVINA CHI VIENE A NATALE? ITA Medusa Film S.P.A. € 1.352.232 207.156

108 LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE ITA 01 Distribution € 1.317.360 259.100

110 TORNERANNO I PRATI ITA 01 Distribution € 1.273.167 215.179

112 MA TU DI CHE SEGNO 6? ITA Lucky Red Distrib. € 1.250.965 192.830

129 LE MERAVIGLIE ITA Bim Distrib. S.R.L. € 1.034.637 179.163

141 ANIME NERE ITA Good Films € 889.535 152.728

143 I NOSTRI RAGAZZI ITA 01 Distribution € 862.657 148.711

147 PEREZ. ITA Medusa Film S.P.A. € 841.675 142.351

150 TI RICORDI DI ME? ITA 01 Distribution € 786.489 132.648

154 LA MOSSA DEL PINGUINO ITA Videa-Cde S.P.A. € 744.315 120.172

157 SONG’E NAPULE ITA Microcinema S.P.A. € 725.640 133.503

158 UN RAGAZZO D’ORO ITA 01 Distribution € 718.903 123.856

161 QUANDO C’ERA BERLINGUER ITA Bim Distrib. S.R.L. € 695.790 118.618

164 LA BUCA ITA Lucky Red Distrib. € 671.918 114.785

178 MALDAMORE ITA Bolero Film Distr. S.R.L. € 560.187 93.185

179 LA GRANDE BELLEZZA ITA Medusa Film S.P.A. € 552.896 93.891

189 LA TRATTATIVA ITA Bim Distrib. S.R.L. € 433.057 73.605

193 TI SPOSO MA NON TROPPO ITA Teodora Film S.R.L. € 411.475 62.913

194 NOI 4 ITA 01 Distribution € 409.923 70.469

In questa fascia ho avuto alcune difficoltà sul ‘collocamento’ di alcuni film, diciamo che ho inserito Perez nell’essai per la partecipazione a Venezia (ma sarebbe il caso di considerarlo semplicemente un film di genere), su altri titoli ha prevalso l’effetto ‘commedia’ (Song e La buca). Possiamo discuterne, ovviamente. Così facendo, comunque, arriviamo a 8,3 milioni con 10 titoli. Nel 2013, i titoli erano stati 8, per un totale di 8,1 milioni, quindi c’è poco da essere soddisfatti, considerando che, vista la mancanza di prodotti nella top 100, in questa fascia avremmo dovuto registrare un forte aumento.

E arriviamo alle posizioni 201- 296:

205 ANITA B. ITA Good Films € 323.924 81.060

207 BUONI A NULLA ITA Bim Distrib. S.R.L. € 316.086 53.468

212 CUCCIOLI – 3D – IL PAESE DEL VENTO ITA 01 Distribution € 308.314 52.656

213 AMBO ITA Microcinema S.P.A. € 306.200 57.758

215 IO STO CON LA SPOSA ITA Cineama Distr. S.R.L. € 303.371 55.786

218 PANE E BURLESQUE ITA 01 Distribution € 291.117 50.793

219 MUSEI VATICANI 3D – LA GRANDE ARTE AL CINEMA ITA Nexo Digital S.P.A. € 290.875 32.502

222 IN GRAZIA DI DIO ITA Good Films € 276.182 56.532

225 MODA’ – COME IN UN FILM ITA Nexo Digital S.P.A. € 263.882 26.874

227 BELLUSCONE – UNA STORIA SICILIANA ITA Parthenos S.R.L. € 260.550 45.568

232 LA GRANDE STAGIONE LIVE 2013-2014 ITA Microcinema S.P.A. € 241.753 23.023

239 SENZA NESSUNA PIETA’ ITA Bim Distrib. S.R.L. € 212.807 33.992

242 E FU SERA E FU MATTINA ITA Indipendenti Regionali € 206.606 36.502

245 IL VENDITORE DI MEDICINE ITA Ist. Luce Cinecitta’ S.R.L. € 204.357 43.690

248 LA NOSTRA TERRA ITA Visionaria Film Distr. S.R.L. € 199.303 39.188

262 LA GRANDE STAGIONE LIVE & SPECIAL 2014-2015 ITA Microcinema S.P.A. € 159.299 14.629

268 ARANCE E MARTELLO ITA Fandango S.R.L. € 151.176 25.331

287 LA LUNA SU TORINO ITA Academy Two Distr. S.R.L. € 111.344 21.198

291 MIO PAPA’ ITA Mediterranea Prod. € 109.197 18.046

295 SOLE A CATINELLE ITA Medusa Film S.P.A. € 101.193 20.032

296 PICCOLA PATRIA ITA Ist. Luce Cinecitta’ S.R.L. € 101.012 21.093

Nota: è possibile/probabile che entro l’anno arrivino a 100.000 euro Se chiudo gli occhi non sono più qui (attualmente è a 92.865, ma sta reggendo molto bene), Le cose belle (che è a 97k) e La mia classe (99k), ma ovviamente il discorso generale non cambia.  Nel 2013, in queste posizioni avevamo 10 titoli d’autore, con quasi 2 milioni di euro complessivi, qui siamo a 2,6 milioni (probabilmente, come detto, chiuderemo a 2,8-2,9M), anche qui aumento dovuto alla mancata presenza di più titoli (e con più soldi) nelle fasce più alte. Da notare come alcuni eventi (l’opera e il documentario sui Musei Vaticani) ormai rappresentino un elemento importante in questa fascia di titoli.

Insomma, in generale un calo evidentissimo, con 27,7 milioni rispetto ai 38 circa dell’anno scorso, calcolati sui film che hanno ottenuto più di 100.000 euro. A essere generosi, probabilmente siamo intorno ai 30 milioni per tutto il comparto d’essai dell’anno, rispetto ai 40 dell’anno scorso. Il fatto che i primi tre titoli abbiano raccolto complessivamente 16,6 milioni e rappresentino quindi il 55% del totale d’essai, è un altro bruttissimo segnale, visto che già il 50% circa che avevano fatto nel 2013 mi sembrava molto preoccupante. Insomma, due-tre titoli forti che attirano un pubblico ampio (dando anche l’impressione che ci sia un interesse generale nell’essai) e poi?

Per onestà intellettuale, va detto che il box office del 2014 è in calo rispetto a quello del 2013 (al momento, siamo a quasi -7% per quanto riguarda il botteghino), ma la flessione del cinema d’autore è decisamente di portata più importante. Peraltro, visto che la grande differenza negli incassi tra un anno e l’altro è stata l’assenza di Zalone, non si vede perché dovrebbe inficiare il tipo di cinema più ‘impegnativo’.

Sempre per onestà intellettuale, va detto che, l’anno prossimo, con l’arrivo dei nuovi prodotti di Sorrentino, Moretti e Garrone, le cose potrebbero andare meglio (ma anche, chissà, ripetere i 16 milioni ottenuti dai migliori essai di quest’anno). Insomma, si potrebbe anche pensare che i titoli di punta di quest’anno abbiano funzionato un po’ meno bene dell’anno scorso e spiegarla semplicemente così, ma temo che il problema sia più grave. Il problema di un pubblico che cala continuamente (perché, scusate la franchezza, muore o non riesce più a uscire di casa), senza che avvenga il ricambio generazione che tutti speriamo. E, soprattutto, invito tutti a non concentrarsi tanto sui titoli di maggiore incasso, quanto su quell’ampia fascia di prodotti che ormai incassa meno di un milione. Ossia, tutte le uscite d’essai del 2014 con l’eccezione di cinque titoli (non è un modo di dire denigratorio, sono proprio SOLO cinque ad aver raccolto più di un milione). Per tutti quelli che si preoccupano della sostenibilità delle commedie commerciali, sarei curioso di sapere come fanno tanti film d’autore con budget (almeno, quello dichiarato) di 1-2 milioni a sopravvivere con quelle cifre. Di certo, non con le proprie gambe.

Soluzioni? Una medicina per risolvere facilmente la situazione non c’è. Sicuramente, una cosa che si può iniziare a fare, sarebbe evitare di accendere i riflettori solo sui casi di successo, come sta avvenendo da due mesi con Il giovane favoloso. Successo straordinario, ma un trionfo di Martone, Germano, Degli Esposti e Raicinema/01, non certo di tutto il cinema d’essai italiano. Così come un Leone d’oro o un Oscar sono utilissimi per i film che li vincono, ma chiaramente non portano benefici a tutto il sistema (e d’altronde, perché dovrebbero?).

Quello che chiaramente non funziona più, è che il giro di contributi (diretti o indiretti), tra Ministero, Film commission regionali e tax credit (interno ed esterno) risulta sempre più sproporzionato rispetto ai risultati. E d’accordo che bisogna sostenere il cinema di qualità, ma dobbiamo tutti chiederci se ci stiamo riuscendo o meno. Perché se tanti film vengono prodotti ma non visti, il sostegno rischia di diventare un boomerang, oltre che essere un sostegno per modo di dire. Altrimenti, il rischio è sempre il solito: compiacerci della creazione di opere ‘culturali’, ma essere sempre di meno a vederle. Una riserva indiana, utile per vantarsi di essere più intelligenti della massa. Ma difficilmente possiamo raccontarci che questi investimenti sono un sostegno alla cultura per tutti…


Film italiani a Cannes… E dopo?

Forse è un po’ troppo presto per parlare del prossimo Festival di Cannes. O forse no. I buoni motivi non mancano, visto che, a meno di clamorose sorprese, ci sarà una forte presenza italiana. Con un’offerta talmente forte, da fare forse qualche vittima in fase di selezione.

lagiovinezzaVediamo i papabili per il concorso. A mio avviso, almeno due sicuri, se non nei nomi, numericamente parlando. Paolo Sorrentino, fresco di Oscar e con un cast internazionale forte (Michael Caine, Harvey Keitel, Jane Fonda, Rachel Weisz, Paul Dano) non dovrebbe certo avere problemi a essere inserito nel concorso con La giovinezza, come peraltro è sempre avvenuto da Le conseguenze dell’amore in poi.

E il secondo? Qui il discorso si fa interessante. Ho sempre pensato che un ex vincitore della Palma d’oro come Nanni Moretti sarebbe stato sicuro del posto. E non faceva certo male la presenza di John Turturro, oltre al fatto che è difficile pensare a un film di Moretti che non passa in concorso a Cannes (è dal 1989, Palombella rossa, presentato a Venezia, che non succede). Ma, considerando le regole recenti (e ferree) di Cannes sui film che devono essere presentati in anteprima mondiale, è difficile pensare che Moretti possa uscire a marzo (come capitato a La stanza del figlio) o ad aprile (Habemus Papam) e poi stare in concorso a maggio. Forse sarebbe più semplice un fuori concorso? O Moretti opterà per un’uscita ritardata rispetto alle sue abitudini?

Forte quindi la candidatura di Matteo Garrone, che presente con i suoi ultimi due film in concorso a Cannes, ha vinto il Gran premio della giuria in entrambi i casi. Il suo Il racconto dei racconti può anche vantare un bel cast internazionale, che comprende anche il francese Vincent Cassel.

In tutto questo, quello che dovrebbe avere più difficoltà, è Marco Bellocchio e il suo ultimo film La prigione di Bobbio. Un paradosso, se consideriamo che Bellocchio a Cannes ci è stato spesso, per esempio con Vincere nel 2009. E che dire de L’attesa di Piero Messina, che, anche grazie alla presenza della francese Juliette Binoche (nonché della partecipazione di una società francese, quasi obbligatoria per stare sulla Croisette), sembra molto probabile in una sezione collaterale della Croisette?

Insomma, due film italiani in concorso sembrano sicuri (e se fossero tre? Difficilissimo, ma una piccola possibilità non la escluderei), ma portano anche a una domanda fondamentale: quando arriveranno in sala? Un conto è avere un’unica uscita forte a maggio (come capitato per La grande bellezza, andato benissimo in quel periodo e che ha retto bene per tanti mesi), ma se diventano 2-3 (e anche un film fuori concorso potrebbe optare per la contemporaneità), non rischiano di cannibalizzarsi a vicenda, in un periodo certo non facile? E chi deciderà invece di rinviare l’uscita a settembre-ottobre, non rischierà l’effetto Reality, il film di Garrone che ha ottenuto meno di quanto si sperava, anche per un forte ritardo nell’arrivare al pubblico italiano? Insomma, è molto probabile che, all’annuncio della selezione di Cannes ad aprile prossimo, sentiremo toni entusiastici (e, per una volta, giustificati). Ma meglio fare attenzione: dall’orgoglio a risultati economici inferiori alle attese, il passo è breve…


Letterina a Babbo Natale

lobochristmasPiccolo elenco di cose che vorrei trovare sotto l’albero:

Turner Classics Movies, il canale americano dedicato al cinema classico e che da circa un decennio si vocifera possa sbarcare da noi. Lo so, è indice del fatto che preferisco stare a casa a vedere un film degli anni trenta piuttosto che partecipare a un dibattito in un cinema occupato e socializzare con altre persone. Ma visto che non me ne frega niente di socializzare con degli sconosciuti (e mi chiedo sempre chi è che socializza quando va al cinema), direi che sono abbastanza coerente…

Una quota di film finanziati dal Ministero (facciamo il 40-50%?) che siano strettamente di genere. Magari anche una maggiore attenzione di giornalisti e selezionatori di festival, così da non sentire sempre che in Italia non si fa cinema di genere e poi non avere mai riscontri quando il cinema di genere esce in sala. Corollario: se invece di elogiare le buone intenzioni progressiste di certo cinema sociale finanziato, si attaccassero pesantemente i film che vivono solo di ‘denuncia’ e non hanno nessun merito artistico, potremmo sperare che la situazione cambi…

Un vero Mercato cinematografico di successo nel nostro Paese. Ce lo avevamo (il Mifed) e ora non c’è più e hai la strana sensazione che sia come l’Olivetti, un’eccellenza nostrana morta senza capirne bene la ragione. Nota: non ci salveremo con dati di presenze palesemente irreali per quelli che esistono…

Una moratoria contro i registi che si lamentano dei pochi fondi pubblici. Quelli che magari hanno preso 200.000 euro una settimana prima e che si lagnano che non sono abbastanza. Cosa magari anche vera (come vero è che prima si prendevano più soldi diretti), ma che dimentica lo stato di salute del Paese e che milioni di onesti lavoratori non ricevono un euro per finanziare le loro attività e i loro sogni. Respect, please…

Una decisione rapida sul Festival di Roma. La fondazione cinema per Roma continua a esistere, così come a pagare degli stipendi. Vogliamo scegliere in tempi rapidi chi sarà a dirigerla nel 2015, in modo da permettere alla nuova squadra di iniziare a lavorare? O aspetteremo come al solito all’ultimo momento, tanto per dar vita alla solita “edizione di transizione” (anche utile per far sospendere qualsiasi bilancio sugli esiti della manifestazione, ma forse potrebbe essere questo l’obiettivo).

(Questa è proprio impossibile, lo so). Non leggere più articoli in cui, per attaccare una realtà che sta poco simpatica, si mettono in forte evidenza le sue problematiche, facendo finta che la realtà amica non abbia gli stessi difetti (se non peggio) e anzi la si spacci come modello. Insomma, un po’ di decenza o comunque, se proprio dovete fare un favore a qualcuno, fatelo meglio…


Punti di vista

“E se facessimo dei buoni film?”

“Tutti si rendono conto che ci si regge su un filo sottile, a cui senza dubbio molti preferirebbero continuare ad aggrapparsi”.

“Prima, le cose erano semplici. Un film italiano aveva successo in sala, nel giro di due anni se ne faceva una copia più o meno identica (che costava il doppio e che faceva la metà degli incassi) e tutti erano contenti. Quando non funzionava, funzionava comunque. I nostri attori di maggiore successo riempivano le copertine dei periodici con dei flop drammatici, ma non poi così gravi. Era il regno dei pacchetti, delle star e del sistema. Il diktat della formula. Risultato? Un cinema popolare non (sempre) indegno, piuttosto preconfezionato, da vedersi tranquillamente a casa in televisione. Ma poi l’edificio ha iniziato a tremare. Intanto, si sono cominciati a vedere i fallimenti, che sono aumentati e, peggio, a costare molto cari”.

(Alla maggiore convention del settore) “Dieci ore e duecento trailer più tardi, non si sono fatti grandi passi in avanti. Tante commedie dai titoli e dai casting interscambiabili sono passate senza che ti rimanga molto”.

Sì, lo so, adesso vi aspettate che vi dica che questi pareri sul cinema italiano sono vittima del solito catastrofismo e che ve li smonti subito. Peccato che quelli che avete appena letto sono degli estratti dall’editoriale e dall’articolo di copertina di Première, maggiore rivista di cinema in Francia, e ovviamente si riferiscono alla cinematografia di quel Paese (perdonatemi la licenza ingannevole sul “film italiano”).

Possibile? Ma, come, la Francia non rappresentava la perfezione, almeno a leggere certi nostri registi e produttori? La prima risposta che mi viene da dare, è che, come in tutto il mondo, la stampa quando parla di risultati di box office, ama solo due cose. Gli enormi successi popolari, gli Avatar, i Zalone e i Benvenuti al sud, che se va bene ne escono uno all’anno. O dire che il cinema è in crisi e tutto sta crollando. D’altronde, avviene lo stesso in Italia o negli Stati Uniti, qualsiasi dato è utilizzato (spesso a sproposito), per dire che il cinema sta morendo.

Ma la questione francese è un po’ più complicata. Da quando Vincent Maraval, boss di Wild Bunch, ha lanciato due anni fa una lettera aperta criticando certe storture del sistema francese (in particolare, salari delle star e ingerenze della televisione), il discorso si è fatto interessante. Ne riparlerò, anche per capire cosa ci riguarda direttamente…


La commedia italiana in crisi di risultati?!?

Di solito non amo commentare gli articoli che escono, anche perché il mio lavoro è ormai un altro. Ma visto che vi accoderete in tanti all’articolo sulla ‘crisi’ della commedia italiana nel 2014, qualche segnalazione che potrà essere utile per non confondere i vostri gusti (che spesso sono anche i miei, pure io mi sono rotto il cazzo di commedie molto simili e piattissime) con la realtà:

– Iniziamo col dire che, se si vuole fare una valutazione seria del successo o meno di una commedia, non si prenderà MAI come parametro di valutazione il fatto che sia prima o meno nel weekend di uscita. Tanto per dire, con questo parametro, Ficarra e Picone, che otterranno in questo fine settimana circa 2 milioni di euro nel weekend e forse la miglior media per copia, sono un flop, solo perché è uscito Interstellar. L’unico parametro oggettivo è vedere il risultato totale di una commedia e quante di esse figurano tra i maggiori incassi italiani nel 2014. Questi i migliori 20 titoli italiani del 2014:

boss2 UN BOSS IN SALOTTO ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 12.308.255 1.888.106
4 SOTTO UNA BUONA STELLA ITA Filmauro/Universal € 10.311.666 1.653.250
8 TUTTA COLPA DI FREUD ITA Medusa Film S.P.A. € 7.927.658 1.279.690
17 IL CAPITALE UMANO ITA 01 Distribution € 5.745.092 945.017
27 IL GIOVANE FAVOLOSO ITA 01 Distribution € 4.708.950 792.265
28 ALLACCIATE LE CINTURE ITA 01 Distribution € 4.653.975 770.928
31 SMETTO QUANDO VOGLIO ITA 01 Distribution € 4.029.537 667.451
36 E FUORI NEVICA! ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.662.017 605.143
47 UNA DONNA PER AMICA ITA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.010.540 483.363
48 AMICI COME NOI ITA Medusa Film S.P.A. € 2.945.618 487.324
54 CONFUSI E FELICI ITA 01 Distribution € 2.549.588 393.597
58 FRATELLI UNICI ITA 01 Distribution € 2.173.895 355.166
66 SAPORE DI TE ITA Medusa Film S.P.A. € 1.913.801 307.338
67 COLPI DI FORTUNA ITA Filmauro/Universal € 1.873.370 284.655
68 SOAP OPERA ITA Medusa Film S.P.A. € 1.841.450 286.009
70 WINX CLUB – IL MISTERO DEGLI ABISSI ITA 01 Distribution € 1.812.982 319.410
71 UN MATRIMONIO DA FAVOLA ITA 01 Distribution € 1.803.552 301.970
76 UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE ITA 01 Distribution € 1.725.053 357.832
77 TUTTO MOLTO BELLO ITA Medusa Film S.P.A. € 1.648.427 253.431
79 LA GENTE CHE STA BENE ITA 01 Distribution € 1.571.589 253.431

Semplicemente, 16/17 su 20 sono commedie (a seconda di come giudicate il film delle Winx), le uniche eccezioni sono Virzì, Martone e Ozpetek. Ripeto, almeno 16 dei 20 maggiori incassi italiani sono commedie, genere che tanti giornalisti sostengono abbia stufato il pubblico. Se poi vogliamo aggiungere a questi 20 titoli anche gli altri che hanno superato il milione, sono questi:

90 LA SEDIA DELLA FELICITA’ ITA 01 Distribution € 1.468.392 273.279
91 UN FANTASTICO VIA VAI ITA 01 Distribution € 1.420.107 218.478
92 INDOVINA CHI VIENE A NATALE? ITA Medusa Film S.P.A. € 1.352.123 207.114
95 ANDIAMO A QUEL PAESE ITA Medusa Film S.P.A. € 1.322.336 200.720
96 LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE ITA 01 Distribution € 1.309.789 256.851
114 LE MERAVIGLIE ITA Bim Distrib. S.R.L. € 1.028.525 177.478

Insomma, altre 5 commedie su 6. Il discorso potrebbe finire qui, tanto i numeri sono chiari, ma proseguiamo.

– Fermo restando che gli incassi segnalati dall’articolo non sono precisissimi (se si vuole fare una cosa del genere, sarebbe meglio avere i dati Cinetel), è sbagliato mettere tutti nello stesso calderone. Vogliamo inserire Falce e martello al fianco di un cinepanettone? Ogni titolo ha un suo budget e una sua storia, ci sono incassi di un milione che sono dei successi, altri da tre milioni che sono dei flop, non è che si può pensare che tutti giocano nella stessa squadra (la fantomatica “commedia italiana”). Song ‘e Napule, per fare un esempio su cui ho lavorato direttamente (e che, per la cronaca, sta a 723k), non solo non è mai arrivato primo in classifica, ma neanche è mai stato nella top ten di nessun weekend. E allora? E’ stato uno dei casi del 2014, ha incassato benissimo rispetto alle ambizioni che poteva avere e ha continuato a essere nei cinema per cinque-sei mesi, oltre a vincere premi insperati per una commedia. Ma visto che non è arrivato primo nel suo weekend di uscita, allora è un flop…

– Usare il caso straordinario di Martone per dire che la strada per il successo è altrove, è ovviamente sbagliato. Vogliamo fare l’elenco delle pellicole d’autore e non comiche che hanno floppato? Bene, facciamolo. Basta d’altronde vedere le uscite degli ultimi due mesi, in cui sono arrivati prodotti italiani come Perez, Take Five, La zuppa del demonio, Buoni a nulla (sarà una commedia, ma tutti che adorano de Gregorio e dicono quanto è diverso), Anime nere, Last Summer, I nostri ragazzi, Pasolini, Perfidia, La trattativa, La nostra terra, Se chiudo gli occhi non sono più qui, Fango e gloria, Vinodentro, Lei disse sì, Belluscone, Un ragazzo d’oro, Senza nessuna pietà. Personalmente, salvo solo il risultato di Anime nere (e in parte quello di Belluscone), gli altri una delusione rispetto alle attese che si potevano avere (due sono pure film su cui ho lavorato, tanto per fare un po’ di autocritica). Tutti a citare l’esempio della serie di Gomorra, ma allora perché non siamo riusciti a portare al cinema la gente a vedere Perez, Take Five e Senza nessuna pietà? Non sono i film di genere che tutto il pubblico aspetta con ansia, perché si è rotto le palle delle commedie? Il bello è che tutti a scrivere che bisogna fare film di genere e neanche ci si accorge quando escono. E a proposito, quand’è che nei calcoli di successo/fallimento si considererà che una commedia si vende molto meglio alle televisioni? Li avete visti i dati di ascolto di certi prodotti d’autore acclamati che passano su Rai Tre in prima visione pubblica? E vi stupite che un produttore poi punti sulla commedia, visto che altrimenti dalle televisioni (tranne rari casi di autori di successo) avrà due spiccioli?

– Una cosa su cui concordo invece con l’articolo: 14 commedie in 12 settimane sono uno sbaglio, che pagherà tutto il mercato. Ma visto che so benissimo quanto è difficile convincere un regista/produttore a uscire in un periodo che non sia ottobre-febbraio, anche per film con molte meno ambizioni commerciali di quelli che stanno uscendo in questo periodo, non mi stupisco di questo intasamento. Che comunque, a scanso di equivoci, è sbagliato.

Insomma, se non l’avete ancora capito, il mercato del cinema italiano lo regge la commedia, piaccia o meno. Significa che tutti dobbiamo qualcosa a chi realizza i maggiori incassi italiani, anche quando ci fanno artisticamente schifo. Altro che “questa è la tragica e inaccettabile situazione della commedia all’italiana”…


Festival di Roma: che fare?

festivalromaVisto il momento di forte cambiamento che sta vivendo il Festival di Roma, mi permetto di fare qualche considerazione in merito su quello che è stato per nove anni, che dovrebbe e che potrebbe essere dal 2015.

– E’ difficile capire le valutazioni su cui si basano buona parte dei giudizi sul Festival. Poche star? E allora? Roma è una città in cui passano centinaia di star internazionali ogni anno, più tutti gli artisti italiani che hanno un film in uscita. Bisognerebbe spendere centinaia di migliaia di dollari per avere star che magari sarebbero comunque da noi? Non basta accordarsi con le major di turno per qualche evento pubblico quando possibile? Troppo complicato? Ancora. Tutti ingrifati per qualche anteprima (magari anche solo di pochi giorni rispetto all’uscita) di film americani forti, ma a chi giovano? Ad aumentare il numero di biglietti venduti? Ecco, è un discorso ridicolo, per cui bisognerebbe gioire quando dei grandi blockbuster americani fanno il tutto esaurito (come se avessero bisogno della struttura e dei costi del Festival per riuscirci, mah…). E poi, vogliamo sinceramente affrontare la questione? Qualsiasi ragionamento su quanti biglietti vende un Festival, parlando di successi e insuccessi a seconda dei casi, è ridicolo. Andatevi a vedere gli esempi di “successo” e scoprirete budget dieci volte superiori al valore dei biglietti venduti, un bilancio che farebbe chiudere qualsiasi azienda privata. Meglio parlare di fallimenti assoluti e fallimenti relativi, se proprio ci tenete…

– Fare il festival all’Auditorium significa spendere ogni anno centinaia di migliaia di euro per convertire delle sale che non sono nate con questa funzione, peraltro rimanendo sempre con qualche problema (anche di audio), oltre a una scomodità notevole per chi è alto più di un metro e sessanta. Proprio impossibile lavorare con i cinema della capitale, che renderebbero la manifestazione più cittadina di quanto sia attualmente?

– Il Mercato di Roma è sicuramente più efficace di quello di Venezia e ha un suo senso, oltre che poter vantare incontri/iniziative meritevoli. Ma è così fondamentale da rendere sostenibile una manifestazione che, al suo livello più basso, ha portato via 7-8 milioni di euro? Forse no. Ok poi l’accorpamento con il Festival della fiction. Ma ho qualche dubbio sull’importanza di un festival che propone quasi solo anteprime di prodotti facilmente rimediabili su Internet o preview italiane non proprio attesissime…

– Su una cosa possiamo essere sicuri: il Festival di Roma non ha una statura e un interesse internazionale, quindi nessuna ragione per un giornalista estero di venire a Roma a seguire film che, per la maggior parte dei casi, sono stati presentati altrove. Le eccezioni sono state soltanto durante la prima edizione, quando un budget ricchissimo permetteva di avere anteprime come Fur (non proprio il film del secolo, ma almeno incuriosiva la stampa di tutto il mondo visto che Nicole Kidman era molto in auge all’epoca), e, nel primo anno di edizione Muller, in cui il tentativo di puntare forte sulle anteprime mondiali (poi bocciato, a torto o ragione), rendeva interessante per i giornalisti venire nella Capitale. E ora? Ora il Festival è un evento che interessa solo la stampa italiana (per non dire, romana), quindi perché dovremmo preoccuparci di creare un luogo centrale, quando tutti hanno i loro uffici da sfruttare? Ammettiamo tranquillamente che tra il pubblico di accreditati all’Auditorium e quello delle proiezioni Anica la differenza non è enorme…

– E’ bene ricordarlo, siamo nel 2014, non negli anni settanta. Per essere più chiari, il pubblico occidentale ha modo di vedere qualsiasi film straniero in diversi modi (dvd, abbonamenti a realtà VOD estere, senza dimenticare la pirateria) e non esiste più la funzione dei Festival di mostrare film che altrimenti sarebbero impossibile da vedere. E’ importante, certo, una bella selezione, ma spesso gli appassionati la selezione sono ormai in grado di farsela da soli.

Insomma, se non si è capita bene la mia opinione, la funzione dei Festival italiani è, in almeno il 95% dei casi, poco utile e sicuramente non meritevole dei soldi spesi. Per cui, sempre a mio modesto avviso, per Roma ci sono due strade:

– Continuare a investire pervicacemente sulla ‘Festa’, portando ospiti stranieri a cui verranno pagate laute spese di viaggio/ospitalità e vantandosi di un paio di film/star che avremo nella capitale, più la “grande” partecipazione popolare (che non è mai stata grande, ma che in qualche caso è stata venduta come tale).

– Accettare serenamente che non ci sono attualmente le condizioni per fare un Festival di rilievo e che valga i soldi spesi, preferendo invece investire somme ben inferiori su rassegne come Cannes/Venezia/Locarno a Roma, che possono essere realizzate in diversi cinema della capitale e che incredibilmente negli ultimi tempi hanno rischiato di non trovare fondi.

Ecco, io personalmente non ho molti dubbi su quale ipotesi mi sembra più intelligente. Ancora meno dubbi ho sul fatto che si sceglierà l’altra…


Il pubblico non ascolta più la critica?

animenere“Le critiche ai film sono negative? Mah, a dire il vero credo che il pubblico non ascolti più la critica. Quando guidavo Mikado Film un articolo del Corriere della Sera era in grado di spostare centinaia di migliaia di euro al botteghino. Ora, sia che scriva bene, sia che scriva male, non se ne accorge nessuno”.

La dichiarazione è di Alessandro Usai, amministratore delegato di Colorado Film production (tra i tanti film, il recente Tutto molto bello). Ha ragione? Più sì che no. Sì, molto è cambiato e in effetti il rapporto di fedeltà del pubblico alla critica è sicuramente meno solido che in passato. Ma è del tutto morto? No, ma solo per casi particolari. La mia impressione è che quando le recensioni sono veramente molto positive, in cui si nota che il parere non è di circostanza, allora i risultati possono (non sempre, ma in diversi casi) arrivare. Basti pensare ad Anime nere o Il giovane favoloso, che hanno ottenuto pareri straordinariamente favorevoli e degli incassi decisamente importanti.

Quello che invece non sembra più funzionare, è il parere ‘discreto’. Quando, insomma, un film è trattato con rispetto e stima, ma senza che si urli al miracolo. In quel caso, forse anche per l’eccesso di possibilità (non solo cinematografiche), lo spettatore non si fa convincere. Di esempi ne trovate quanti ne volete, a cominciare da tanti film italiani passati a Venezia. E’ una conferma alla mia teoria che, proprio come avviene per i blockbuster, il pubblico ormai si muove sostanzialmente solo per i film evento e che percepisce come tali. Difficile poi non constatare come la critica italiana sia indirizzata (rispetto ad altre nazioni, soprattutto Francia e Inghilterra) a difendere sempre di più i film molto difficili per il pubblico, senza appoggiare magari quel “crossover arthouse” che è in grado di trovare un ampio seguito (non sto dicendo che lo dovrebbe fare, è una semplice constatazione). Per quanto riguarda il cinema commerciale, la critica non è mai stata particolarmente importante (almeno, da quando seguo io il cinema, negli ultimi vent’anni).

Ma forse, più che la critica (che sostanzialmente fa lo stesso lavoro da decenni e questo per un mondo profondamente cambiato da Internet è un bel guaio), il problema è del pubblico. Che, senza ricambio generale, è molto diminuito per quanto riguarda i film d’essai. E così, se i titoli ‘forti’ ancora se la cavano (ma comunque meno che in passato), gli altri soffrono pesantemente l’assenza degli spettatori. Soluzioni? Francamente, non ne vedo di realistiche all’orizzonte…


I giovani e il cinema

salecinemaCosa bisogna fare per interessare i giovani al cinema? Partiamo dall’idea geniale italiana di una certa intelligencija, ossia insegnarlo a scuola, magari sostenendo che in tutto il resto del mondo avviene così (cazzata, ma fa tanto scena). E’ l’idea giusta? Come no, non vedo l’ora che a scuola si insegnino Antonioni, Bergman e il Rossellini degli anni cinquanta. Titoli che una persona adulta può anche apprezzare e amare, ma che il 99,8% dei ragazzi faticherà a capire e ottimi per portarli a vedere solo Michael Bay nella vita (quando va bene, altrimenti a non entrare più in una sala cinematografica). Fossi un produttore di videogiochi, farei attività di lobby per concretizzare l’idea di portare il cinema nelle scuole…

Non è difficile capire le ragioni di questa convinzione. Semplicemente, come sempre quando non si ha un’idea imprenditoriale buona, si scarica la responsabilità di trovarla sullo Stato. E magari, viste le aspettative che si avevano per la Festa del cinema, che alle condizioni che abbiamo visto è risultata sostanzialmente inutile, almeno è un atto di onestà.

Vediamo invece cosa viene fatto all’estero e in particolare in Francia. Dopo la ‘brutta’ annata nelle sale nel 2013 (sì, 195 milioni di biglietti da loro sono una brutta annata…), si è deciso di far pagare 4 euro a tutti quelli che hanno meno di 14 anni. E allora, citiamo qualche dato dal bilancio che è stato fatto dal CNC (Centre national du cinéma) e che serve a far capire il successo dell’operazione.

Intanto, il risultato più importante: nei primi sei mesi del 2014, ci sono stati 9,69 milioni di biglietti staccati a (o sotto i) 4 euro, mentre nel periodo 2010-2013 la media era di 1,64 milioni di ingressi di under 14. Insomma, 8,06 milioni di biglietti in più. Ovviamente, va segnalato che non si può considerare l’aumento di biglietti come un dato indipendente dall’offerta di film (che è stata particolarmente favorevole quest’anno e aiutata anche dalla diminuzione dell’Iva per i cinema, passata dal 7 al 5,5%), ma 8 milioni di biglietti in più rimangono comunque un dato straordinario.

E se pensate che l’operazione abbia ripercussioni solo sugli under 14, vi sbagliate. Infatti, l’acquisto di biglietti che costano 9 o più euro è aumentato nel primo semestre del 2014 del 20,7%, rispetto a un incremento complessivo delle entrate generali che si attesta al 10,4%. La spiegazione è semplice: visto che aumentano i bambini che vanno al cinema, lo stesso avviene anche gli adulti che li accompagnano. Peraltro, soluzione che aiuta anche le famiglie numerose e in difficoltà economica ad andare tutti insieme al cinema.

Torniamo agli under 14. Più di 2,6 milioni di persone hanno beneficiato di questa possibilità e così il 36,2% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni sono andati almeno una volta al cinema tra gennaio e aprile (nel 2013 erano stati il 30,9%). Inoltre, l’operazione ha aumentato la quota di questa fascia di età tra gli spettatori che vanno abitualmente al cinema, che prima erano rappresentati al 10,6% da questo target e che quest’anno lo sono invece all’11,9%.

Dati notevoli, considerando che in questo periodo è difficile far segnare un segno ‘+’ in qualsiasi modo e in qualsiasi settore. E scelta ancora più interessante, se consideriamo che per un biglietto in un cinema francese si può spendere anche più di 10 euro tra sabato e domenica (in Italia quindi un giusto corrispettivo sarebbe intorno ai 3,5 euro).

Insomma, il senso dell’operazione non è certo quello della festa del cinema, ossia far vedere titoli di seconda fascia a un prezzo scontato per una settimana. Qui si investe costantemente sui giovani, cosa fondamentale per avere un pubblico nei prossimi 60 anni. E senza dimenticare che quella fascia di età è anche la più disponibile a spendere molto per bibite e popcorn vari, rendendo lo sconto un ottimo affare per gli esercenti (che guadagnano in percentuale molto di più da queste voci che dal biglietto).

Insomma, aspettiamo che ci pensi lo Stato a trovare le soluzioni? O non vale la pena di provare a fare qualcosa? Magari non deve essere per forza questa la soluzione. Ma qualcosa facciamolo…


Troppe commedie in Italia?

bossUno dei grandi miti legati al cinema italiano e una fissa di tanti commentatori, è che ci sia un eccesso di produzione di commedie nel nostro Paese, genere accusato di cannibalizzare tutto il resto della cinematografia italiana e peraltro senza funzionare sempre. Vediamo di analizzare i dati. Questi i primi 20 incassi italiani del 2014 finora :

UN BOSS IN SALOTTO Warner Bros Italia S.P.A. € 12.308.185

SOTTO UNA BUONA STELLA Filmauro/Universal € 10.308.932

TUTTA COLPA DI FREUD Medusa Film S.P.A. € 7.926.848

IL CAPITALE UMANO 01 Distribution € 5.735.888

ALLACCIATE LE CINTURE 01 Distribution € 4.653.379

SMETTO QUANDO VOGLIO 01 Distribution € 4.021.803

UNA DONNA PER AMICA Warner Bros Italia S.P.A. € 3.010.540

AMICI COME NOI Medusa Film S.P.A. € 2.945.618

SAPORE DI TE Medusa Film S.P.A. € 1.913.801

COLPI DI FORTUNA Filmauro/Universal € 1.873.370

UN MATRIMONIO DA FAVOLA 01 Distribution € 1.803.552

WINX CLUB – IL MISTERO DEGLI ABISSI 01 Distribution € 1.787.582

UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE 01 Distribution € 1.725.053

LA GENTE CHE STA BENE 01 Distribution € 1.571.589

LA SEDIA DELLA FELICITA’ 01 Distribution € 1.462.407

UN FANTASTICO VIA VAI 01 Distribution € 1.420.107

INDOVINA CHI VIENE A NATALE? Medusa Film S.P.A. € 1.352.123

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE 01 Distribution € 1.308.123

FRATELLI UNICI 01 Distribution € 1.193.010

LE MERAVIGLIE Bim Distrib. S.R.L. € 1.020.377

Di questi, ci sono 16 commedie (che spaziano dal commerciale più puro, a un film molto acclamato da critica e premi come l’esordio di Pif), più un cartone animato che si potrebbe considerare ‘avventura’ ma anche comico (nota: animazione non è un genere, ma un mezzo di espressione, altrimenti dovremmo mettere le Winx e l’ultimo Miyazaki nello stesso calderone). Le eccezioni sono Virzì (che ha fatto un film drammatico dopo tante commedie), Ozpetek (melodramma) e la Rohrwacher (pellicola autobiografica malinconica, che peraltro se non avesse vinto un premio importante a Cannes sicuramente non sarebbe stata tra i primi venti incassi).

Quindi, 16 o 17 (a seconda di come la pensiate sulle Winx) su 20 dei maggiori successi italiani dell’anno sono commedie. Insomma, credo di aver chiarito senza ombra di dubbio che lamentarsi delle troppe commedie prodotte è come stupirsi che al supermercato ci siano tanti barattoli di Nutella e anche in bella vista. Direi che dipende dalla richiesta dei consumatori, più che da imposizioni della famiglia Ferrero o da pigrizia mentale dei direttori di supermercato.

Certo, si dirà (e molti commentatori lo fanno) che non tutte le commedie finiscono nei primi incassi italiani (e, peraltro, magari anche quelle che lo fanno, non è detto che si ripaghino dei costi, che possono essere ingenti). Ma ovviamente in qualsiasi settore c’è chi ha successo e chi meno, il che non significa che investire sulle commedie sia di base un azzardo e che due o tre commedie che non funzionano indicano che il pubblico non vuole più vedere questo genere (tesi simile a quella secondo cui gli statunitensi sono stanchi dei blockbuster). Forse, ho l’impressione che, per chi non ha attori famosi e in generale capitali importanti, fare una commedia non sia necessariamente la strada migliore, visto che si rischia di non trovare il giusto spazio. Per quanto riguarda la cannibalizzazione, sì e no, ma più che altro verso lo stesso genere. A novembre uscirà una commedia importante-commerciale a settimana (quattro in tutto) e temo che non tutti troveranno i risultati sperati, ma su 44 titoli totali che arrivano a novembre, non è certo un’overdose di commedie. Più che altro, lamentiamoci che da marzo a ottobre non c’erano titoli commercialmente fortissimi di questo genere.

Ma se proprio dobbiamo discutere di un settore in cui la produzione è sicuramente più alta della domanda, quello è il cinema sociale (scusate, mi sono rotto di parlare di cinema d’autore, per tanti prodotti l’autorialità è solo presunta). Quello insomma che affronta alcune tematiche perfette (razzismo, situazione giovanile, criminalità, ecc.) per trovare i finanziamenti pubblici, un po’ meno (molto meno) per trovare il pubblico vero e proprio. Non discuto il fatto che si possa e si debba sostenere dei giovani esordienti (anche se certi film prodotti con l’idea di andare in sala sono sicuramente troppi rispetto alla richiesta del pubblico), ma sicuramente si potrebbero aiutare dei film e delle tematiche più variegate. Comunque, se proprio si vuole trovare un’anomalia nella produzione, si può incominciare da questo settore. Magari anche notando che il cinema d’essai ha solo tre prodotti non comici nei primi venti incassi, anche per via dei pessimi risultati (Anime nere escluso) dei titoli veneziani…

 


L’America rifiuta i blockbuster?

guardianidellagalassiaSiamo subissati da mesi di articoli che urlano alla crisi di Hollywood e al rifiuto di questi prodotti da parte del pubblico, che vorrebbe novità e storie non fotocopiate. Tutto questo perché il botteghino americano ha subito un calo durante l’estate. Ma è proprio così? Vediamo i dieci maggiori incassi negli Stati Uniti nel 2014 e i relativi risultati:

1 – I Guardiani della galassia 319M
2 – Captain America: The Winter Soldier 259M
3 – The LEGO Movie: 257M
4 – Transformers 4 – L’era dell’estinzione 245M
5 – Maleficent 240M
6 – X-Men: Giorni di un futuro passato 233M
7 – L’alba del pianeta delle scimmie 207M
8 – The Amazing Spider-Man 2 202M
9 – Godzilla 200M
10 – 22 Jump Street 191M

Quindi nell’ordine abbiamo:

1 – Una pellicola originale della Marvel tratta da un fumetto e che sfrutta tutta la potenza del brand Marvel
2 – Un sequel di un film della Marvel, con un supereroe apparso anche in Avengers
3 – Un film tratto da un popolare gioco, con alcuni personaggi (tra gli altri, Batman, Superman, Gandalf) di popolari saghe di Hollywood
4 – Un quarto episodio di una saga (o terzo sequel, come preferite)
5 – Una nuova versione di una popolare fiaba, già portata diverse volte sullo schermo
6 – Un sequel/prequel di una saga che nel terzo millennio, tra X-Men e Wolverine, ha visto prodotti altri sei episodi, se non ho fatto male i conti
7 – Un sequel di un reboot di una celebre saga degli anni sessanta, che era stata già remakata con poco successo nel terzo millennio da Tim Burton
8 – Un sequel di un reboot di una trilogia iniziata meno di quindici anni fa
9 – Un reboot della versione americana (uscita meno di vent’anni fa) di una celebre saga giapponese
10 – Un sequel di un film basato su una serie televisiva anni ottanta

Cazzo, è la fiera del nuovo che avanza! Siamo in una rivoluzionaria era del cinema, che sta cambiando tutto quello che conoscevamo! E, tanto per la cronaca, all’undicesimo posto ci sono Tartarughe ninja, al dodicesimo Dragon Trainer 2. Sempre più originali, no?

La realtà è semplice. A chi scrive di cinema (soprattutto quelli competenti) fa schifo buona parte di questi film (in alcuni casi, schifo che condivido, proprio per la mancanza di originalità). Ma piuttosto che accettare che la Hollywood moderna produce quello che vuole il pubblico (che, appunto, desidera conoscere bene quello per cui paga e non avere molte sorprese) e che da questi film (non certo per adulti) escono sempre fuori i maggiori successi dell’anno, si preferisce sfruttare un calo degli incassi (per ora, molto meno preoccupante e significativo di quanto venga urlato) per dire che il pubblico rifiuta i popcorn movie. Peccato che la pistola fumante (aka, film maturi e intelligenti nei primi posti del botteghino) proprio non ci sia. Insomma, sarebbe meglio accettare la realtà, invece di continuare a inventarsela…